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C’ERA UNA VOLTA …

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Discorso pronunciato da Ernesto Che Guevara, rappresentante di Cuba, il giorno 11 dicembre 1964 all’Assemblea generale delle Nazioni Unite (19ª riunione, 1299ª sessione).

“Signor Presidente, illustri delegati, la rappresentanza di Cuba in questa Assemblea è in primo luogo lieta di avere il piacevole dovere di salutare l’ingresso di tre nuove nazioni nell’importante consesso di coloro che discutono i problemi del mondo in questo luogo.

Salutiamo quindi nelle persone dei loro Presidenti e Primi Ministri i popoli dello Zambia, del Malawi e di Malta e ci auguriamo che questi Paesi si uniscano al gruppo delle nazioni non allineate … il gruppo delle nazioni non allineate che lottano contro l’imperialismo, il colonialismo e il neocolonialismo.

Inviamo anche un messaggio alle giovani classi dirigenti dei Paesi dell’America Latina che sono contro la nostra rivoluzione … in altri, cosa ancora più triste, ciò è un prodotto degli abbagli di mammona.

Come è noto, dopo il tremendo sconvolgimento chiamato crisi dei Caraibi, gli Stati Uniti hanno assunto determinati impegni con l’Unione Sovietica; alcuni impegni che sono culminati nel ritiro di alcuni tipi di armi che le continue aggressioni di quel Paese, l’attacco mercenario a Playa Giron e le minacce di invasione della nostra patria ci hanno costretto a collocare a Cuba.

In un atto di legittima e irrinunciabile autodifesa. Gli americani hanno inoltre preteso che le Nazioni Unite ispezionassero il nostro territorio, e noi abbiamo rifiutato con forza poiché Cuba non riconosce il diritto degli Stati Uniti né di nessun altro al mondo di determinare quale tipo di armi possa avere all’interno dei propri confini.

In questo senso, ci atterremo solo ad accordi multilaterali, con obblighi uguali per tutte le parti.

Come ha detto Fidel Castro, finché esisterà il concetto di sovranità come prerogativa delle nazioni e dei popoli indipendenti e come diritto di tutti i popoli, non accetteremo l’esclusione del nostro popolo da questo diritto.

Finché il mondo sarà governato da questi principi, finché il mondo sarà governato da quei concetti che sono universalmente validi, perché sono universalmente accettati e sanciti dai popoli, non accetteremo di essere privati di nessuno di questi diritti, non rinunceremo a nessuno dei nostri diritti.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, U Thant, ha compreso le nostre ragioni. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno cercato di stabilire una nuova prerogativa arbitraria e illegale, quella di violare lo spazio aereo di qualsiasi piccolo Paese, così gli aerei U2 e altri aerei spia hanno sorvolato l’aria della nostra patria

Abbiamo dato tutti gli avvertimenti necessari per fermare le violazioni aeree e le provocazioni e le provocazioni dei marinai yankee contro le nostre postazioni di sorveglianza nella zona di Guantanamo: i voli a bassa quota di aerei sulle nostre navi o su quelle di altre nazionalità in acque internazionali; attacchi di pirati a navi di diversa bandiera e l’infiltrazione di spie sabotatori e armi sulla nostra isola.

Vogliamo costruire il socialismo. Ci siamo dichiarati dalla parte di coloro che lottano per la pace.

Ci siamo dichiarati nel gruppo dei Paesi non allineati pur essendo marxista-leninisti, perché i non allineati come noi lottano contro l’imperialismo.

Vogliamo la pace!

Questa nuova attitudine del continente americano è incarnata e riassunta nel grido che, giorno dopo giorno, le nostre masse proclamano come espressione irrefutabile della loro decisione di lottare, paralizzando la mano armata dell’invasore, una rivendicazione che ha la comprensione e l’appoggio di tutti i popoli del mondo e soprattutto del campo socialista guidato dall’Unione Sovietica

Questo grido è: patria o morte!”

Da Wikipedia: “Ernesto Guevara de la Serna, più noto come il Che, Che Guevara o semplicemente Che (Rosario, 14 giugno 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967), è stato un rivoluzionario, guerrigliero, scrittore, politico e medico argentino. Guevara fu membro del Movimento del 26 luglio e dopo il successo della rivoluzione cubana assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro, suo alleato politico. Nella prima metà del 1965 lasciò Cuba per attuare la rivoluzione socialista in altri Paesi, prima nell’ex Congo belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L’8 ottobre 1967, a La Higuera (dipartimento di Santa Cruz), venne ferito e catturato da un reparto antiguerriglia dell’esercito boliviano assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA. Il giorno successivo venne giustiziato sommariamente e mutilato delle mani nella scuola del villaggio. Il suo cadavere, dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande, fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti riposano nel mausoleo di Santa Clara di Cuba.”

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  • Redazione

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