
a cura di Agenzia Nova
Via libera del Senato alla legge di Bilancio, ora il testo passa alla Camera. Giorgetti: “Vale circa 22 miliardi”
Con 110 voti favorevoli, 66 contrari e due astensioni, l’Aula del Senato ha approvato la legge di Bilancio che ora passa all’esame della Camera che deve vistarla entro il 31 dicembre. La nota di variazione al Bilancio predisposta dal governo per effetto degli emendamenti approvati da palazzo Madama ha registrato 110 sì, 62 no e un solo astenuto.
“Tutto bene ciò che finisce bene. Sono convinto che sia una buona legge di Bilancio che conferma una traiettoria positiva per il Paese e per gli italiani”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti ai cronisti, commentando il via libera alla legge di Bilancio in Senato.
In relazione agli stanziamenti complessivi, il ministro ha spiegato che “nell’ultimo maxiemendamento abbiamo integrato gli stanziamenti per transizione 5.0, per la Zes e soprattutto per il settore delle opere pubbliche per le imprese e sull’adeguamento prezzi. Adesso siamo arrivati a circa 22 miliardi”.
In tema di fisco il titolare di via XX Settembre ha evidenziato interventi mirati: “Siamo intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili. La tassazione solo al 5 per cento degli aumenti contrattuali è qualcosa che veniva chiesto da sempre dai sindacati e l’abbiamo fatto naturalmente per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. La tassazione all’1 per cento dei salari di produttività credo sia anche sintomatica della direzione verso cui si deve andare”. Si tratta di “un bilancio positivo che dimostra ancora una volta come tutto il governo sostenga questa linea che abbiamo impostato tre anni fa. L’opposizione dice che si poteva fare di più? Beh, l’opposizione dice sempre che si può fare di più… c’era anche una canzone che diceva così. Ma le richieste di Confindustria prima dell’inizio della legge di Bilancio alla fine quadrano esattamente col tipo di risposta che abbiamo dato noi come governo”, ha chiosato.
Ecco tutte le misure approvate
Dall’Irpef alle pensioni, dalle imprese alla casa. La legge di Bilancio – che consta di stanziamenti per 22 miliardi – supera la prima boa del Senato in vista dell’approvazione definitiva, entro il 31 dicembre, alla Camera. Il provvedimento principe dell’anno per il 2026 si presenta più snello degli altri targati governo Meloni. L’intento è centrare l’obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, stando al di sotto del parametro del 3 per cento.
Nel dettaglio, in tema di lavoro la Finanziaria prevede, per 13,6 milioni di contribuenti, il taglio di due punti della seconda aliquota Irpef per i redditi fino a 50 mila euro. Gli incrementi contrattuali vengono tassati al 5 per cento per i redditi fino a 33 mila euro. Una misura che ricomprende anche i contratti rinnovati nel 2024. Sul fronte previdenziale, l’età pensionabile aumenterà di un mese nel 2027 e di altri due mesi nel 2028. Aumentano, però, dal 2026 le pensioni minime (20 euro al mese), ma non sarà più possibile andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando la rendita della previdenza complementare. E ancora, salta la proroga di Opzione donna. Sono, poi, stati tagliati i fondi per l’anticipo pensionistico di lavoratori precoci e usuranti. Mentre si estende la platea delle aziende che dovranno conferire il Tfr al fondo Inps: dal 2032 riguarderà anche le imprese con 40 dipendenti.
Sul capitolo famiglia, la legge di Bilancio tiene fuori dal calcolo Isee la prima casa fino a 200 mila euro nel caso delle città grandi, per tutte le altre il tetto è a 91.500 euro. Viene previsto un incremento in base al numero dei figli. E’ stato poi stabilito un fondo di 20 milioni per il sostegno abitativo ai genitori separati e uno per il caregiver familiare “dotazione di 1,15 milioni di euro per il prossimo anno”.
Infine è stata rifinanziata la Carta “Dedicata a te”. Per le imprese, dal 2026 arriva l’iperammortamento che riguarda investimenti in beni strumentali effettuati fino al 30 settembre 2028 su prodotti “made in Europe”. Sono sparite, invece, le aliquote agevolate per gli investimenti green, mentre risorse vengono approntate per il credito d’imposta, Transizione 5.0 (1,3 miliardi) e Zes (532,64 milioni). Solo dal 2028 viene introdotta la ritenuta d’acconto per le imprese, con un’aliquota dello 0,5 per cento il primo anno e dell’1 per cento dal 2029. Per gli istituti di credito arriva l’aumento dell’Irap di due punti percentuali e la possibilità di attingere alle riserve con aliquote ridotte nei primi due anni. Ulteriormente ridotta, poi, la deducibilità sulle perdite pregresse.
L’aumento dell’Irap interessa anche le assicurazioni, mentre ne sono escluse le holding industriali, le società di gestione dei fondi comuni di investimento e quelle di investimento a capitale variabile. In tema di fisco, la Finanziaria di quest’anno introduce una nuova rottamazione, la quinquies, con la quale si potranno estinguere i debiti maturati dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con un pagamento unico o spalmato su nove anni con 54 rate bimestrali. Sale da 8 a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto. Da gennaio, poi, raddoppia la Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, e arriva una tassa di 2 euro sui piccoli pacchi dai Paesi extra Ue di valore fino a 150 euro. Inoltre viene previsto un aumento progressivo delle accise sulle sigarette.
Per scuola e istruzione la legge di Bilancio introduce il bonus libri anche per le superiori con un contributo comunale per le famiglie con Isee che non eccede i 30 mila euro. Con analogo tetto Isee arriva un bonus fino a 1.500 euro per studenti delle famiglie che scelgono la scuola paritaria. Rispetto a questa tipologia di istituti i Comuni possono decidere di esentare dall’Imu.
Dal 2027 arriva il “Bonus Valore Cultura”, una carta per i maturandi per l’acquisto di libri, biglietti di concerti o musei. Ridotta la stretta sui fondi per il cinema che passa da 150 a 90 milioni nel 2026. Arrivano 60 milioni per il fondo editoria. Nessun taglio alle Tv locali, mentre nel 2026 si riduce il finanziamento alla Rai derivante dal canone per esercizi pubblici e commerciali. In relazione alla casa, la Finanziaria conferma il bonus ristrutturazioni al 50 per cento per la prima abitazione. Vengono stanziate nuove risorse per il Piano casa, mentre la cedolare secca sugli affitti brevi resta al 21 per cento per il primo immobile, sale al 26 sul secondo e dal terzo scatta l’attività di impresa. E ancora, pure gli immobili condonati potranno accedere agli incentivi edilizi.
In tema di sport e giochi, arriva “Win for Italia Team” per sostenere i progetti olimpici dell’Italia team. I fondi per l’America’s cup a Napoli vengono incrementati di altri 2 milioni il prossimo anno e uno nel 2027. Viene rifinanziato con 5 milioni il Fondo sport per studenti universitari, destinato all’erogazione di borse di studio per alti meriti sportivi. Riguardo il comparto sicurezza, viene incrementato di 20 milioni annui, dal 2026, il Fondo per la specificità del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco.
Inoltre vengono stanziati 114 milioni per il 2026 per incrementare i servizi di tutela dell’ordine anche in relazioni alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Slitta, invece, di un anno l’innalzamento dell’età pensionabile per le Forze dell’ordine. Infine l’emendamento che tanto scalpore ha destato: “l’oro del popolo”. Presentato dal capogruppo dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, Claudio Borghi (Lega), rivendica la paternità dell’iniziativa già dal 2028. Il testo stabilisce che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia “appartengono al popolo italiano”.
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