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USTICA, VERITÀ E MENZOGNE TRA PONZA E ATLANTIDE

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di Eugenio Baresi*

Nella vicenda di Ustica potremmo tranquillamente affermare che è stata tenuta in massimo conto un’affermazione ben nota e ben antica per la quale ripetere le bugie porta a farle divenire verità.

Certo si potrebbe essere stanchi di ritornare per l’ennesima volta su questa vicenda, ma ne vale la pena proprio per smascherare le bugie.

Ci siamo ricordati di una interessantissima coincidenza di cui avevamo trattato anni fa sul nostro sito e segnalataci per altro dallo stesso autore: “La guerra di Ponza”, edito nel 2007, che si autodefinisce romanzo storico.

Gli immaginari e fantastici protagonisti del libro sono curiosissimi e importantissimi.

Il primo è un pilota americano ormai vecchio, Rick “Viper” Maloney, che ritiene necessario confessare le sue conoscenze fino ad allora conservate solo nella sua memoria.

Il fatto che la presumibile imminenza del giudizio divino nella vicenda di Ustica sia causa di ravvedimenti è una preveggenza sui profondi motivi confessatici in questi giorni da Amato e dai suoi anziani emuli.

Il secondo è il giornalista che lo intervista, Andrea Tornatori.

Una premonizione di dieci anni, davvero portentosa, per fatti e assonanze.

Nel 2017 “Atlantide”, trasmissione di Andrea Purgatori, ci fa conoscere i ricordi di un marinaio semplice americano, certo meno eclatante di un pilota, ma più informato di un ammiraglio.

C’è pure un’altra coincidenza perché, collegato al romanzo, sempre su internet, avevamo scoperto un sito che racconta del filmato tedesco del 2010 poi visto nella nota puntata di “Atlantide” del 2020, ripetutamente riprogrammata nei giorni scorsi da La7.

Anche noi ci siamo ispirati!

Abbiamo colto l’occasione di rispondere a tutti clonando Andrea Tornatori, il giornalista che il libro ci fa conoscere.

Nell’intervista che proponiamo possiamo dire che il giornalista “Andrea Tornatori due” ha dimostrato quello che semplicemente si chiama deontologia professionale acquisendo e concedendo la presentazione di tutti i fatti.

Una simile intervista sarebbe da lancio di agenzia, da prima pagina dei giornali, da apertura di telegiornali e radiogiornali.

Non per presunzione, ma perché la narrazione di “Atlantide” viene smontata punto per punto nelle sue affermazioni.

Con documenti, con prove, con atti e con sentenze.

Parafrasando una vecchia pubblicità: leggere per capire!

Per comodità il giornalista “Andrea Tornatori due” sarà AT2 e chi risponde EB.

AT2: Lei pretende di contestare tutto quello che abbiamo raccontato, ma appunto come abbiamo affermato concludendo il nostro racconto, il falso è lei con la sua bomba a bordo.

 

EB: Seguiamo un metodo, perché se semplicemente ci si rimpalla la falsità non si analizzano i dati, ma si raccontano le opinioni facendole apparire verità.

AT2: Allora invece di chiacchiere risponda alle mie contestazioni. E partiamo da quando l’aereo è a Bologna. Le abbiamo spiegato che non poteva esserci un terrorista che infilava una bomba a bordo essendo l’aereo con due ore di ritardo, fermo sulla pista in attesa dell’autorizzazione al decollo e con l’equipaggio a bordo, sotto un temporale che il terrorista non poteva immaginare quando sarebbe terminato. Avrebbe dovuto partire alle 18,15 ed è partito poco dopo le 20,00. Il terrorista stava con la bomba in mano nel tentativo di salire appena prima che partisse?

EB: Ha semplicemente spiegato una cosa inesatta. Vede, sono gentilmente elegante. Che fosse in ritardo si sapeva da molto tempo. L’aereo ha iniziato ad accumulare un significativo ritardo fin dal terzo volo della giornata, il Bologna-Crotone. Dopo essersi recato a Palermo è rientrato a Bologna alle 19,04. Evidentemente non poteva partire alle 18,15, non c’era e, le ripeto, del ritardo si sapeva da molto tempo. É ripartito per Palermo alle 20,08. Questi sono i fatti, peraltro contenuti nella ordinanza di Priore, e non le immaginazioni per costruire la trama di un film.

AT2: Ma come avrebbe potuto un terrorista infilarsi nell’aereo e depositare una bomba.

 

EB: Il velivolo era talmente poco controllato che prima di partire il copilota trovò un pacchetto che non si sapeva da chi fosse stato portato a bordo. Si chiese con preoccupazione al caposcalo Itavia e si scoprì essere l’ingranaggio della scala anteriore che non funzionava. Quando fosse stato li collocato è restata una domanda. Le ricordo in più che la commissione Luzzatti accertò che il quaderno tecnico di bordo era smarrito, come venne ammesso dall’Itavia. Inoltre la bomba avrebbe potuto essere collocata a bordo in qualsiasi altro momento della giornata utilizzando un timer regolato alle 21,00 senza preoccuparsi di dove l’aereo sarebbe caduto.

L’aereo è esploso alle 20:59′:45”. Lo sa che i due attentati ad aerei con bomba a bordo effettuati in quegli anni sono tutti avvenuti in prossimità di ore piene? L’aereo precipitato a Lockerbie ebbe lo scoppio alle 19:02, l’aereo francese precipitato in Niger alle 12:59. Sarà una curiosa coincidenza, ma così è. Accetto prova di contestazione di tali affermazioni, come per altro di tutto quello che affermerò.

AT2: Di documenti ben più importanti ne sono spariti tanti in questa vicenda.

 

EB: Quando lei mi contesterà a quali si riferisce risponderò.

AT2: All’inizio si è strumentalmente detto dell’ipotesi di cedimento strutturale, abbiamo raccontato di come un Generale incredibilmente dicesse che la ruggine avrebbe potuto causare qualche cedimento. La puerile scusa era il fatto che l’aereo era stato acquistato dall’Hawaiian Air.

 

EB: Stabilito che chi all’inizio si accanì su questa vicenda è stato il sen. Gualtieri. Affermava di come gli aerei che lui settimanalmente prendeva per recarsi a Roma fossero malconci. Il problema del cedimento strutturale era ipotizzato dal fatto che qualche anno prima quell’aereo in un atterraggio aveva colpito la terra con la coda.

AT2: Fin dall’inizio del volo si sono accertati strani tracciati intorno al DC9.

 

EB: Strani se non si dicono di chi sono, visto che i radar hanno tutto percepito e tutto chiarito. Vede di misterioso e sparito non c’è nulla. Il famoso Awacs americano che controllava i cieli, la traccia LG521, è stato accertato essere un aereo da trasporto e collegamento diretto a Treviso che volava a bassa quota e bassa velocità sull’aerovia G-7. AT2: Questo non c’entra nulla con l’Appennino, sono altri quelli che abbiamo segnalato. EB: Intanto eliminiamo uno che nel tempo è stato definito dai sostenitori della battaglia aerea e dei misteri come pericoloso intruso. Poi c’è un’altra traccia, LG461. Vede che ci sono tutte le tracce non è stato cancellato nulla. Questa traccia è la prima vostra ipotesi del possibile inserimento di un aereo sotto al DC9. Segnalato all’inizio come un F111 che arriva dall’Inghilterra. Mi spiegassero perché mai un aereo attraversa mezza Europa e sull’Appennino si infila sotto al DC9. Ma diventa più utile come Mig libico che rientra dalla Iugoslavia in direzione Tripoli… lasciamo perdere la logica e l’impossibilità di un simile percorso, per altro sorvolando basi militari importantissime…

AT2: Cosa ha dimostrato? Ha semmai dimostrato che una traccia congruente con l’ipotesi dell’inserimento ovviamente c’é.

 

EB: Certo per lei è tutto congruente, è sufficiente non riportare i dati. Le tracce del vostro misterioso aereo e quella del DC9 sono a 25 km di distanza quando sono nel punto più vicino e passano in quel punto in orari differenti. Uno alle 20:19′:11” e l’altro alle 20:22′:23”. Ma si rende conto?

AT2: Ma poi la traccia che lei indica scompare.

 

EB: Certo se lei mi elimina l’aeroporto di Firenze Peretola scompare: lo sa che le tracce ad una certa altezza scompaiono perché si atterra? Mi dà già l’occasione di ricordarle che siete riusciti ha far scomparire persino la Corsica.

AT2: Lei si dimentica sempre qualche cosa, perché ci sono gli F104 di Grosseto, pericolosamente vicini al DC9.

 

EB: Certo se le cose si raccontano e non si citano i dati possiamo fare la battuta di Paperissima: “vicini vicini”. Da Grosseto partono alle 19,30 un F104 biposto in coppia con un altro F104 per compiere un addestramento di intercettazione simulata. Alle 19,40 un altro F104 per compiere un volo di addestramento, avvicinamento e ritorno, verso Verona Villafranca. Tutti gli aerei erano disarmati. Gli aerei di Nutarelli e Naldini, quelli che morirono nel drammatico incidente delle Frecce Tricolori a Ramstein, è accertato e dimostrato dai tracciati radar che mai si avvicinarono alla rotta del DC9 avendo svolto l’esercitazione con l’allievo in una zona tra Toscana e Tirreno appositamente indicata per addestramento militare. Atterrarono l’allievo alle 20,35 e i due istruttori alle 20,45. L’aereo in rientro da Verona con Moretti e Bergamini mi dite si trova in prossimità della rotta del DC9, ma la prossimità risulta essere 18 km di distanza e 2000 metri di quota differente. Atterra alle 20,50.

AT2: Suvvia e le segnalazioni ripetute di allarme all’atterraggio per cosa le hanno fatte…

 

EB: Nessuna segnalazione di allarme: i codici 73, il mitico segnale di “allarme generale” come ci avete raccontato non è assolutamente tale. È una semplice segnalazione di “allarme generico” che viene spesso effettuata per rimarcare la propria presenza in atterraggio. Si ricordi che tale segnale è stato fatto dal medesimo aereo anche in avvicinamento all’aeroporto di Verona Villafranca e quindi ripetuto in atterraggio a Grosseto.

AT2: E l’atterraggio con rotta triangolare che significa allarme grave?

 

EB. Tale tipo di manovra significa segnalare sullo schermo radar visivamente che l’apparato radio è rotto, non si riesce a comunicare. Per altro dai tracciati radar assolutamente integri non risulta nessun triangolo.

AT2: Lei ha detto dell’incidente di Ramstein, non ha nulla da dire del fatto che i due piloti dovevano essere interrogati da Priore?

 

EB: Come si fa ad essere così spudorati per affermare una simile idiozia! L’incidente di Ramstein avviene il 28 agosto 1988, il giudice Priore assume l’incarico nel giugno 1990! Si ricordi che nelle Frecce Tricolori vi era anche il pilota che realmente più si “avvicinò” al DC9 e non gli è successo nulla.

AT2: Quando arriviamo a Roma le tracce doppie intorno al DC9 indicano la presenza di almeno un altro aereo sotto o di fianco ad esso.

 

EB: È accertato e accettato indubitabilmente che dei due radar di Roma solo il “Marconi” presenta tali segnali. È accertato e accettato indubitabilmente che tali segnali sono delle anomalie riscontate dal suddetto radar. Il computer che analizza i segnali del radar, pur registrandoli, non li riporta sul video degli operatori perché appunto li considera segnali falsi. Per ben 11 volte nella stessa giornata e per altri 18 velivoli passati nella stessa rotta avanti e indietro si sono verificate queste anomalie. Cito solo il caso del volo AA141 che percorre la stessa rotta tre quarti d’ora dopo e che più o meno nello stesso luogo fa leggere al “Marconi” tre punti che se valesse la stessa logica di lettura per il nostro Dc9, porterebbero ad immaginare anche in questo caso un altro aereo nascosto in volo parallelo.

AT2: Ci sono ancora i due punti -12 e -17 che hanno consentito all’esperto americano Macidull di individuare l’aereo attaccante.

 

EB: Macidull, è un tecnico di valore e assolutamente competente a cui sono stati sottoposti tracciati che non rappresentavano la realtà. Nel corso del processo è emerso indubitabilmente che, come ho appena accennato il radar “Marconi” emetteva segnali di falsi echi. È dimostrato fossero falsi echi percepiti dal radar “Marconi” per la sua particolare regolazione che determinava queste false percezioni: non esisteva alcun aereo. I due radar dotati ciascuno di due estrattori (1&2 “Marconi” e 3&4 “Selenia”) erano stati installati da tecnici che, per compensare il “Marconi” riducendone il fenomeno degli echi anomali, avevano proceduto ad installare gli estrattori incrociandoli: 1&3 per il “Marconi” e 2&4 per il “Selenia”. Tale “incrocio”, comunque, non era conosciuto dai tecnici interrogati nelle prime indagini in quanto non previsto in progetto, ma era stato constatato solo nel 1989, chiedendone spiegazione agli altri tecnici Selenia che avevano provveduto ad installarli e tararli operativamente. Tutto accertato giudizialmente. Un inciso: Macidull l’ho definito un tecnico di cui non si discute e, come avete raccontato, perito in eventi importanti. È inaccettabile che abbiate trattato una autorità come l’ing Taylor, il tecnico che coordinò le indagini sull’attentato all’aereo Pan Am di Lockerbie, quasi fosse un incompetente. Solo perché ha messo la sua autorità e la sua competenza nella dimostrazione che il DC9 è precipitato a causa di una bomba a bordo. Veramente da vergognarsi.

AT2: Oltre a Macidull c’è pure il consulente di guerra del Pentagono.

 

EB: Allora mi ripeto. La documentazione a loro presentata non corrispondeva ai fatti reali. Loro hanno fatto una corretta rappresentazione rispetto ai dati che gli sono stati forniti e che non sono però quelli della realtà. Macidull ha chiaramente detto che nessun aereo era in grado di colpire il DC9 da una distanza quale quella nella quale in ipotesi poteva esserci un aereo (i due punti). Per altro, essendo accertato indubitabilmente che non vi erano aerei nel raggio di 50/60 miglia dal punto del disastro, risulta incomprensibile trovare un missile. Macidull lo ha chiaramente affermato quando venne sentito nel corso del processo dimostrandosi scocciato e riconfermando che a lui era stata fatta pervenire quella documentazione nel 1980 aggiungendo che il “Governo italiano” procedesse con richiesta formale se la Corte avesse voluto redigesse una nuova ulteriore perizia: Sottolineando che avrebbero dovuto fargli conoscere le documentazioni tecniche concernenti il funzionamento operativo del “Marconi”. Documentazioni che non gli erano state correttamente inviate nel 1980. In un intervista del 1989, che si trova facilmente su You tube, sottolinea che per poter eventualmente operare da una simile distanza era necessario un supporto che vedesse contemporaneamente i due aerei. Le do io un assist. Tale supporto non poteva che essere una portaerei.

AT2: Certamente il ruolo della Saratoga americana e della Clemenceau francese.

EB: Partiamo dalla Saratoga. Avete trovato un semplice marinaio americano che dice solo fesserie che facilmente sono smentite. La prima: la Saratoga usci dal porto di Napoli quella sera. Si è accertato chiaramente che la Saratoga era in porto, è penoso doverlo dire, semplicemente perché dopo indagini sui registri dei matrimoni di quel giorno si sono trovate tre coppie di sposi che nel loro album fotografico avevano chiaramente la sagoma della Saratoga alle loro spalle. È semplicemente ridicolo non aver creduto alle dichiarazioni della nostra Capitaneria di Porto, della nostra Marina Militare e della Marina statunitense. Una portaerei mai effettuerebbe una missione, uscendo dal porto da sola, sarebbe scortata. Di tutta evidenza che una squadra di navi non passa certo inosservata. L’avete raccontato persino voi quando ci dite di un pilota dell’Itavia che, il giorno successivo, avvisa un assistente di volo di recarsi in cabina di pilotaggio per farle notare una squadra navale con portaerei in navigazione a “spina di pesce”. Notizia, utile nella vostra rappresentazione cinematografica, ma che gli inquirenti non hanno preso in considerazione visto che in quel tratto di mare ci sono passati decine di altri aerei che nulla hanno segnalato. La seconda: il furiere addetto alla trascrizione delle missioni è stato ucciso a Napoli. Nessun marinaio della Saratoga è stato ucciso a Napoli, men che meno quello indicato che avrebbe dovuto conoscere le dichiarazioni dei piloti. Esiste su internet un sito dell’esercito americano dove si trova la descrizione per nome di tutte le vittime in guerra ed in pace dei militari americani dalla Guerra di Secessione ad oggi. Facilmente consultabile da casa. La terza: il Mediterrean Cruise book 1980 della Saratoga è scomparso per nascondere i fatti. Non è assolutamente misteriosamente scomparso, si può leggere tranquillamente anche da casa perché è interamente pubblicato in internet sul sito storico della Saratoga.

AT2: Non le pare strano che quel marinaio, poi sentito dalla magistratura, abbia ad essa smentito quanto detto nella nostra trasmissione?

 

EB: Lei sa che se, come testimoni, si dichiarano cose false alla magistratura si viene perseguiti?

Se poi le dici negli Stati Uniti la giustizia è rapida nel punirti veramente. Ho appena dimostrato che sono tutte false le cose che vi aveva raccontato, voi piuttosto con poco senso del dovere non le avete verificate.

AT2: Ma le affermazioni divergenti del capitano della Saratoga Flatley e la strana scrittura dei libri di bordo a cui non è stato in grado di rispondere?

 

EB: Ancora altre menzogne che raccontate. Non ha mai fatto affermazioni divergenti ha semplicemente affermato che non c’è stata assolutamente alcuna operazione o esercitazione ne il 27 ne il 28 giugno. A proposito dei libri di bordo ha risposto con assoluta chiarezza: ”A bordo della Saratoga per motivi di leggibilità tenevamo spesso una brutta copia del libro di bordo e una bella copia. Evidentemente quel giorno la stessa persona ha ricopiato in bella i rapporti di 5 turni consecutivi. Guardando al libro di bordo di quei 2 mesi ho notato che in altre 16 occasioni la stessa mano ha scritto 2 turni di fila, ed in una occasione ne ha scritti 3“.

A proposito dei radar ha affermato una ovvietà per le persone normalmente dotate di buon senso e di correttezza: ”nel porto di un paese amico ed alleato la portaerei abbassa la guardia, a preoccuparsi della sua protezione è la nazione ospite. A Napoli quanto ad Haifa, in Israele, a fornire le difese sono i padroni di casa. La nostra unica preoccupazione è la possibilità di attacchi terroristici”.

Affermazioni ripetute in una intervista alla Rai del 25/11/1992 e che si possono sentire con facilità su internet.

AT2: E quando dice che a sud di Napoli vi era un intenso traffico aereo?

 

EB: Quando l’Ammiraglio dice di come la zona a sud di Napoli sia notoriamente molto trafficata, si riferisce al fatto che quel tratto del mar Tirreno è zona di esercitazioni aereo navali. In tutte le istruzioni di volo dei piloti civili viene indicata come “zona di attenzione”. Quel pomeriggio in tale zona si era svolta una esercitazione denominata Patricia, segnalata e da tutti conosciuta. All’ora del disastro era conclusa da tempo.

AT2: Si dimentica il traffico sul Tirreno del nord e la possibile presenza della Clemenceau.

 

EB: Anche su questo solo baggianate. È stato accertato che la Clemenceau e la Foch erano in porto a Tolone. Tutte le registrazioni radar, incontrovertibilmente accertate come non manomesse e assolutamente veritiere, ci illustrano il traffico aereo in tutta la zona: Non sto a dirle tutte le sigle delle tracce. La informo solo della traccia AA462. Per inventare la portaerei la perizia Dalle Mese ha cancellato la Corsica dalla cartina che ha presentato. Solo cosi poteva affermare che la traccia AA462 finiva in mare confermando la presenza della portaerei. La serietà, almeno quella, avrebbe preteso che informaste che tale traccia è quella di un elicottero che atterra all’Aeroporto di Bastia.

AT2: Ma sul traffico francese c’è la testimonianza del Generale dei Carabinieri Bozzo che era in vacanza vicino alla base di Solenzara.

 

EB: Allora adesso ricompare la Corsica. Il Generale nel suo ricordo di molti anni dopo, ovviamente persona di tutto rispetto e che i magistrati valutano confermando l’attendibilità del suo ruolo, non è in alcun modo tenuto in considerazione per il semplice motivo che è smentito dai tracciati radar veri e attendibili. Per altro consenta anche a me di esprimere qualche dubbio su una testimonianza tardiva di una persona che visto il ruolo dovrebbe ben conoscere l’importanza di comunicare nell’immediatezza le sue informazioni… poi che ci racconti che il fratello ha risolto il fastidio del rumore degli aerei in volo scambiandosi con lui di camera collocandosi sul retro dell’albergo… è inverosimile… ma due pareti schermano un rumore delle decine di aerei di cui ci racconta… suvvia. Qui abbiamo i marinai che sanno quello che dovrebbero sapere gli ammiragli ed abbiamo i generali che si comportano da sprovveduti.

AT2: E delle comunicazioni della Nato dove chiaramente si elencano gli aerei in volo e si allude alla presenza di una portaerei.

 

EB: Una bella faccia tosta. Quando si vuole le affermazioni della Nato sono utili, quando non si vuole la Nato è reticente. Solo che le informazioni della Nato diventano utili alla causa del missile grazie ad un imbroglio. Non dite nella trasmissione che il traffico segnalato riguarda l’intera area mediterranea e che il riferimento alla ipotetica portaerei è indicato esplicitamente nel Mediterraneo centrale o occidentale, non nel Tirreno.

AT2: Guardi che abbiamo presentato anche un testimone del fatto che a Marsala le registrazioni non sono state reali e sono state anche nascoste non consegnandole alla magistratura.

 

EB: Se il testimone è quello di Telefono Giallo, certo vale come intrigante effetto scenico, ma in nulla vale come testimonianza. Tanto è vero che più o meno simili parole usa anche Priore nella sua ordinanza di rinvio a giudizio. Comunque le sottolineo che ci sono stati altri che hanno raccontato alla stampa cose simili, un maresciallo per esempio, salvo poi contraddirsi, e ammettere quando interrogato in tribunale che le situazioni reali erano diverse. Non posso qui scrivere tutto, ma il dovere di una trasmissione è quello che le affermazioni ed i dati si dovrebbero raccogliere e dire per quello che sono , non per quello che conviene. Leggere l’interrogatorio sarebbe stato esaustivo, ma credo sarebbe stato un dovere verificare cosa afferma la sentenza in merito alle dichiarazioni del maresciallo Carico. Per quanto riguarda l’esercitazione “synadex”, è vero quello raccontato, ma è altrettanto vero che non ha compromesso la visione di quello che è avvenuto. Avete sottolineato come le registrazioni dei radar di Marsala sono state nascoste dall’Aeronautica tirando in ballo persino Borsellino.

Curioso che si nascondano cose inutili e curioso che le richieda chi ha appena detto che l’esercitazione le ha rese inutili.

AT2: Comunque i fatti sono come abbiamo raccontato.

 

EB: È falso anche questo. La Procura di Palermo il 5 luglio ordinò ai Carabinieri il sequestro di tutte le registrazioni radar. La 3a Regione Aerea, competente per territorio, dispose di accentrare tutto il materiale presso l’aeroporto di Trapani chiedendo all’autorità giudiziaria di segnalare a Difesa Gabinetto le richieste di sequestro essendo il tutto materiale segreto.

Curiosamente la Procura di Palermo si rifece viva presso il Ministero Difesa il 4 agosto, non sapendo che il materiale era già stato messo a disposizione della Procura di Roma il 22 luglio.

La Procura di Roma il 10 luglio era divenuta “dominus” delle indagini, per competenza territoriale.

AT2: E le registrazioni del radar militare di Poggio Ballone? Anche quelle, abbiamo detto, sono state nascoste.

 

EB: Mi sta esaurendo perché ogni sua affermazione è falsa. Esistono ovviamente e incontrovertibilmente i verbali di consegna alla Procura di Roma, ma si “sono dispersi” in tale ambito, cioè in Tribunale. Dicendo cose false accusate l’Aeronautica Militare di non averli consegnati rendendo quindi impossibile la ricostruzione del cielo radar di Ustica.

Le registrazioni perse in Tribunale a Roma sono state poi recuperate, dall’Aeronautica Militare, “traendole” dal radar nadge di Porto Potenza Picena connesso con tutti i siti radar della “catena Nato/nadge”. Cioè quello che accade nei cieli italiani è ed era visto e registrato da tutta la catena NATO in Europa dall’Islanda alla Turchia.

AT2: Dalle Mese, perito del giudice Priore, ha chiaramente individuato tre motivi per giustificare la presenza di un aereo sotto al DC9 ed ha anche spiegato come il Mig caduto in Sila sia caduto nella stessa sera di Ustica.

 

EB: Dei tre motivi abbiamo già parlato ridicolizzandoli in precedenza. Comunque i primi due ricordo che sono smentiti dal fatto accertato che il radar Marconi dava segni doppi, non reali, ripetuti con tutti i voli in transito in quel giorno così come negli altri giorni. Tale situazione non dava alcuna noia perché il computer automaticamente li registrava, ma, ritenendoli appunto falsi, non li trasmetteva sui monitor dei controllori il traffico aereo. Il terzo motivo, quello dell’inserimento nell’appennino glielo già illustrato come inesistente. Le aggiungo anche una ulteriore precisazione. Quando l’F104 si trova in vicinanza del DC 9 – comunque ad una distanza non inferiore a 10 miglia, pari a 18 km – vi è uno scambio dei codici del trasponder dei due velivoli sullo schermo radar. Un episodio analogo avviene, tuttavia, nello stesso intervallo di tempo e nella stessa zona, anche tra il DC9 ed un Fokker 28, sempre dell’Itavia, in volo da Bergamo a Ciampino, mentre il primo viene sorpassato dal secondo.

AT2: Riguardo al Mig libico precipitao sulla Sila abbiamo fatto emergere le perizie nascoste, le indicazioni radar sbagliate, l’ uomo del Sios.

 

EB: Mi è sufficiente riportarle la sentenza del Giudice istruttore del Tribunale di Crotone in merito a tutte queste cose che avete raccontato come vere e non lo sono: “… tutto il processo è stato imbastito su argomentazioni scientificamente errate e su considerazioni di livello infantile; ha preso spunto dalle dichiarazioni di periti che hanno dimenticato la serietà professionale e le nozioni di comune conoscenza; si è sviluppata su organi di stampa ad opera di personaggi interessati e comunque disponibili ad ogni mistificazione ed ogni speculazione”.

Le parole del magistrato di Crotone vi definiscono bene. Le fornisco però una ulteriore notizia. Il giudice Priore ancora in precedenza aveva assegnato anche una perizia sul Mig libico.

In tale perizia si teorizzava che la sua rotta fosse diversa e che avrebbe dovuto portarlo a precipitare in luogo diverso. Evidentemente ciò avrebbe messo in discussione tutto. In tribunale il perito ammise che aveva sbagliato i calcoli. L’ultima barzelletta è l’uomo del SIOS… si è rifatto sentire in questi giorni perché grande rilievo gli è stato dato… peccato che non fosse dei servizi segreti ma, come lui ricorda, era il responsabile del parco autovetture del comando di Bari, ed in quel luogo è arrivato il giorno dopo come autista di un colonnello… cosa vuole che le dica di più.

AT2: Si dimentica però che c’è una morte misteriosa, quella dell’addetto radar di Otranto che si suicida.

 

EB2: Tutto è misterioso se si deve continuamente raccontare il falso. Il Mig libico è stato individuato dai radar della difesa aerea fino al momento in cui è scomparso agli stessi. É scomparso perché, ormai senza carburante con il pilota privo di sensi, si è infilato in un canalone nel comune di Castel Silano. La rotta registrata dai radar era congruente con quella della scatola nera. L’operatore di Otranto nell’individuarlo lo ha indicato erroneamente come amico, ma è stato nell’immediatezza corretto dall’operatore di Jacotenente che lo ha individuato come nemico. Per questo errore, per altro ininfluente, è stato punito dall’Aeronautica. Il giudice Priore più volte l’ha interrogato con l’intenzione di dimostrare chi sa quale mistero dietro a questo suo errore… non credo che non sia poi così strano immaginare che sarebbe stato utile alla causa del missile l’affermazione che l’errore era stato tale eseguendo un ordine superiore. Il maresciallo Parisi si è suicidato il giorno prima dell’ennesimo interrogatorio.

AT2: Ma c’è anche il suicidio del maresciallo Dettori, uno degli addetti ai radar di Poggio Ballone.

 

EB: Di questa vicenda si sono occupati con attenzione prima Priore e nel corso del processo anche i pubblici ministeri senza in alcun modo valorizzarne alcun aspetto in termini probatori utili alle loro tesi. Nella vostra trasmissione finalmente una cosa corretta la dite, ossia che su sollecitazione della famiglia era stata riaperta nel 2016 l’indagine sul suo suicidio. Vi faceva comodo tale affermazione, avvalorava il mistero. La vostra trasmissione, riproposta numerose volte negli ultimi giorni, è però del 2020 ed oggi siamo in grado di dire che nel 2021 il gip del Tribunale di Grosseto, archiviando su richiesta della Procura, ha affermato: “ Il decesso del Dettori sia da attribuire ad un gesto suicidario senza responsabilità alcuna di terze persone”.

Parole di una ennesima sentenza.

AT2: Le sentenze. L’avv. Osnato è stato chiaro. I Generali sono stati assolti per insufficienza di prove. Abbiamo fatto vedere il dispositivo della sentenza penale. Le sentenze civili sono congruenti con la sentenza penale.

 

EB: Faccio fatica a trattenere le parole, soprattutto perché ad uno che si dice avvocato andrebbe risposto con poca eleganza, soprattutto ad uno che fa simili affermazioni. I Generali dell’Aeronautica militare sono stati assolti con formula piena, per non aver assolutamente commesso il fatto. I Generali dell’Aeronautica hanno rinunciato alla prescrizione per pretendere ed ottenere una piena assoluzione. Gli aggettivi per definire l’affermazione dell’avv. Osnato li scelga lei.

AT2: Ma non può contestare il dispositivo della sentenza che abbiamo mostrato.

 

EB: Come sempre mostrate una parte utile al vostro scopo. Ecco il dispositivo della sentenza:

“L’imponente massa di documenti e dati presentati non hanno consentito di ricavare elementi di prova a conforto delle tesi dell’accusa, addirittura la prova dei fatti contestati è del tutto mancata”. “Tutti gli aerei militari italiani erano a terra, che i missili di dotazione italiana erano nei loro depositi, che gli aerei militari alleati non si trovavano nella zona del disastro e che nell’ora e nel luogo del disastro non vi erano velivoli di alcun genere”. “Tutto il resto è fantapolitica o romanzo che potrebbero anche risultare interessanti se non vi fossero coinvolte ottantuno vittime innocenti”.

AT2: Ma non si dice che è stata una bomba a bordo.

 

EB: La sentenza doveva giudicare solo se i Generali dell’Aeronautica avessero tradito nascondendo quanto loro sapevano di una battaglia aerea. Questo è quello di cui doveva occuparsi la sentenza dicendo chiaramente e affermando in maniera certa e ultimativa che non vi è stata alcuna battaglia aerea. Di questo si è occupata. Sarebbe stato utile oltre che doveroso che fossero stati indirizzati alla ricerca dei colpevoli l’enorme massa di documenti e l’enormità di costi dell’inchiesta che paghiamo noi cittadini italiani. Questa è la incredibile mancanza e la gravissima responsabilità degli inquirenti.

AT2: Però restano le sentenze civili.

 

EB: Prima cosa non sono assolutamente congruenti con la sentenza penale. L’avv. Osnato dice… lasciamo perdere. Secondo il codice italiano la magistratura penale può condannare se non ha alcun dubbio sulla colpevolezza, mentre quella civile può condannare sulla maggior probabilità che il fatto sia o meno avvenuto. In questo caso la giustizia penale che è quella responsabile dell’accertamento dei fatti, ha stabilito senza alcun dubbio che non vi è stata battaglia aerea. Cioè la battaglia aerea non si è assolutamente verificata. La giustizia civile, senza alcuna indagine, ha invece stabilito che a giudizio del giudicante è più probabile sia avvenuta la battaglia aerea. Come sia più probabile un fatto non avvenuto è il vero mistero di questa tragedia. La giustizia civile, con un cavillo, per altro dubbio, non ha acquisito la sentenza penale perché è stata presentata in ritardo dall’Avvocatura dello Stato… non mi dilungo. Solo avverto che ho denunciato al CSM ed al Procuratore Generale della Cassazione che le sentenze civili sono redatte con falsità per giustificare la motivazione del convincimento di chi le ha emesse. Mi pare un’accusa un poco grave anche perché è stata pubblicizzata e riportata in diverse circostanze verbali e scritte da diverse fonti.

AT2: Se fosse stata una bomba posizionata nella toilette in coda mi spiega come è possibile che la tavoletta del WC sia integra?

 

EB: Siete veramente incredibili. Ci sono state ovviamente prove esplosivistiche. Premesso che al contrario di come avete raccontato per anni il lavabo è completamente accartocciato. Smentita tale tesi siete passati alla tavoletta. Sono state effettuate 3 prove esplosivistiche a Ghedi ed a La Spezia. In due prove la tavoletta non è stata danneggiata, lo è stata solo in quella in cui si è dato carico esplosivo elevato. E comunque la tavoletta non si sa se è proprio quella.

AT2: Comunque nessuna prova per la bomba a bordo.

 

EB: Le ho già spiegato che il giudice istruttore le prove le cercava per avvalorare la sua tesi del missile e non ha valorizzato quello che gli è stato presentato a dimostrazione della bomba a bordo. Comunque le segnalo questa perizia esplosivistica ed il curioso procedere delle affermazioni dei periti di questa sottocommissione.. “Rispetto alle due ipotesi di esplosione questa sottocommissione afferma che «l’assenza di elementi di prova porta a ritenere poco probabile l’ipotesi del missile». Dunque assenza di elementi di prova! Poi prosegue che «l’esplosione interna è evento con scarsi riscontri obiettivi e quindi è estremamente improbabile”. Dunque vi sono riscontri obiettivi, ma è improbabile. Il contrasto con la lingua italiana e con la logica sono evidenti.

AT2: Però così scrivono.

 

EB: Si ricordi che l’affermazione conclusiva della Commissione tecnico scientifica all’unanimità è molto chiara: bomba a bordo! Ecco le osservazioni conclusive finali del Collegio dei maggiori esperti internazionali: «Così da ultimo, il Collegio Peritale conclude considerando:

le informazioni disponibili;

le evidenze raccolte;

la compatibilità con le caratteristiche dello scenario, in particolare radar, si sono raggiunte le seguenti conclusioni:

a) l’ipotesi dell’abbattimento mediante missile è rigettata;

b) l’ipotesi di collisione con altro aereo è rigettata;

c) l’ipotesi di danno strutturale è rigettata;

d) l’ipotesi di un’esplosione interna è stata considerata come “tecnicamente sostenibile”;

e) l’ipotesi di quasi collisione è stata rigettata.

Il Collegio Peritale propone al Giudice Istruttore di accettare la sua conclusione che la causa dell’incidente è stata un’esplosione interna».

AT2: Ammetterà che come ha affermato in trasmissione il giudice Priore, nonostante il relitto sia stato recuperato al 94 per cento da esso non siano emerse risultanze conclusive. Il giudice Priore ha detto: “il relitto non ha parlato”.,.

 

EB: Ha parlato, solo che non si è voluto ascoltarlo. Dovevate dire che avrebbe parlato ancor più definitivamente se il giudice Priore non avesse sospeso la campagna di recupero benché gli fosse stato indicato che il portellone posteriore e gli altri rottami della toelette erano stati individuati. Dovevate dire che l’esplosione a bordo era stata li indicata anche perché la sequenza di distruzione non dava altra spiegazione. Dovevate dire che le scatole nere hanno immediatamente e improvvisamente dismesso ogni loro registrazione perché l’energia elettrica si è immediatamente sospesa per il distacco del motore di destra causato dall’esplosione nella toilette proprio a fianco del pilone di sostegno. Il motore di destra fornisce l’energia elettrica.

AT2: Non le abbiamo presentate nella trasmissione.

 

EB: Appunto, ve ne sono numerose altre di prove e coincidenze che non avete presentato.

Avete solo cercato di rendere attendibile la vostra falsa idea del missile. Vi siete anche dimenticati di ricordare che alla fine Priore propose la quasi collisione non trovando in alcun modo la possibilità di giustificare il missile.

AT2: È una ipotesi che comunque non è la bomba a bordo.

 

EB: Ipotesi smentita dai dati tecnici. In tribunale chi l’ha proposta ha dovuto ammettere che per giustificarla aveva dovuto modificare i dati di carico reali e che tale ipotesi era basata su dati teorici. Aggiungiamo per l’ennesima volta: smentita dal fatto che non vi erano aerei introno al DC9.

AT2: Ma noi abbiamo chiesto in conclusione che ci sia una collaborazione con i Governi dei Paesi alleati e non solo. Abbiamo fatto un appello.

 

EB: Vede l’inizio e la fine della trasmissione ci portano nel paranormale. La prima immagine, quella di Telefono Giallo ci presenta l’ineffabile Amato al fianco del conduttore Augias. Ancora Amato oggi, dopo aver corretto varie volte le sue affermazioni, dice che il suo è solo un appello. Amato protagonista dell’inizio e della fine quasi fosse il fantasma del Louvre. Ma l’appello è surreale se pensiamo che proprio Amato ha raccolto e accolto senza battere ciglio le affettuose lettere di Chirac e di Clinton che gli facevano notare la collaborazione completa dei loro Paesi. Collaborazione testimoniata dal fatto che era stato risposto a tutte le rogatorie e a tutte le richieste inoltrate dai magistrati italiani. Era il 2000 ed Amato era il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

AT2: Cosa vuole che le dica…

 

EB: Segnali alla sen. Bonfietti, che con me è stata segretario della commissione terrorismo e stragi, che il giudice Priore non ha redatto alcuna sentenza, ma ha emesso una ordinanza di rinvio a giudizio. Il giudice Priore ha emesso sentenza per quelli che lui ha ritenuto innocenti non rinviandoli a giudizio. La sen. Bonfietti dovrebbe sforzarsi di terminare la frase che ha ripetuto dieci volte nella trasmissione: “I Generali dell’Aeronautica sono stati rinviati a giudizio”. Per cortesia la concluda: “I Generali dell’Aeronautica sono stati rinviati a giudizio ed il processo ha emesso la sentenza di assoluzione con formula piena perché non potevano raccontare un fatto che non era accaduto”. I magistrati penali che hanno valutato prove, perizie, svolto confronti dibattimentali in 272 udienze con 400 testimoni hanno sentenziato che la battaglia aerea è una ipotesi fantascientifica. È una bella differenza che anche i giudici civili con la loro opinione si dimenticano essere fondamentale.

*segretario della Commissione Stragi

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