
Mentre la politica chiacchiera promettendo la massima solidarietà all’Ucraina, la realtà va da un’altra parte.
E la realtà, in questo caso, riguarda quanto è avvenuto in un Paese come la Polonia che è annoverato tra i maggiori sostenitori di Kiev.
Circa 160 tonnellate di grano ucraino sono state distrutte in una stazione ferroviaria polacca in un atto di “impunità e irresponsabilità”.
Lo ha affermato su X il vicepremier ucraino Oleksandr Kubrakov, allegando foto di cumuli di grano rovesciati dai vagoni ferroviari.
“Queste immagini mostrano 160 tonnellate di grano ucraino distrutto. Il grano era in transito verso il porto di Danzica e poi verso altri Paesi”, ha spiegato Kubrakov, secondo cui si tratta del “quarto caso di vandalismo nelle stazioni ferroviarie polacche. Il quarto caso di impunità e irresponsabilità”.
I contadini polacchi che bloccano i valichi di frontiera con l’Ucraina hanno forzato almeno sette vagoni ferroviari carichi di granoturco proveniente dall’Ucraina e diretto verso l’Europa occidentale e hanno sparso le granaglie nel campo adiacente la strada ferrata.
Il ministro delle Infrastrutture di Kiev, Aleksander Kubrakov, ha protestato con forza, chiedendo: “Per quanto tempo il governo e la polizia polacchi permetteranno che continuino questi atti vandalici? Noi rispettiamo rigorosamente la legge. E voi?”.
Il fatto è che gli interessi dell’Ucraina collidono con quelli dei contadini polacchi e non c’è legge che tenga e anche la solidarietà delle chiacchiere finisce a sprofondare nella cruda e nuda realtà.





