
di Maria Rita Monaco
Tutto qui di Nicola Guarino Grafe edizioni
E’ con una scrittura pulita e accattivante, che Nicola Guarino inanella i suoi ricordi negli otto racconti del suo ultimo libro. Da Avellino a Napoli, fino al Lago Ontario, leggiamo storie di vita vissuta o solo sognata, ove l’autore ci parla di difficili rapporti familiari, rappporti tra fratelli e sorelle, padri padroni e madri sottomesse.
Un titolo minimale e accattivante allo stesso tempo, è il sottile filo rosso che lega il lettore a ciò che legge e alle domande che ne derivano. Tutto qui è un’affermazione o una domanda? Sembra quasi che l’autore voglia dirci: “non ho più niente da aggiungere in questo caldo opalescente. E’ abbottonato Nicola Guarino nel primo racconto che dà il titolo a tutto il libro, poi comincia ad aprirsi, quasi volesse farsi meglio conoscere, ma non basta sbottonarsi il colletto della camicia e fornirci le sue considerazioni sul caldo di un agosto assolato e implacabile. Si potrebbe quasi pensare che sia una una conoscenza difficile quella che ci aspetta anche perchè inframezzata dalla domanda “…e se è ancora qui?” . Raccontare le stanche abitudini della passeggiata serale, il protarsi della luce fino ad un’ora che altrove è già sera (ma noi siamo al sud, con l’autore e i suoi ricordi ed è qui che ci accorgiamo del sottile filo rosso che ha cominciato ad avvolgerci intorno alle parole dell’autore. Un attimo prima eravamo un bruco gnaro, un attimo dopo siamo già avvolti dai fili di seta e la sorpresa è tale che abbiamo come l’impressione di respirare la stessa afa che blocca quasi le parole, mentre si affollano i ricordi di Giacinto , il fratello morto troppo giovane e sentiamo un’angoscia quasi tangibile mentre leggiamo quello che crediamo di sapere ma non vorremmo sapere mai.
Nel racconto “Soffitti” Federico, ex capellone, oggi precocemente stempiato. vede scorrere la sua vita,(di pochi successi e troppi fallimenti)
ricordando i tanti soffitti che ha visto prima di addormentarsi . Soffitti alti con archi simili a cataste di sale, aperi ai sogni e alle speranze. Soffitti bassi pronti a sopprimere sogni e speranze, schiacciando ogni via di uscita, insomma alti e bassi della vita scorrono davanti agli occhi d Federico in quella che sente sarà la sua ultima notte.
Soffitti che assorbono o rifiutano rumori, sogni, amori, speranze, silenzi. Mentre Federico muore sul soffitto si staglia un’ombra che sembra non volersene andare.
Ognuno dei protagonisti degli otto raccontidi Nicola Guarino occupa uno spazio: che si tratti di balcono o di ringhiere, di soffitti o di strade dove i vecch passeggiano ma non i giovani. I giovani “vanno” e non tornano per non essere fagocitati dalle famiglie, come succederà a Jeanine, protagonista del racconto “Felicità”. Sì perchè ovviamente, ogni protagonista ha fratelli, sorelle, genitori e quindi leggiamo di padri/padrone, mogli sottomesse, figli non apprezzati, figli colpevolizzati … abbiamo fatto tanto per te e ora ci abbandoni, te ne vai lontano, ci lasci soli, non ti prendi cura di noi.
Nicola Guarino ci lega e ci affascina con parole che forse hanno un significato “altro” per ogni singolo lettore. Ad esempio “scurava” parola arcaica e dialettale apre nuovi orizzonti verso mondi diversi forse mai visti ma sempre sognati, suscita l’idea di un quasi buio pieno di aspettative e piacevoli sorprese per una Jasmine che trova in Canada non solo la sua affermazione come docente universitaria ma anche l’amore. Però scurava e i fiocchi di neve non scenderanno più per Jasmine, quasi leggere ballerine, sul lago Ontario.
Mi sono lasciata avvolgere dalla scrittura di Nicola Guarino e anche se non sono uscita farfalla da quei fili di seta , sento di doverlo ringraziare per le emozioni che mi ha dato.





