Si dovrebbe sempre leggere “Il Sole 24 Ore”, per lo scrivente un ultratrentennale strumento di attività professionale. Gli specialisti del settore, sempre quelli bravi, senza dubbio avranno letto ciò che viene riportato oggi circa la chiusura anno 2023 circa l’andamento dei Fondi Sovrano. Bene. Possiamo leggere che Bloomberg, citando il rapporto annuale “Global SWF”, enuncia la top ten mondiale dei Fondi Sovrani. Al 1° posto troviamo il PIF di Ryad, Arabia Saudita, che ha incrementato del 33% i suoi investimenti nel corso del 2023 con 31,6 MD di dollari per concludere 49 operazioni. Al 2°,3°,4° posto troviamo ADIA, MUBADALA, ADQ di Abu Dhabi, Emirati Arabi, ed al 5°posto QIA di Doha, Qatar. I 5 Fondi, non a caso, vengono chiamati “OIL FIVE”. L’ obiettivo di PIF, fondo Saudita, è di diventare il primo fondo sovrano al mondo entro il 2030. A seguire al 6°, 7°posto troviamo GLC, TEMASEK di Singapore, per concludere al 8°,9° e 10° posto i fondi canadesi CPP, BCI, OTPP. Circa le aree geografiche gli investimenti maggiori si sono realizzati in USA, India, UK e Cina. Si fa osservare al lettore che circa l’India è stata preferita ad altre aree come la stessa Cina, Indonesia e Brasile e ciò non è necessario essere un analista dell’intelligence economica, di quelli che “con il senno del poi” dichiarano che “loro” già lo sapevano, quanto può rilevare l’operazione “Via del Cotone”. Un’altra riflessione. Fino a qualche decennio fa’ era in uso l’ acronimo “MENA” in riferimento ai Paesi del Medio Oriente e Nord Africa, ma da un po’ di tempo i mercati iniziano ad usare l’ acronimo “EMEA” ovvero Europa, Medio Oriente ed Africa. Si può intuire di quali è quanti interessi questi Fondi Sovrano siano in grado di “spostare” tralasciando per un attimo altri tipi di Fondi come BlackRock e simili meritori di un articolo a parte. L’indirizzo per gli investimenti per gli “OIL FIVE” secondo Bloomberg, è per l’ immobiliare ma soprattutto per opere di infrastrutture complesse e globali. Si può intendere che ciò che il più delle volte leggiamo od apprendiamo sia solo una rappresentazione “teatrale” della realtà, dove ben altri sono i registi. Registi capaci di determinare la vita di continenti e popoli. Impietoso sarebbe non scrivere della nostra Italia, bensì dell’ Europa stessa incapace di contare un minimo di forza verso questi colossi che benché privi di Forze Armate hanno il denaro per comprare di tutto e di più. Limitiamoci al panettone, alle “scappatelle” fuori porta del fine settimana, al campionato di calcio ma per decoro, almeno per quel che resta delle persone ancora in grado di intendere e di volere, finiamola di raccontare le “favole”.
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