
Il principe ereditario della Libia, Mohamed al Senussi, è entrato a pieno titolo nel dibattito politico libico. Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova” da fonti libiche, sarebbe in corso un tentativo per favorire un clamoroso ritorno del principe nel Paese nordafricano il 17 febbraio, il giorno dell’anniversario della rivoluzione libica del 2011.
Il leader del Movimento monarchico ha avviato a Istanbul delle “consultazioni” con un certo numero di sceicchi, leader e notabili tribali della regione orientale, un’iniziativa che sta avendo un certo riverbero mediatico anche in Europa.
In occasione dell’anniversario dell’indipendenza della Libia (24 dicembre 1951), Al Senussi aveva sottolineato la necessità di ritrovare unità nel Paese, dopo anni di tensioni e conflitti. Al centro della proposta politica di Senoussi c’è il ritorno alla Costituzione dell’indipendenza del 1951, in grado, secondo il principe, di esprimere l’identità nazionale e incarnare le aspirazioni collettive verso una monarchia costituzionale democratica.
Il 2024 si è aperto in Libia con un rinnovato slancio nel dialogo politico.
L’inviato Onu in Libia, Abdoulaye Bathily, sta portando avanti un’iniziativa rivolta ai cinque principali soggetti istituzionali libici – il Consiglio presidenziale (organo tripartito che svolge le funzioni di capo di Stato), la Camera dei rappresentanti (la Camera bassa eletta nel 2014 che si riunisce nell’est), l’Alto Consiglio di Stato (il “Senato” con sede a Tripoli), il Governo di unità nazionale (Gun, l’esecutivo riconosciuto dall’Onu basato a Tripoli) e il Comando generale dell’Esercito nazionale libico (Enl, la coalizione di milizie guidate dal generale Khalifa Haftar).
Questi cinque “stakeholder” dovrebbero nominare tre rappresentati che dovranno sedere allo stesso tavolo per trovare un compresso sulle cosiddette “questioni irrisolte”: il secondo turno obbligatorio delle elezioni presidenziali; la validazione delle elezioni presidenziali insieme alle parlamentari; la formazione di un “nuovo governo” incaricato di portare il Paese al voto.
Il quotidiano libico “Al Wasat” riferisce che questa settimana Bathily ha intensificato i suoi incontri a Tripoli con diverse parti locali e rappresentanti internazionali.
Bathily si è rivolto ai rappresentanti della comunità internazionale (Egitto, Tunisia, Paesi Bassi, Germania, Francia e Unione Europea) nel tentativo di rafforzare la sua iniziativa per sbloccare la crisi libica.





