
Media Literacy For Democracy
Il progetto Media Literacy for Democracy (MLFD) è un progetto finanziato dal Programma CERV dell’Unione Europea e diretto dalla Federazione Italiana Diritti Umani, con sede a Roma. Tale progetto si concentra sulla promozione di un’efficace strategia di alfabetizzazione mediatica dei cittadini europei, basata su un approccio multidisciplinare e una cooperazione intersettoriale al fine di contrastare la disinformazione e consentire ai cittadini di prendere decisioni informate e quindi, si spera, proteggere i valori democratici.
Poiché gli obiettivi del progetto MLFD sono stati identificati prendendo in considerazione i risultati di un precedente progetto, denominato CommEUnication , finanziato dall’UE e guidato sempre dalla FIDU (Federazione Italiana Diritti Umani), questo breve rapporto riassume i risultati del progetto e pone le basi per elaborare ulteriormente la discussione sulla disinformazione, attraverso integrazione delle ricerche documentali effettuate in preparazione delle azioni proposte dalla MLFD.
MLFD mira ad informare i cittadini sull’impatto negativo della disinformazione sulle società democratiche e sull’importanza dell’alfabetizzazione mediatica per costruire la capacità della società civile di adattarsi all’era digitale. I contenuti verranno utilizzati come parte del materiale formativo per i successivi “focus groups”, che approfondiranno gli effetti della disinformazione sullo Stato di Diritto e sulla democrazia in generale.
La conferenza finale del MLFD si è tenuta online il 19 marzo 2024 e ha riunito rappresentanti di istituzioni, media, università, nonché studenti e giovani professionisti provenienti da contesti diversi. Più di 120 cittadini provenienti da 10 paesi diversi dell’UE si sono impegnati in più discussioni aventi ad oggetto l’alfabetizzazione mediatica e sulla lotta alla disinformazione.
Il consorzio di MLFD ha organizzato dei “focus groups” di 3 giorni, che si sono svolti in diversi paesi della UE per tutto il 2023 : Italia, Irlanda, Spagna, Bulgaria e Polonia. Gli obiettivi erano : 1. giungere ad una analisi del contesto dei fenomeni di disinformazione e stimolare il dibattito tra gruppi di cittadini di diversa provenienza; 2. l’inclusione dei gruppi emarginati nella strategia di alfabetizzazione mediatica; 3. scambiare idee e le migliori pratiche per coinvolgere i giovani cittadini nel dibattito pubblico sulla disinformazione nell’UE.
La formazione ha offerto ai partecipanti la possibilità di scambiare idee e stimolare discussioni in diverse sessioni interattive, fornendo loro conoscenze sulla cattiva informazione e sulla disinformazione e aumentando la loro capacità di individuarle sia nei media tradizionali che in quelli nuovi. I risultati dei focus groups verranno utilizzati per raccogliere tutte le possibili idee e suggerimenti che serviranno a formulare le linee guida per i successivi workshop internazionali.
MLFD ha avuto quindi una funzione educativa e divulgativa ed ha rappresentato un’opportunità unica di scambiare idee, confrontare iniziative e valutare le migliori pratiche già in essere in diversi paesi dell’UE.
Il rapporto:
“Durante l’ultima conferenza il Consorzio MLFD ha presentato la sua idea di una strategia europea inclusiva, mirata alla promozione dell’ “alfabetizzazione mediatica” negli Stati membri della UE, attraverso una serie di raccomandazioni politiche rivolte alla società civile, agli operatori dei media e alle istituzioni locali e internazionali.
La discussione è stata strutturata in 3 sessioni.
Diego López Garrido, Vicepresidente esecutivo della Fundación Alternativas, ha parlato di una strategia di alfabetizzazione mediatica basata su un approccio multidisciplinare. Ha sottolineato che tale approccio è fondamentale per salvaguardare i valori democratici nella nostra società sempre più digitale. Ha sottolineato l’importanza delle iniziative di alfabetizzazione mediatica per consentire ai cittadini di partecipare pienamente ai processi democratici. Dotando gli individui delle competenze necessarie per orientarsi nel complesso panorama dei media di oggi, queste iniziative svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere una cittadinanza informata e una sana società democratica.
La professoressa Olena Goroshko, dell Università Tecnica Nazionale (Ucraina), ha fatto luce sulle insidiose tattiche impiegate dalla Russia per diffondere disinformazione sulla guerra tra Ucraina e Russia, sottolineando la confusione tra verità e propaganda. Ha sottolineato l’uso da parte della Russia di tecniche manipolative dei social network per portare avanti la propria agenda, in particolare attraverso la diffusione di notizie false tramite le principali emittenti russe come RT, TASS e Sputnik. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di riconoscere le tattiche di guerra ibrida della Russia, che sono in corso dal 2014 e il loro impatto dannoso sui valori democratici. Iniziative come “Vox Ucraina” sono state menzionate come elementi vitali volti a combattere la disinformazione e promuovere il pensiero critico tra i cittadini per proteggere i principi democratici. Le intuizioni di Goroshko hanno sottolineato l’urgente necessità di solide strategie di alfabetizzazione mediatica per contrastare la diffusione di false notizie e sostenere l’integrità delle società democratiche.
Eugenia De La Rosa, addetta stampa presso la Rappresentanza della Commissione Europea in Spagna, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento della comunità nella promozione della coesione democratica. Ha illustrato l’approccio multidisciplinare della Commissione europea alla lotta alla disinformazione, sottolineando la cooperazione con gli Stati membri e inserendo robusti meccanismi di monitoraggio. Quadri normativi come il “Codice di condotta” dell’UE sulla disinformazione e la legge sui servizi digitali sono stati sottolineati come strumenti cruciali per affrontare i rischi sistemici. È stata inoltre sottolineata la necessità della collaborazione con attori e piattaforme online, comprese iniziative come l’ “Osservatorio europeo dei media digitali”. Inoltre, le misure legislative, come il Media Freedom Act, sono state evidenziate per il loro ruolo nel sostenere l’integrità giornalistica e nella lotta ai contenuti falsi. De la Rosa ha sottolineato l’impegno dell’UE nell’azione collettiva e nelle strategie globali nel sostenere i principi democratici.
Panoramica e risultati della MLFD:
Eleonora Mongelli, Vice Presidente della FIDU e coordinatrice del MLFD (Italia), ha presentato il progetto, le sue attività, i risultati e la metodologia. Sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare e della cooperazione intersettoriale nell’affrontare la questione della disinformazione. Mongelli ha sottolineato il ruolo fondamentale di una stampa libera e indipendente, dello stato di diritto e dell’uguaglianza nel salvaguardare la democrazia contro le interferenze maligne, come la disinformazione. Ha sottolineato la necessità di una cooperazione che coinvolga varie parti interessate, tra cui operatori dei media, giornalisti, accademici, esperti di diritti umani e società . Mongelli ha sottolineato gli sforzi del progetto Media Literacy for Democracy per dare potere ai cittadini, inclusi i più vulnerabili, per prendere decisioni informate e proteggere i valori democratici attraverso una serie di attività condotte da ottobre 2022 a marzo 2024. Queste attività includevano la mappatura delle parti interessate, campagne di sensibilizzazione, analisi del contesto, focus group locali e workshop internazionali. Ha sottolineato l’importanza di azioni su misura e di una comprensione globale della politica dell’UE per mitigare in modo efficace la vulnerabilità alla disinformazione, come componente cruciale delle raccomandazioni politiche del progetto MLFD.
La dr.sa Sara Singelton, ricercatrice senior sull’inclusione sociale presso TASC, Think Tank For Action on Social Change, con sede in Irlanda, ha evidenziato la mancanza di norme e regolamenti completi in materia di alfabetizzazione mediatica e disinformazione. Anche se nel 2016 sono stati compiuti alcuni sforzi, questi non sono stati sufficienti. Singleton ha sottolineato la necessità di migliorare le campagne di alfabetizzazione mediatica, soprattutto nelle scuole, per consentire ai giovani di valutare in modo critico le informazioni. Ha inoltre sottolineato il divario digitale nelle zone rurali, dove l’accesso a Internet è limitato. Inoltre, ha espresso preoccupazione per la crescente minaccia di fenomeni emergenti come i deep fake, che sono spesso collegati all’intelligenza artificiale, sostenendo misure proattive per mitigare questi rischi. Nel complesso, Singleton ha sottolineato l’urgenza di affrontare la disinformazione per costruire una società più informata e perspicace in Irlanda.
Svilena Kostadinova, responsabile della comunicazione della F.E.C.E., Foundation for Entrepreneurship Culture and Education, della Bulgaria, ha condiviso le opinioni del focus group locale in Bulgaria, riunitosi per affrontare gli effetti negativi della disinformazione. Un aspetto cruciale è stata la necessità di una maggiore alfabetizzazione mediatica tra gli studenti. I partecipanti hanno suggerito di organizzare workshop per facilitare lo scambio di strategie per navigare in modo competente nei media e nei contenuti online. Le raccomandazioni chiave includevano l’integrazione delle capacità di pensiero critico e delle tecniche di verifica dei fatti nei programmi educativi. L’importanza della collaborazione tra esperti, istituzioni mediatiche e cittadini dell’UE è emersa come tema centrale nella lotta contro la cattiva informazione e la disinformazione. Nel complesso, l’attenzione si è concentrata sul dare agli individui la possibilità di discernere fonti credibili e mitigare gli impatti dannosi della disinformazione sulla società.
Maria Rachinska, direttrice della fondazione F.E.C.E. (Bulgaria), ha presentato l’opuscolo MLFD, che costituisce una risorsa cruciale per informare i cittadini sull’impatto negativo della disinformazione sulle società democratiche e sull’importanza dell’alfabetizzazione mediatica per sviluppare la capacità dei cittadini di adattarsi alla realtà digitale.
Il contenuto del Booklet è stato utilizzato come parte del materiale formativo per i Focus Group e i workshop internazionali condotti durante l’implementazione del progetto. Inoltre, Rachinska ha sottolineato l’importanza del fact-checking a livello di comunità, esortando le persone a verificare contenuti, fonti, autori e immagini prima di condividerle. Ha inoltre sottolineato il ruolo cruciale della società civile nel promuovere queste competenze, sostenendo i valori fondamentali dell’UE, come la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.
Ramón Ruiz, prof. di Filosofia del diritto dell’Università di Jaén (Spagna), ha parlato dell’impatto della disinformazione sui sistemi democratici, sulla salute pubblica e sulla coesione sociale. Ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’alfabetizzazione mediatica nel distinguere tra contenuti veri e falsi, prevenendo così la diffusione involontaria di disinformazione. Sebbene le istituzioni e i social network abbiano compiuto sforzi per combattere le fake news, l’eradicazione completa rimane sfuggente, rendendo necessaria l’alfabetizzazione mediatica come principale meccanismo di difesa.
Ruiz ha sottolineato l’importanza dell’istruzione, in particolare tra i giovani, nel combattere la disinformazione e promuovere le capacità di pensiero critico. All’interno dell’UE, la Spagna ha fatto passi da gigante nello stabilire procedure efficaci per combattere la cattiva informazione e la disinformazione e promuovere l’alfabetizzazione digitale, con notevoli progressi nella riduzione del divario digitale di genere. Tuttavia, ha sottolineato l’imperativo di garantire parità di accesso alle competenze digitali in tutti i gruppi demografici per facilitare la partecipazione informata e attiva alla società democratica.
Maria Ochwat, della Facoltà di Scienze Sociali dell’Uniwersytet Szczeciński (Polonia), ha sottolineato l’importanza di un approccio globale alla lotta alla disinformazione. Ha fatto luce sulla diffusa confusione che circonda il concetto di disinformazione in Polonia e sul suo impatto di su vari settori come la politica, la psicologia, l’economia e la sanità. Ochwat ha sottolineato l’urgente necessità di una maggiore ricerca multidisciplinare nelle scienze sociali, nel diritto e nella medicina per affrontare efficacemente le sfide poste dalla disinformazione. Inoltre, ha sostenuto una comunicazione chiara e comprensibile delle informazioni, raccomandando iniziative educative inclusive che abbracciano tutti i segmenti della società. Ha proposto di dotare gli insegnanti delle competenze necessarie per orientarsi nel panorama dei media in rapida evoluzione e ha suggerito lo sviluppo di strumenti accessibili disponibili in più lingue per aiutare le persone di tutte le età ad acquisire e interpretare le informazioni in modo efficace.
Tavola rotonda di esperti e dibattito aperto.
La terza parte della conferenza è stata un tavolo aperto con Victor Ventura (Ricercatore PhD presso l’Universidad Rey Juan Carlos), Coral Garcia (Responsabile delle alleanze internazionali presso Maldita.es) e Gianmarco Passerini (creatore di contenuti del laboratorio di Luiss Data, dell’università LUISS di Roma), basato su diverse questioni sull’alfabetizzazione mediatica nell’UE e sulla disinformazione nel contesto delle prossime elezioni europee.”





