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Alternative für Deutschland vola nonostante il “muro” Ursula

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Alternative für Deutschland

Gli ultimi dati potrebbero provocare un terremoto politico in Germania

A sole quattro settimane dalle elezioni, il partito conservatore tedesco Alternative für Deutschland (AfD) ha conquistato un vantaggio di 20 punti percentuali in una delle regioni più importanti del Paese.

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Il “Brandmauer” (il muro di protezione anti AfD) che i partiti tradizionali (CdU/CSU, SPD, Verdi) hanno eretto per isolare il partito di destra rischia di fare la fine del Muro di Berlino, ossia di crollare all’improvviso perché la storia presenta il conto.

I partiti che sostengono la Commissione Ursula hanno fatto l’ennesimo passo falso, perché obnubilati dal potere burocratico che li avvolge. Invischiati nella melassa antifascista, nuovo oppio dei popoli, non vogliono capire che più innalzano barriere e più favoriscono la crescita di chi interpreta il malcontento crescente nei loro confronti.

Il Parlamento europeo ha approvato una votazione per chiedere un’indagine formale sul partito politico europeo Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), la formazione di estrema destra fondata e guidata dai tedeschi di Alternative für Deutschland (AfD) e alla quale aderisce anche l’eurodeputato italiano Roberto Vannacci.

Con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni, l’Eurocamera ha richiesto all’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) di verificare se ESN rispetti i valori fondamentali dell’Unione Europea (dignità umana, democrazia, uguaglianza, rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto).

La richiesta nasce da segnalazioni e report dell’Autorità stessa relativi ad affermazioni e posizioni ritenute di matrice estremista, razzista, omofoba e filorussa espresse da vari esponenti del partito.

Non si rendono conto, lor signori dell’Unione Europea, che per combattere un presunto fascismo, usano i metodi dello stalinismo puro, della Stasi della RDT, ossia di un kombinat autocratico che uccide la libertà.

La procedura prende di mira il partito politico europeo ESN (l’organizzazione politica sovranazionale) e non direttamente il gruppo parlamentare all’Eurocamera, che resterebbe operativo.

Se l’indagine dell’APPF dovesse riscontrare una violazione “grave e manifesta” dei valori dell’UE, ESN potrebbe essere cancellato dal registro dei partiti europei e perdere i finanziamenti pubblici UE (stimati attorno ai 2 milioni di euro all’anno).

I gruppi pro-UE (PPE, Socialisti, Liberali, Verdi e Sinistra) hanno votato compatti a favore dell’indagine, sostenendo che i fondi dei contribuenti europei non debbano finanziare partiti con posizioni anticostituzionali o anti-valori dell’Unione, ossia, detti in altri termini, niente soldi a chi non condivide la maggioranza Ursula.

Ormai l’Unione Europea, nata come Germania allargata, è diventata a pieno titolo la RDT di Walter Ulbricht e di Erich Honecker.

Mentre gli Ursula boy erigono il Brandmauer la storia va da un’altra parte e presto presenterà il conto.

Complessivamente in tutta la Germania i risultati del sondaggio INSA di venerdì scorso hanno mostrato che l’AfD mantiene un vantaggio di 7 punti percentuali sull’Unione Cristiano Democratica di centro-destra.

Il nuovo sondaggio INSA pubblicato lunedì ha mostrato che l’AfD ha raggiunto il record del 42% nello stato orientale della Sassonia-Anhalt, distanziando nettamente la CDU, ferma al 22%.

 

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L’AfD ha guadagnato un punto percentuale rispetto al sondaggio precedente, mentre la CDU, guidata nello stato dal ministro-presidente Sven Schulze, ne ha persi due.

Secondo quanto riportato da The European Conservative, il leader dell’INSA, Hermann Binkert, ha affermato di non vedere alcuna possibilità concreta per la CDU di superare l’AfD prima delle elezioni del 6 settembre.

Secondo quanto riportato dai media tedeschi, il sondaggio condotto nella Sassonia-Anhalt su un campione di 1.000 persone si è svolto dal 31 luglio al 6 agosto e presenta un margine di errore del 3,1%.

Il Partito della Sinistra si è attestato al 13%, seguito dai Socialdemocratici al 6% e dal partito populista di sinistra Bündnis Sahra Wagenknecht, o BSW, che ha superato la soglia cruciale del 5%.

I Verdi e i liberali del partito liberaldemocratico hanno entrambi ottenuto il 4% dei voti e, se questo risultato venisse confermato, non riuscirebbero a entrare nel parlamento statale.

L’impennata riflette un cambiamento radicale rispetto alle elezioni del 2021 in Sassonia-Anhalt, quando la CDU ottenne il 37,1% e l’AfD il 20,8%.

Il malcontento nella Germania orientale è stato alimentato da persistenti disparità economiche a più di trent’anni dalla riunificazione, tra cui redditi e produttività inferiori, calo demografico e carenza di lavoratori qualificati.

Un precedente sondaggio di maggio aveva mostrato che l’AfD godeva del 41% dei consensi in Sassonia-Anhalt.

Se il partito raggiungesse effettivamente il 42% il giorno delle elezioni, si tratterebbe del miglior risultato di sempre per l’AfD in un’elezione statale tedesca.

Anche senza la maggioranza assoluta, il partito potrebbe comunque arrivare al potere.

Secondo le regole della Sassonia-Anhalt, è necessaria la maggioranza assoluta nei primi due turni delle elezioni per il primo ministro, mentre al terzo è sufficiente la maggioranza semplice.

Un’eventuale astensione dei parlamentari del BSW potrebbe quindi consentire al candidato di punta dell’AfD, Ulrich Siegmund, di diventare il primo leader regionale dell’AfD in Germania.

Il partito BSW ha esplicitamente indicato la rimozione dell’attuale Primo Ministro Sven Schulze come obiettivo centrale della campagna elettorale. La fondatrice del partito, Sahra Wagenknecht, ha chiesto la sua sostituzione con un Primo Ministro indipendente, che ponga fine al cosiddetto Brandmauer , ovvero il rifiuto dei partiti tradizionali di collaborare con l’AfD.

L’AfD ha già presentato un ambizioso programma di governo di 100 giorni, che include politiche di espulsione più severe, modifiche al sistema di assistenza sociale per i richiedenti asilo, tagli ai finanziamenti per le ONG e le fondazioni di partito e riforme del servizio pubblico radiotelevisivo.

La CDU sta subendo pressioni affinché cerchi l’appoggio di Die Linke per impedire la formazione di un governo AfD. Il co-leader di Die Linke, Luigi Pantisano, ha dichiarato di non escludere un eventuale sostegno a Sven Schulze nella scelta del primo ministro, sostenendo che il suo partito in passato ha contribuito a impedire all’AfD di salire al potere in altri stati della Germania orientale.

Gli ultimi dati potrebbero provocare un terremoto politico in Germania.

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I partiti tradizionali hanno mantenuto una sorta di “muro di protezione” contro la cooperazione con l’AfD.

Ma The European Conservative ha riportato che gli ultimi sondaggi potrebbero spianare la strada al partito verso il governo, soprattutto se diversi partiti minori non riusciranno a superare la soglia del 5%.

La fondatrice di BSW, Sahra Wagenknecht, ha chiesto la sostituzione di Schulze con un ministro-presidente non schierato politicamente e la fine della barriera contro l’AfD.

Secondo quanto riportato dai media tedeschi, BSW potrebbe diventare un attore decisivo nella formazione del prossimo governo.

L’AfD sta conducendo la sua campagna elettorale puntando su politiche di espulsione più severe, modifiche ai sussidi per i richiedenti asilo, tagli ai finanziamenti governativi per le ONG e riforme del servizio pubblico radiotelevisivo.

Secondo quanto riportato da The European Conservative, se l’AfD ottenesse il 42% dei voti il ​​giorno delle elezioni, si tratterebbe del miglior risultato di sempre per il partito in un’elezione statale tedesca.

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