Home Politica estera UCRAINA, PROPAGANDA, PROPAGANDA …MENTRE L’OCCIDENTE SI SUICIDA

UCRAINA, PROPAGANDA, PROPAGANDA …MENTRE L’OCCIDENTE SI SUICIDA

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Ormai, mentre al fronte si continua a morire, la guerra d’Ucraina sprofonda nel pantano della propaganda.

Il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov, quello che ha festeggiato il compleanno tagliando una torta con l’immagine della Russia, a significare che va fatta a pezzi, ha sostenuto in un’intervista a The War Zone, come riferisce Ukrinform, che ‘l’Fsb russo è stato incaricato di liquidare il leader della Wagner Yevgeny Prigozhin dopo il fallito ammutinamento dello scorso fine settimana”.

Dice Kyrylo Budanov: “Sappiamo che l’Fsb è stato incaricato di assassinare Prigozhin. Riusciranno a farlo? Vedremo con il tempo. Tutti i potenziali tentativi di assassinio non saranno veloci. Ci vorrà del tempo per avere approcci adeguati e raggiungere la fase in cui essere pronti per un’operazione enorme. Ma ancora una volta, vorrei sottolineare che è una grande domanda aperta. Riusciranno ad eseguire l’ordine? Avranno il coraggio di eseguire quell’ordine?”.

Tutto è possibile, ma dire che prima o poi, non si sa quando, forse fra molto tempo, Prigozhin sarà assassinato è come dire che prima o poi, non si sa quando, pioverà.

Può essere che prima o poi il proprietario della Wagner venga eliminato, ma detto nei termini nei quali lo dice Kyrylo Budanov sa molto di propaganda.

La stessa cosa vale per quanto riguarda il generale russo Sergey Surovikin, il quale, secondo la Cnn, era un membro vip segreto della compagnia militare privata Wagner.

La Cnn cita documenti ottenuti in esclusiva dal Russian investigative Dossier Center, secondo cui l’alto ufficiale aveva un numero di registrazione personale con la Wagner. 

Surovikin sarebbe in una lista insieme ad almeno altri 30 alti dirigenti militari e dell’intelligence russa, anche loro membri vip segreti del gruppo di mercenari, sempre secondo il Russian investigative Dossier Center. 

Anche qui siamo alla scoperta del segreto di Pulcinella.

La Wagner era composta da un 80 per cento di mercenari tratti dalle carceri e da un 20 per cento di ex appartenenti ai corpi speciali dell’esercito russo e dai servizi (Fsb e Gru).

Il comandante militare della Wagner è un ex tenente colonnello della forse speciali del Gru.

E’ del tutto evidente che la Wagner era ed è controllata strettamente, nella sua parte apicale, dai servizi russi.

Scoprire l’acqua calda è ormai un esercizio che evita di utilizzare le meningi e consente di annacquare il brodo, al fine di evitare la questione di fondo, ossia che la Wagner è in Bielorussia e non è stata smontata, che ha già in forza 8 mila uomini di quelli che operavano sul fronte ucraino e che probabilmente a questi se ne aggiungeranno altri, perché è difficile pensare che chi prende qualche migliaio di dollari al mese intenda entrare nell’esercito russo per prenderne 250.

La Wagner continuerà a fare gli interessi della Russia in Africa, dove c’è il nocciolo duro dello scontro in atto: il controllo delle materie prime.

Pensare che il Cremlino intenda mollare la Wagner è pura fantasia malata di chi spera di non essere stato preso per il naso.

La realtà è che l’Occidente, grazie alle follie degli ultimi trent’anni di globalizzazione e delocalizzazione, ha perso il controllo della produzione e delle materie prime e, ora, rischia anche di perdere il controllo delle vie commerciali e di vedersi messo in un angolo nei nuovi assetti geopolitici.

La politica dei Democratici Usa è un fallimento storico, così come lo è quello del Nuovo Ordine Mondiale e di tutte le fuffe ad esso correlate.

Forse non è troppo tardi per salvare il salvabile e non finire per essere una periferia di Mosca e di Pechino, ma per farlo è necessario un serio esame di realtà, che non può che partire anche dalla considerazione che la cosiddetta controffensiva di Kiev langue e non approda ad alcun risultato concreto, se non a quello di continuare il massacro.

Piaccia o non piaccia, anche gli ultimi avvenimenti moscoviti hanno dimostrato che l’idea di Budanov appartiene alle fantasie, così come appartiene alla fantasia quella di Zelensly di concludere la guerra con la riconquista di tutti i territori occupati dai russi.

Forse è ora che gli strateghi di un Occidente malato alzino lo sguardo e vedano come, mentre tentano di fare propaganda, anche grazie alla prona acquiescenza dei mezzi di comunicazione, Cina e Russia si stiano consolidando nel mondo con alleanze che, soprattutto, hanno a che fare con il controllo delle materie prime.

Inoltre, americani ed europei, devono chiudere la fase green, della quale i socialisti europei sono in gran parte responsabili, per essersi venduti l’anima alla finanza, assieme ai Dem Usa, perché la politica green è il suicidio della capacità produttiva e dell’indipendenza da chi possiede le materie prime. Il green è la pietra al collo per un suicidio che, a questo punto, essendo evidente, diventa automaticamente omicidio, o, per meglio dire, con un neologismo orribile, ma che rende l’idea, occidenticidio.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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