Home Politica estera UCRAINA, LA RESISTENZA PASSIVA ALLA GUERRA E IL MORALE CHE CROLLA

UCRAINA, LA RESISTENZA PASSIVA ALLA GUERRA E IL MORALE CHE CROLLA

0

La guerra in Ucraina sembra sempre più vicina all’esaurimento per mancanza di forze e di volontà.

Dopo l’incriminazione e la sotituzione di tutti i commissari militari regionali addetti al reclutamento, ieri nella regione di Khmelnytsky, nell’Ucraina centro-orientale, un commissario militare è stato arrestato proprio mentre riceveva una tangente. Lo hanno riferito gli organi inquirenti, precisando che l’uomo avrebbe ricevuto 4.500 dollari da una persona che aveva ricevuto la chiamata per la leva.

In cambio, il commissario avrebbe promesso d’influenzare la commissione medica militare per farlo dichiarare non idoneo al servizio militare, in quanto disabile. Con una simile diagnosi, non si è soggetti alla coscrizione e ci si può recare anche all’estero. Il commissario militare è stato arrestato con il diritto di versare una cauzione pari a 215.000 grivnie (circa 5.340 euro). Nel frattempo è stato rimosso dal suo incarico e rischia sino a otto anni di carcere.

La notizia, che potrebbe semplicemente inscriversi nel novero della corruzione (che in Ucraina non manca) è, se collocata nel quadro della destituzione di tutti i commissari regionali, il sintomo di una disaffezione crescente alla logica della guerra.

Una disaffezione che fa i conti con la crescente convinzione che la famosa controffensiva sia un sogno, che la guerra se va avanti così sarà solo unmassacro continuo e che l’esercito ucraino sia alla frutta.

Che l’esercito ucraino stia crollando è convinto Michael Vlahos, senior fellow di The Institute for peace & diplomacy, think tank.

“Un esercito sconfitto e uno distrutto – scrive Vlahos – sono due cose diverse. Un esercito semplicemente sconfitto in battaglia può spesso ritirarsi con successo, riformarsi e ricostituire la sua forza, come fece Roma dopo la sua umiliazione a Canne, distruggendo infine la sua grande rivale, Cartagine. Ma quando interi eserciti crollano, quando perdono la voglia di combattere, anche l’intera nazione può crollare. Questo è quello che è successo ai grandi imperi nella prima guerra mondiale. È anche il destino che attende l’esercito ucraino”.

“Come – si chiede Vlahos – fa una nazione in guerra ad arrivare a un punto in cui i suoi combattenti si rifiutano di combattere? Parte di ciò che spezza un esercito è l’attrito, che deriva sia dalle vittime che dal trauma che accompagna le perdite sul campo di battaglia. Il trauma tra i vivi li logora. La loro vitalità come forza combattente fuoriesce da coloro che non vengono toccati tanto quanto dai feriti, mentre l’ardore e la speranza – le energie da cui dipendono le prestazioni in combattimento – continuano a fuoriuscire”.

Eccoci al punto. La guerra tra Ucraina e Russia è ormai una guerra di attrito e di logoramento.

“Quanto logoramento può sopportare un esercito prima di crollare?”, si chiede Vlahos.

“Il primo muggito di feedback negativo – scrive Vlahos – è quando una guerra iniziata piena di grandi speranze sembra improvvisamente impossibile da vincere. […]. Il secondo è quando il sostegno esterno di amici e alleati inizia a svanire. […]. Terzo e ultimo, coloro che hanno iniziato la guerra, coloro che hanno promesso una strada lastricata di vittoria e che hanno giurato che il mondo avrebbe sostenuto l’esercito fino alla vittoria, non importa quanto tempo ci vorrà, sono sempre più visti come bugiardi e ingannatori. L’esercito – l’intera nazione – è stato tradito dai suoi capi”.

Ecco, tutto questo, dice Vlahos, “si è abbattuto sull’Ucraina nelle ultime sei settimane”.

Vlahos prosegue impietoso: “Non ci sono state vittorie, nemmeno vittorie sanguinose e debilitanti come nella quarta battaglia di Karkhov , per quasi un anno. I leader occidentali affermano ancora che il loro sostegno continuerà. Eppure l’Alleanza occidentale ora ammette  di non aver fornito agli ucraini abbastanza roba buona per ottenere anche modesti guadagni tattici nella loro offensiva sacrificale in corso, e sapeva che sarebbe andata avanti, come carne da cannone,  per soddisfare i signori della NATO. Non solo plotoni, ma unità più grandi si stanno arrendendo alle forze russe. Il morale sta crollando. Questo è il logoramento che si sta realizzando”.

Il numero delle vittime al fronte viene tenuto gelosamente segreto, ma ora, di Vlahos, “si accumulano nuove prove dell’entità della catastrofe ucraina, provenienti da molti vettori: semplicemente contando i necrologi o le schede SIM morte”.

Le forze russe sono in condizioni migliori? 

La risposta di Vlahos è netta: “Si”.

Il numero delle vittime è il fattore decisivo, perché le perdite in guerra devono essere accumulate contro la salute e la stabilità dell’intera società. 

L’Ucraina nel 1994 contava 52 milioni di persone ed era una nazione di forse  33 milioni di persone all’inizio del 2022.

Oggi, un quarto della popolazione di quel paese è  fuggito nell’Unione Europea e un altro quarto si trova negli oblast ora russi o risiede come nuovo migrante nella stessa Federazione Russa. L’Ucraina, con 20 milioni, è un po’ più grande dei Paesi Bassi e un po’ più piccola di Taiwan.

“Eppure – scrive Vlahos – in termini di vittime per popolazione, le perdite militari ucraine, dopo più di 500 giorni di guerra, si stanno avvicinando a quelle sostenute dalla Germania nella prima guerra mondiale per più di 1.500 giorni. Questo è un tasso di logoramento catastrofico, aggravato da tutti e tre i circuiti di feedback negativo che possono spezzare un esercito e una nazione. Per tutta la primavera e l’estate, le forze ucraine sono state lanciate in battaglia e schiacciate. Entro l’autunno, l’esercito combattente sarà esaurito: il tragico destino dell’Ucraina’s Best nel 2023. Entro settembre, ciò che resta si torcerà e si piegherà verso la rottura, nei venti spietati della guerra”.

Può essere che l’analisi di Vlahos sia ampiamente pessimista, ma anche se facciamo una larga tara, il quadro appare desolante.

Nel frattempo gli  Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina del valore di 200 milioni di dollari. Il pacchetto, riferisce il dipartimento di stato, include munizioni per la difesa aerea, proiettili di artiglieria e attrezzature aggiuntive per lo sminamento.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inviato un messaggio di ringraziamento agli Stati Uniti: “Ringrazio Joseph Biden, il Congresso degli Usa e il popolo statunitense per un nuovo pacchetto di assistenza militare da 200 milioni di dollari. Missili di difesa aerea, munizioni di artiglieria, sistemi di sminamento e armi anticarro aumenteranno la capacità delle nostre forze di difesa”, ha scritto Zelensky su X (ex Twitter). Secondo il presidente ucraino, il nuovo aiuto da Washington è “un altro passo verso la vittoria congiunta”.

Come appare ormai evidente, il presidente ucraino ha perso il contatto con la realtà.

L’intero articolo di Vlahos è disponibile ai link:

https://compactmag.com/article/the-ukrainian-army-is-breaking

https://www.voiceofeurope.com/the-ukrainian-army-is-breaking-michael-vlahos-compact-mag/

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui