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DAVOS, UNA RIFLESSIONE ALLA FINE DELL’EVENTO

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di Savino di Scanno

Come sempre le “cose” importanti si narrano alla fine. Ed alla fine dei lavori del World Economic Forum di Davos si affronta il tema del nuovo mondo della AI. Illuminante l’ intervento del ceo di OpenAI Sam Altman circa i vantaggi delle applicazioni come le ChatGpt nella comunicazione sociale e lavorativa. Ma anche altri scienziati hanno magnificato le performance di ciò per lo scrivente è il nuovo Leviatano.

Parole pronunciate da amministratori delegati, investitori, azionisti, politici sui benefici dell’intelligenza artificiale. Poco importa che poi per il FMI le applicazioni analogiche avranno un impatto “in sostituzione” per le forze lavoro nei Paesi Industrializzati tra il 40% ed il 60%, ma in fondo scriviamo di sostituire “persone” con “automi” perché ciò è.

Nel proseguire nelle stesse ore un altro “filantropo” noto come Bill Gates ha solcato il portone di Palazzo Chigi per incontrare il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per discutere della stessa materia. Il Governo rassicura, con la nomina di un Francescano professore di Etica alla Gregoriana come Padre Paolo Benanti che vigilerà sullo sviluppo di queste tecnologie. Forse più che un Sant’Uomo, di un Francescano, si sarebbe dovuto pensare a qualcuno dei Reparti Speciali, ma di quelli “brutti e cattivi” ma poi ognuno la pensa come vuole.

A questo punto sarebbe necessario far intervenire gli esperti di intelligence, sempre quelli bravi super specializzati mega laureati in “tutto e niente” per proporre in parallelo la notizia che negli USA colossi della finanza come BlackRock e Ark Invest da un lato e JP Morgan, Vanguard e Mr. Buffet dall’ altro hanno idee diverse per l’utilizzo del Bitcoin dopo la decisione di poter far quotare l’ ETF sempre su Bitcoin.

Scriviamo di investimenti di miliardi di dollari sul mercato di valute digitali sottratte al controllo delle autorità di governo. In linea di principio esistono tutti i presupposti ed ingredienti per far suscitare, come minimo, qualche preoccupazione circa cose semplici come le libertà individuali, la libera circolazione di beni e servizi, del lavoro, scriviamo di un qualcosa che un tempo si chiamava Democrazia, di quel sistema sociale e politico nato nell’ Antica Grecia tanto per rammentarlo agli scienziati di turno.

E se a Davos, come scrivono le cronache, tra una conferenza ed un convegno aggiungiamo la presenza di leggiadre fanciulle (a pagamento) la festa non guasta. Dall’ altra parte, nel durante, Russia, Cina, Iran con la fila di Paesi pronti ad entrare nel sistema Brics completa il quadro. Si inizia a pensare che forse gli unici ad aver capito tutto sono i soliti Israeliani, che per cultura non fidandosi di nessuno al mondo e chi scrive la pensa come loro, fanno fede e forza solo nelle capacità del Mossad laddove a noi in Italia resta solo l’Arma dei Carabinieri.

Il mondo cambia, va avanti, secondo i principi del denaro e del profitto, governati da chi questi processi li conosce e li amministra eventualmente contrastati da chi ha ancora Fede nella Croce. Si conclude. Niente panico. In Italia il problema è il Calendario dell’Esercito. Sarebbe il caso, per molti, di cambiare mestiere.

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  • Redazione

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