
di Alessandro Roazzi
Non amo più il mattino e se leggo testi che mi innervosiscono mi precipito sui libri dei miei antichi romani sprofondando in poltrona a quota periscopio. Ad esempio: su un quotidiano che non cito ieri si afferma che il ventiquattresimo anniversario della morte di Craxi ha visto ad Hammamet riunirsi non molte persone.
Molto meglio sarebbe stato chiedersi il perché di una demonizzazione da odio giustizialista che non accenna a finire permettendo una lettura più’ serena di quella fase della politica.
E forse aprendo i cancelli se non alla presenza almeno alla migliore conoscenza di quel passato che fra l’altro ha reso inservibile in termine socialismo. Si ammicca al fatto che inoltre le parole più positive sono arrivate da La Russa, destra-destra.
Meglio sarebbe stato ricordare che il silenzio un po’ vile dei residuati di sinistra tacciono in primo luogo sulle proprie tradizioni per non farci i conti e mentre sbandierano il proprio antifascismo retorico ignorano perfino Buozzi e Matteotti, socialisti.
La prima Repubblica ha mostrato ovunque segni di corruzione ma anche una classe dirigente “vera” e che fra mille contraddizioni non aveva scelto solo il presente politico per occupare il potere.
Oggi l’Italia dal punto di vista politico fa da battistrada ma solo perché l’Europa in stato confusionale osserva che, come da noi tutte le opzioni politiche, si stanno esaurendo compresa quella antisistema a favore di pulsioni di destra non Ancora al potere e portatrici di un falso orgoglio nazionalista.
Invece la visione politica della passata classe dirigente, Craxi compreso, rifuggiva almeno dall’ offrire false sicurezze per tacitare comprensibili paure sul futuro.
Del resto, noi non siamo fortunatissimi: la Schlein pare aspetti con impazienza di essere invitata ad una festa che difficilmente se continua così la vedrà’ partecipare. Conte pare un viaggiatore che in una stazione periferica in disuso attende un nuovo passaggio del treno del destino, il che è illusione.
I Bersani di turno con i loro logorroici siparietti, triti e ritriti, sperano di convincere un immaginario uditorio che è tale perché esiste solo nei talk show ai quali partecipano.
Gli altri sono affezionati ai polli di Renzo.
Ed allora? Meglio Polibio…





