
di Carlo Di Stanislao
Una terribile profezia o il solito catastrofismo di fine anno?
“Cassandra, lo ricorderete dalla mitologia greca, era condannata a conoscere il futuro, ma anche a non essere creduta. Di conseguenza all’angoscia della preveggenza si aggiungeva l’impotenza di fronte agli eventi.
Terry Gillian, L’esercito delle 12 scimmie
“Nel sistema dottrinale musulmano, il miracolo e ogni fenomeno di preveggenza sono esclusi. Dio solo ha creato l’universo, Lui solo può conoscere ciò che è stato e ciò che sarà,”
Niyazi Öktem
Cosa si agita nelle viscere del nostro tempo? Cosa dicono le costellazioni? Bisogna intuire, indovinare, divinare. Guardare dati e statistiche serve a poco. Gli unici che le guardano sono gli economisti e non ne hanno mai azzeccata una.
Le vittime sono indistinguibili dai carnefici, i carnefici si fanno vittime, le maggioranze si lamentano tentando di farsi passare per minoranze oppresse, le minoranze oppresse appena arrivano a conquistare incarichi di prestigio o di potere si comportano peggio di quelle che hanno spodestato, i rivoluzionari diventano influencer, i militanti funzionari, gli attivisti mandarini, tutto cambia per non cambiare mai.
Funziona così la vendetta. Risarcisce dei torti subiti, ma non muta le condizioni per i quali quei torti si creano. È di questo che parla nel suo libro la sociologa francese Nathalie Heinich, L’ideologia vendicativa, forse il miglior breviario in circolazione per farsi un’idea di cosa sia il wokismo, un termine di cui abbiamo sentito molto parlare durante le ultime elezioni presidenziali negli Usa ma che ci porteremo appresso ancora per un po’.
Come uscire da questa impasse? Come non fornire più contenuti alla mega-macchina algoritmico-immaginifica che tutto divora, anche ciò che vorrebbe distruggerla? Di questo disagio ne parlava già nel 1968 il filosofo Raoul Vaneigem, sodale di Guy Debord, nel suo libro La rivoluzione della vita quotidiana, quando all’alba della società dello spettacolo i situazionisti si interrogavano sulle strategie più fantasiose per sottrarre la loro ribellione al divenire merce, immagine, bene di consumo – come tutte le altre cose.
Un problema che vivono oggi le giovani generazioni, i cui strumenti per ribellarsi gli sono forniti dalle stesse multinazionali a cui si ribellano, le cui critiche alla spettacolarizzazione dell’esistenza sono parte dello spettacolo stesso. Vaneigem reinventa un modo di vivere e di amare che ha segnato un’intera stagione e che ancora oggi ci consente di sfuggire alla mortificazione programmata della vita nel medio evo prossimo venturo in cui abitiamo.
La prescienza (dal latino præ-, “prima” + scio, “sapere”; il quale traduce il greco prògnosis: pro-, “prima” + gnòsis, “conoscere, sapere”) o preconoscenza (dal latino præ-, “prima” + cognosco, “conoscenza”) o precognizione (dal latino præ-, “prima” + cognitio, “conoscenza”) o preordinazione (dal greco pro-, “prima” + horizo, “delimitare o stabilire dei limiti”), o preveggenza, è la presunta facoltà di avere conoscenza del futuro. L’individuo in possesso di tale ipotetica capacità, che rientra nella chiaroveggenza, sarebbe in grado di acquisire conoscenze di eventi prima che accadano e di luoghi od oggetti situati in un futuro più o meno lontano.
Dal punto di vista scientifico non esistono studi in grado di dimostrare l’esistenza di tale facoltà, che si fa rientrare nel campo della pseudoscienza assieme alle altre ipotetiche facoltà paranormali.
Da un punto di vista teologico la prescienza è la conoscenza che ha Dio degli eventi a venire.
Baba Vanga, morta nel 1996, è stata una delle veggenti più influenti di questo periodo. Secondo i suoi tantissimi seguaci, la donna avrebbe posseduto capacità paranormali così sviluppate da predire eventi futuri.
Fu proprio lei ad anticipare disastri storici come quello al reattore nucleare di Chernobyl, gli attentati dell’11 settembre alle Torri Gemelli e l’elezione di Barack Obama come nuovo presidente degli Stati Uniti.
La sua previsione sul 2025 è oltremodo spaventosa a causa delle enormi tensioni geopolitiche pronte a stravolgere gli equilibri del mondo fino alle estreme conseguenze. Impossibile non pensare all’attuale guerra tra Russia e Ucraina anche se, secondo Baba Vanga, a scatenare ad accendere la miccia di un nuovo conflitto su scala mondiale sarebbe lo scontro tra due Paesi europei.
Gli scenari dipinti dalla celebre chiaroveggente macedone sono da brividi: la razza umana sarebbe in pericolo a causa di una guerra pronta a radere al suolo nazioni intere costringendo le persone a vivere in un mondo sempre più inospitale.
Sempre secondo Baba Vanga, infine, l’umanità sarebbe pronta ad esplorare nuovi pianeti per cercare fonti energetiche di sostentamento.
A riferirlo è il The Economic Times in un articolo pubblicato il 30 ottobre 2024. “Per il futuro – scrive il media di lingua inglese – Vanga ha affermato che la fine del mondo inizierà nel 2025, con l’umanità completamente spazzata via entro il 5079. Ha anche predetto che l’Europa passerà sotto il dominio musulmano entro il 2043 e che il comunismo tornerà a livello globale entro il 2076”.
Baba Vanga inoltre sosterrebbe che “esseri extraterrestri entro il 2025” renderanno “nota all’uomo la loro presenza”.
Come tutte le profezie nessuna certezza. Ma è vero le profezie di Baba Vanga, soprannominata la “Nostradamus dei Balcani” si sono talvolta rivelate fondate, mentre molte altre volte no. Come per lo stesso Nostradamus, d’altronde.
In tal senso è utile ricordare quanto riporta Wikipedia nella pagina dedicata proprio a Baba Vanga: “La condizione di analfabetismo in cui versava Vanga getta un’ombra di dubbio su quali profezie siano state effettivamente proferite e sul fatto che potrebbero essere state manipolate dai suoi seguaci per farle aderire alla realtà a fatto compiuto. I casi in cui le profezie della donna non si sono avverate sono documentati, così come anche i casi il cui significato proveniente da profezie criptiche è stato adattato a fatti accaduti dopo che si sono verificati. È il caso ad esempio – continua sempre Wikipedia – della previsione sul disastro dell’11 settembre, legata secondo gli interpreti alla sibillina frase: “Orrore, orrore! La fratellanza americana cadrà dopo essere stata attaccata dagli uccelli d’acciaio, i lupi ululeranno in un cespuglio e sangue innocente verrà versato” (da notare che la parola “cespuglio” in inglese si traduce “bush”, che è il cognome del presidente degli Stati Uniti nel 2001); nessuno aveva mai fatto un collegamento con le torri gemelle prima degli attentati che le hanno coinvolte.”
Inoltre, Wikipedia riferisce anche di “una profezia riguardante il 2016 e messa per iscritto solo nel 2008” nella quale si affermava che “l’Europa sarebbe diventata un continente deserto e privo di vita; e un’altra, messa per iscritto nel 2016 afferma che sarebbe stata invasa da terroristi islamici, contraddicendo la profezia precedente che preconizzava l’avvento di un continente spopolato”
Intanto, però, l’anticipazione dal The Economic Times sta facendo il giro del mondo e la pagina web del sito indiano è tra le pagine più cliccate di questi giorni.
Un classico di fine anno, comunque, perché le profezie di Baba Vanga spuntano puntualmente poco prima dell’inizio dell’inverno. Un appuntamento classico come le profezie di Nostradamus, che secondo alcuni, per il 2025 potrebbero coincidere con quelle di Baba Vanga in particolare per il primo contatto tra uomo ed extraterrestri.
Viene da dire, scaramantici, chi vivrà vedrà.





