
di Sergio Restelli
Un America sospesa. In primo luogo, bisogna considerare la caduta della barriera nel “super martedì” americano, dove milioni di persone hanno espresso il loro voto primario, e dove abbiamo assistito alla ritirata della candidata repubblicana Nikki Haley, nonostante abbia vinto i delegati del Vermont. Ma quali sono i futuri scenari elettorali? Ci sono tre questioni da prendere in considerazione: l’evoluzione del caso giudiziario di Trump, il contesto americano in cui si stanno svolgendo queste elezioni e gli effetti successivi sulle dinamiche geopolitiche globali.
Per quanto riguarda la prima questione, il tempismo delle azioni della Corte Suprema dovrebbe consentire a Trump di attuare la sua campagna elettorale in tempo. Ci sono stati casi in cui la Corte è intervenuta nelle dinamiche elettorali in tempo, come nel caso Watergate, dove ha tenuto una discussione orale l’8 luglio 1974 e ha emesso la sentenza il 24 luglio dello stesso anno. Un altro caso è stata la disputa tra George Bush ed Al Gore nel 2000, dove la vittoria è stata decisa per pochissimi voti di differenza e la Florida ha avuto un ruolo chiave. I democratici hanno richiesto un riconteggio delle schede, ma i repubblicani si sono opposti con una petizione accettata dalla Corte Federale.
Nel caso di Trump, a meno che non ci siano comportamenti iper-partigiani improbabili, la Corte dovrebbe prendere una decisione sulla sua eventuale immunità non più tardi del 15 maggio. Se, invece, la richiesta di immunità di Trump venisse respinta, il processo potrebbe riprendere con le udienze preliminari nell’agosto 2024, considerando il tempo che la giudice Tanya Chutkan ha già dichiarato di voler concedere all’ex presidente per preparare la sua difesa. Questo tempo sottratto alla campagna elettorale potrebbe portare all’inizio del processo il 2 agosto, proprio in concomitanza con la sfida elettorale di ottobre. Inoltre, se la giudice non dovesse ritenere soddisfacenti le motivazioni dell’accusa e avesse bisogno di ascoltare prove che implicano la complicità di Trump nelle azioni al Capitol Hill, ciò potrebbe influenzare gli elettori pronti a votare, mettendo in risalto l’accusa di tradimento della Costituzione. Pertanto, i giochi sono ancora aperti su questo punto.
Passando al contesto, la situazione è incerta e piena di paradossi economici e sociali. Nonostante condizioni economiche molto favorevoli, il presidente uscente Biden potrebbe non essere il favorito. Per oltre un anno, l’economia americana ha registrato tassi di disoccupazione molto bassi, una crescita del PIL e un trend disinflazionistico. Nel 2023, l’economia degli Stati Uniti è cresciuta ben al di sopra delle aspettative (2,5%), superando altre economie avanzate come l’Eurozona (0,5%), il Giappone (1,9%) e il Regno Unito (0,1%). I consumatori americani hanno speso cifre significative, riducendo i risparmi accumulati durante gli anni della pandemia, rafforzando così l’economia, dato che i consumi rappresentano circa il 70% del PIL statunitense.
Tuttavia, secondo alcuni sondaggi preliminari, diversi fattori portano a ritenere che Trump sia considerato più affidabile nella gestione economica. Non hanno giocato a favore di Biden la dinamica inflazionistica che ha caratterizzato il periodo 2021-2023, i problemi legati all’accesso all’abitazione e l’esposizione eccessiva delle banche nei confronti degli immobili non utilizzati nel periodo post-Covid e, infine, la mancanza di sostegno del Congresso verso la classe media e le minoranze. Questi elementi potrebbero influenzare l’opinione dei votanti e favorire Trump nelle elezioni. L’ultima questione riguarda i conflitti mondiali in corso. Una rielezione di Trump potrebbe mettere in pericolo l’asse Nato con l’Ucraina e, d’altro canto, portare a un maggiore sostegno verso Israele.
O ancora più pericoloso, potrebbe riemergere la politica “America First” con una geopolitica di indifferenza verso gli affari esteri. Questo potrebbe avere conseguenze significative sulle dinamiche geopolitiche globali e inciderne sulle decisioni politiche degli altri paesi.In conclusione, gli scenari delle elezioni americane sono incerti e potrebbero svilupparsi in modi imprevedibili. Diverse questioni come l’evoluzione del caso giudiziario di Trump, il contesto economico e sociale e i conflitti mondiali in corso avranno un impatto significativo sulle elezioni e sulle dinamiche geopolitiche globali. Resta da vedere come si svilupperanno gli eventi e come questi influenzeranno l’esito delle elezioni e il futuro dell’America.




