Home Cultura L’ULTIMO DISCORSO DI GIACOMO MATTEOTTI, UN MESSAGIO ANCORA ATTUALE

L’ULTIMO DISCORSO DI GIACOMO MATTEOTTI, UN MESSAGIO ANCORA ATTUALE

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di Enzo Pirillo*

Era il 30 maggio del 1924, Giacomo Matteotti era deciso più che mai ad affrontare a viso aperto gli avversari politici del nascente regime fascista e voleva farlo nel luogo adatto, in quello che doveva essere il Tempio della Democrazia, l’Aula della Camera dei deputati.

Il punto focale del Suo discorso erano i brogli elettorali perpetrati dai fascisti nel corso delle ultime elezioni politiche, l’On. Matteotti –attento studioso ma non a caso soprannominato TEMPESTA- prese la parola nell’ Aula di Montecitorio e raccontò tutto, tutto quanto aveva appreso, scoperto e documentato.

Tra i fischi e gli insulti degli oppositori fascisti, ebbe il coraggio di denunciare i fatti di cronaca che erano sì sotto gli occhi di tutti ma allo stesso tempo taciute dai più, inizio quindi con il raccontare delle violenze squadriste, ben delineando il profilo di una milizia armata, creata appositamente per sostenere il Governo di Mussolini anche e soprattutto in caso di proteste o in mancanza del consenso sperato.

L’On. Matteotti prosegui nel suo discorso per ore, senza remore, senza timore, senza tralasciare nessun particolare, definendo le elezioni come non valide, sconfessando di fatto la legittimità del neonato Governo fascista. Nel corso del Suo lungo intervento, Tempesta, fu osteggiato e schernito in mille modi, subendo, ma resistendo, anche alla faziosa gestione dell’allora Presidente della Camera che tentò, malamente, di interromperlo ed intimidirlo più volte ma senza riuscire nell’intento.

Giacomo Matteotti sapeva bene a cosa stava andando incontro, appena finito il Suo discorso si voltò verso i Compagni di partito, seduti al suo fianco, e pronunciò la Sua terribile profezia: “Io il mio discorso l’ho fatto, ora Voi preparate il mio discorso funebre”.

Cosi fu, appena undici giorni dopo l’intervento alla Camera venne rapito dagli sgherri della ceka fascista, assassinato ed abbandonato nel bosco della Quartarella, un campo alle porte di Riano a una ventina di chilometri dalla Capitale.

Il vile e brutale assassinio di Giacomo Matteotti non sortì l’effetto desiderato, invece di tacitare quest’Uomo eccezionale, risvegliarono migliaia di coscienze! Coscienze che ancora oggi sono scosse destate dal ricordo, dall’impegno, dalle parole e dall’esempio di quell’uomo eccezionale, colto, preparato, studioso, orgoglioso e vivace, una TEMPESTA che si abbatte ancora oggi sui rigurgiti fascisti!

Proprio quest’anno, nel 99° anniversario della Sua scomparsa e anniversario di uno dei discorsi più coraggiosi della storia di questo Paese, dobbiamo inchinarci dinnanzi alla levatura politica e morale di Giacomo Matteotti, oggi più che mai simbolo coraggio e resistenza: Matteotti è l’anti eroe, ma allo stesso tempo è divenuto un eroe immortale!

Resta a noi tutti il compito di onorarne degnamente la memori, con azioni concrete, volte al bene ed al progresso della Società civile, nel nome della Democrazia e di Giacomo Matteotti!

*Presidente del Circolo Culturale “Saragat – Matteotti” Roma

«…Contestiamo in questo luogo e in tronco la validità delle elezioni della maggioranza. …L’elezione secondo noi è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. …Per vostra stessa conferma (dei parlamentari fascisti) dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà… …Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse.»

-On. Giacomo Matteotti, 30 maggio 1924

di seguito il link al documento originale della Camera dei deputati:

https://storia.camera.it/regno/lavori/leg27/sed004.pdf


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  • Redazione

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