
In un’intervista alla CNN, Victoria Nuland, la regista della rivoluzione arancione in Ucraina nel 2014 insieme a Geoge Soros, ora Sottosegretario di Stato per gli affari politici dal 3 maggio 2021 e vicesegretario di Stato ad interim dal 29 luglio 2023 nell’amministrazione Biden, ha detto, papale papale, che i soldi per l’Ucraina torneranno negli Usa per “pagare lavori ben retribuiti in 40 stati in tutti gli Stati Uniti”.
L’intervista si riferisce alla questione dei fondi per l’Ucraina, attualmente in discussione alla Camera, con molte opposizioni, in un Paese sempre meno propenso a usare i soldi dei contribuenti per finanziare guerre.
Domanda dell’intervistatrice: “Sento te e altri, qui, dell’amministrazione e tra i sostenitori, di come sia una necessità fare questo. [Finanziare l’Ucraina, ndr]. Ma, come si suol dire, la speranza non è una strategia. Quindi, tu hai una qualche convinzione reale o motivo di credere che alla fine questa fattura verrà pagata? E in caso contrario come fai ad essere sicura che l’Ucraina otterrà armi e munizioni vitali?”.
Risposta: “Christiana, ho una grande fiducia che quando la Camera tornerà al lavoro, dopo che sono stati nei loro distretti [i deputati, ndr], ascoltando il popolo americano, dopo aver avuto notizia dell’Ucraina, dopo aver ascoltato l’Europa, la quale, peraltro, ha essa stessa appena approvato 54 miliardi di aiuti aggiuntivi, che faremo quello che abbiamo sempre fatto, che è difendere la democrazia e la libertà in tutto il mondo, non solo le vittime dei tiranni come Putin, ma nel nostro stesso interesse, nel preservare una libertà e un ordine internazionale aperto. Questo è ciò che dobbiamo fare. L’abbiamo già fatto prima. E comunque, dobbiamo ricordare sempre che la maggior parte di questo denaro tornerà indietro nell’economia degli Stati Uniti per fabbricare quelle armi tra le altre cose, per pagare lavori ben remunarati in 40 stati in tutti gli Stati Uniti”.
Più chiaro di così. I soldi per l’Ucraina tornano indietro per far funzionare le fabbriche di armi americane e garantire lavori ben remunerati. Un bell’investimento remunerativo.
Che la guerra fosse per qualcuno la morte in battaglia e per qualche altro un affare non ne avevamo dubbi.
Sentirlo dire apertamente fa bene alla salute mentale, soprattutto di chi si illude ancora sulla solidarietà ai combattenti ucraini.





