Home Politica estera IL PIANO MATTEI PRENDE FORMA IN AFRICA

IL PIANO MATTEI PRENDE FORMA IN AFRICA

0

Il piano Mattei non è più solo un’idea, ma sta marciando sulle gambe della diplomazia, dell’economia, dell’intelligence, degli aiuti civili e militari.

In Niger, dove la giunta militare che ha preso il potere ha cacciato francesi e americani, dopo la visita del generale Figliuolo e dell’ambasciatore Guariglia, anche Caravelli, direttore dell’Aise, è andato a Niamey.

Giovedì scorso il generale Abdourahamane Tiani, capo della giunta militare che ha preso il potere in Niger l’estate scorsa, ha accolto il generale Giovanni Caravelli, direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna.

Secondo quanto diffuso in una nota della giunta, quest’ultimo ha portato “un messaggio di solidarietà” della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per confermare “la volontà di rafforzare la cooperazione” bilaterale.

L’Italia rimane l’unico Paese europeo ad aver mantenuto i canali aperti con il Niger, anche dopo il golpe. In questo Paese chiave del Sahel e delle rotte dell’emigrazione sono presenti circa 250 militari italiani, impegnati nella missione bilaterale Misin.

In una nota diffusa dopo l’incontro Tiani “ha elogiato la professionalità e le capacità degli addestratori italiani durante le loro missioni con le forze armate nigerine”.

La nota conclude che “l’Italia si è impegnata a sostenere il Niger sia in termini di equipaggiamento sia di capacità, per affrontare al meglio le sfide della sicurezza”.

L’Italia, ha detto in proprosito Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, è pronta a riavviare la cooperazione bilaterale con il Niger.

Intervenendo al Senato, Tajani ha detto: “Un ritiro dal Sahel renderebbe la regione più ostile e non certo più favorevole ai nostri interessi strategici. Ribadiamo l’opportunità di riprendere il dialogo con le autorità de facto nigerine, una prospettiva alla quale lavorano anche gli Stati Uniti”.

Dopo il Niger, anche il Senegal fa sapere, per bocca del suo ambasciatore, che i rapporti con l’Italia sono buoni e da sviluppare.

Un Senegal più autonomo, aperto alla cooperazione e consapevole delle proprie risorse: è in questa direzione che il neoeletto presidente Bassirou Diomaye Faye intende indirizzare il suo mandato, nell’auspicio di catalizzare maggiori investimenti in Africa e di sviluppare, anche con l’Italia, una rosa di progetti nel quadro dell’annunciato Piano Mattei.

Su queste ed altre tematiche si è soffermato l’ambasciatore senegalese a Roma, Ngor Ndiaye, che in un’intervista concessa ad “Agenzia Nova” ha passato in rassegna le principali sfide che il presidente Faye si appresta ad affrontare. Il tutto in uno spirito di una collaborazione di cui, sottolinea l’ambasciatore Ndiaye, sono state gettate le basi in occasione del vertice Italia-Africa di fine gennaio e del lancio del Piano Mattei.

“Il nostro auspicio – ha spiegato l’ambasciatore – è che l’Italia possa investire in Senegal affinché i nostri giovani non debbano andare altrove a cercare lavoro, e per questo abbiamo proposto a (Giorgia) Meloni di rinsaldare i progetti di cooperazione nella formazione professionale, ambito in cui gli italiani sono forti e possono contribuire a sviluppare un valore aggiunto”.

Così, il Senegal di Faye auspica di proseguire la collaborazione con aziende italiane quali Iveco, Eni, Saipem, Energy Green, Leonardo, Confindustria, con le quali continuare a promuovere investimenti sul territorio che vanno dalle infrastrutture all’industria militare, dall’estrazione petrolifera ai progetti di biocarburante, anche sulla scia di esperienze recenti come la nuova scuola per il petrolio ed il gas, istituto nel quale Dakar sarebbe felice che l’Italia inviasse formatori “per rafforzare le competenze locali”.

Eccellenti sono anche le relazioni tra Italia e Costa d’Avorio.

“Sono eccellenti – ha detto il presidente della Repubblica Mattarella in visita nel Paese africano – non soltanto per l’amicizia fra i nostri due popoli ma anche perché condividiamo i valori di riferimento, quelli della pace e del dialogo tra le nazioni”. Sergio Mattarella ha avuto un incontro con l’omologo ivoriano Alassane Ouattara, avvenuto nel palazzo presidenziale di Abidjan, prima tappa della sua visita di Stato in Africa occidentale.

Negli ultimi anni “la nostra collaborazione il nostro dialogo è intensamente cresciuto e intendiamo che cresca ulteriormente perché l’Italia ritiene la Costa d’Avorio un partner di primaria importanza”, ha affermato Mattarella, ringraziando la controparte ivoriana per l’accoglienza “amichevole e calorosa” ricevuta, e ribadendo la “piena condivisione di valutazione e di vedute” emersa dall’incontro, così come l’impegno per la “stabilità e la crescita dell’Africa occidentale e dell’intero continente africano”. Un impegno testimoniato dal Piano Mattei, che è “un piano di concreto e comune lavoro per lo sviluppo del continente africano”, ha aggiunto il capo dello Stato. Al centro dei colloqui c’è stato anche il tema della formazione, che “si colloca nell’ambito della convinzione che l’Italia nutre di un futuro necessariamente comune tra Africa ed Europa e quindi sull’esigenza di un partenariato concreto, paritario reciprocamente rispettoso, con iniziative comuni sempre crescenti”.

Alle parole di Mattarella hanno fatto eco quelle pronunciate dal presidente ivoriano Ouattara, il quale ha ricordato che Costa d’Avorio e Italia sono unite da legami d’amicizia sin da quando hanno stabilito le loro relazioni diplomatiche, nel 1961, e che tali legami hanno conosciuto un significativo rafforzamento negli ultimi anni, dal momento che gli scambi commerciali sono passati da 483 milioni di euro nel 2021 a 594 milioni di euro nel 2022, con un aumento del 23 per cento. “Abbiamo parlato di vari argomenti d’interesse comune in vista di rafforzare i legami tra i nostri Paesi. Abbiamo passato in rassegna una serie di aspetti che riguardano la cooperazione tra i due Paesi e ci siamo rallegrati vicendevolmente del rafforzamento delle relazioni negli ultimi anni. Abbiamo notato con grande soddisfazione la presenza di un’ottantina di imprese italiane in Costa d’Avorio e ci siamo rallegrati con Eni per la scoperta di importante giacimenti di petrolio e gas”, ha aggiunto Ouattara, dal quale è inoltre arrivato un plauso alla “ferma volontà” del governo italiano di dare nuovo slancio alla cooperazione con il continente africano, come dimostra il varo del Piano Mattei, di cui la Costa d’Avorio risulta tra i Paesi beneficiari per quanto concerne l’ambito sanitario e della tutela delle donne, dei bambini e delle persone vulnerabili.

Un altro tema al centro dei colloqui è stato quello delle migrazioni. “Abbiamo parlato anche di questioni connesse con il contrasto delle migrazioni irregolari e della scelta della Costa d’Avorio come Paese beneficiario per il periodo 2023-2025 sul decreto sui flussi di lavoratori stranieri, e abbiamo ribadito la nostra piena disponibilità nell’ambito dell’accordo per il contrasto alla migrazione irregolare verso l’Italia”, ha affermato Ouattara.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui