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Vannacci lancia il programma di Futuro Nazionale

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Futuro Nazionale - Vannacci

Dall’abolizione del reato di femminicidio alla remigrazione

Sull’Ucraina il partito promuoverà un approccio “pragmatico e pacificatore, lavorando soprattutto perché le parti trovino una soluzione negoziale”.

“Abrogheremo l’art. 577 bis del Codice penale che ha introdotto il cosiddetto ‘femminicidio’: continueremo a punire chi uccide una donna, con pene fino all’ergastolo, come abbiamo sempre fatto, ovvero per omicidio. Chi uccide una persona, maschio o femmina che sia, deve essere punito. Senza necessità di distinguere in ‘viricidio’ e ‘femminicidio'”.

È quanto si legge nel programma di Futuro Nazionale.

“Stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle ‘categorie’. Futuro Nazionale rigetta categorie come, ad esempio, quella di ‘femminicidio’: il valore di ogni vita è la medesima, sia essa quella di un maschio, di una femmina, di un lavoratore, di un disoccupato, di un anziano o di un giovane, trattandosi sempre e solo del reato di omicidio”, si legge ancora nel programma del partito.

“La sinistra e certa destra moderata difendono le etichette, inventano nuove parole e cercano di colpire la mentalità degli innocenti generando un senso di colpa a priori per il fatto di appartenere al ‘sesso sbagliato’. Per noi non ci sono sessi sbagliati: continueremo a seguire la ragione e il diritto naturale”.

“Il modello educativo della sinistra fondato sull’ideologia della costante ‘lotta al patriarcato’ è, evidentemente, fallimentare e dove scompare ogni traccia della ‘società patriarcale’ va diffondendosi un preoccupante aumento della violenza sulle donne.

A riprova che dovremmo proteggere e non criminalizzare il nostro modello: quello del ‘patriarcato mediterraneo’, volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società”, si evince ancora dal programma.

Futuro Nazionale “propone leggi straordinarie che consentano l’espulsione rapida e certa degli stranieri che delinquono o che non hanno titolo a stare sul territorio nazionale, il disincentivo all’attrattiva di nuovi ingressi, lo stop all’uso massivo dello strumento dei decreti flusso, la modifica dei criteri di concessione e revoca della cittadinanza, la revisione dell’istituto del ricongiungimento familiare, il rimpatrio dei detenuti stranieri”.

Il tema della politica migratoria e remigratoria è uno dei capitoli centrali e distintivi del programma di Futuro nazionale, “l’unica forza politica italiana a proporre una linea di assoluta fermezza contro l’immigrazione clandestina, l’immigrazione di massa – foss’anche regolare – e l’immigrazione di soggetti caratterizzati da culture incompatibili con i valori fondamentali della nostra civiltà, ritenute una minaccia sia per la sicurezza che per l’identità del Paese. È poi emblematico il fatto che gli stranieri, che rappresentano circa il nove per cento della popolazione, commettano circa il 30 per cento degli omicidi, il 40 per cento delle rapine, il 35 per cento degli stupri”, si legge ancora nel programma del partito.

“Dobbiamo difendere le nostre frontiere e smettere di considerare le migrazioni come un diritto individuale inalienabile, specialmente quando il movente è economico”.

In sintesi, Futuro Nazionale vuole fermare il processo migratorio, considerandolo “insostenibile per le proporzioni che ha assunto” e “invertirlo anche attraverso lo strumento della remigrazione”.

Sul conflitto in Ucraina la posizione di Futuro Nazionale è “netta: proseguire ad oltranza l’invio di armi senza una strategia diplomatica di pace è un errore che danneggia l’Italia, oltre a danneggiare cittadini ucraini e russi con il prolungamento indefinito dello scenario bellico”.

È quanto si legge nel programma di Futuro nazionale. Il partito, affermano, promuoverà un approccio “pragmatico e pacificatore, lavorando soprattutto perché le parti trovino una soluzione negoziale. Si ritiene che l’interesse italiano sia evitare un’escalation militare, concentrandosi su diplomazia e salvaguardia dell’economia nazionale colpita dalle sanzioni”.

In generale, nelle sedi NATO e UE, l’Italia dovrà operare “con la schiena dritta, accogliendo solo a ciò che conviene davvero all’Italia e allo sviluppo ragionevole del contesto internazionale, opponendosi a richieste irragionevoli e valorizzando anche l’apporto mediatore della Santa Sede che, quale autorità riconosciuta a livello mondiale nel campo diplomatico anche per il profilo di autorevolezza informativa e morale, può costituire il miglior punto di riferimento e di forza per l’Italia nell’evoluzione di una posizione di politica estera più articolata, complessa e non schiacciata su posizioni di singoli altri Stati o gruppi di Stati (vedi, più in dettaglio, il punto “Strategia Italia” nel presente capitolo)”, si legge ancora nel programma.

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  • Redazione

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