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TUTTI GUARDANO ALLE ELEZIONI EUROPEE

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di Gianvito Caldararo
Le prossime elezioni europee rappresentano l’obiettivo di ogni forza politica. Sono le elezioni che si svolgeranno con il sistema elettorale proporzionale e allora ognuno punta a prendere più voti del proprio diretto contendente.
Nel centrodestra Salvini punta a competere e misurarsi con Fratelli d’Italia della Meloni e con Forza Italia di Tajani. Nel campo del centrosinistra, meglio noto come ” campo largo “, è Conte del M5S che punta a scavalcare il PD della Elly Schlein.
Mentre il centrodestra sembra più compatto e con meno situazioni di tensione, nel centro sinistra o “campo largo” le situazioni sono più caotiche e complesse. Mentre il centrodestra, con l’azione del governo,  punta a confermare il successo delle elezioni politiche di settembre 2022, nel centrosinistra  o campo largo le difficoltà sorgono dal fatto che contemporaneamente alle elezioni europee, vi sono le elezioni regionali e anche quelle di circa 3.700 comuni. Vi sono le elezioni in ben cinque regioni, cioè Sardegna, Basilicata e Abruzzo tra gennaio e marzo  e Umbria e Piemonte a ridosso delle elezioni europee, che richiedono una intesa tra le forze politiche in relazione alla diversa legge elettorale.
Conte del M5S è già riuscito a piazzare la sua prima candidata proprio in Sardegna, dove ha puntato le sue carte candidando Alessandra Todde, attuale deputata pentastellata e già vice-ministra allo Sviluppo Economico. La Todde è candidata senza che si sono svolte le primarie, che per il PD costituivano la via maestra per scegliere il candidato presidente o sindaco. Infatti, all’annuncio che l’on.le  Alessandra Todde è la candidata scelta da Conte e imposta alla Schlein per la guida della regione Sardegna, giungeva la notizia che Renato Soru, già deputato europeo ed ex governatore per il PD della Sardegna , lasciava il Partito democratico e si accingeva a presentare una sua lista.
La scelta di Renato Soru è vista con interesse da buona parte del PD, ma soprattutto dal terzo polo ed in modo particolare da Italia Viva di Renzi. Ma le difficoltà per il PD stanno sorgendo anche in altre realtà, come per la elezione del sindaco di Bari, cioè il capoluogo della regione Puglia, dove vi è un ingorgo di candidati, ma soprattutto a Firenze, dove lo scontro è tra l’assessora in carica Sandra Funaro, voluta dal sindaco uscente Nardella, e la ex assessora Cristina del Re, spodestata da Nardella, ma risultata la più suffragata alle elezioni amministrative del 2019, che per  Firenze ha richiesto le primarie. La sua candidatura è sostenuta da ben 1.500 persone, che si sono ritrovate il 15 novembre u.s. al Tuscany Hall per caldeggiare la sua candidatura a Palazzo Vecchio. E a proposito di Firenze, si è in attesa delle decisioni di Italia Viva, dove attualmente è ” wait and see ” (aspetta e vedi), dove è lo stesso Matteo Renzi in vigile attesa e che non esclude di mettere in campo una sua candidatura.
Quello che il centrosinistra o campo largo sottovaluta per le elezioni europee è l’azione del governo Meloni, che con i vari provvedimenti che annuncia e mette in campo, punta a bissare la vittoria di settembre 2022. Il recente “decreto sicurezza” è un autentico “specchietto per allodole”, idoneo a catturare e attirare consensi, stante la sensibilità dei cittadini elettori ai problemi di sicurezza.
Più tutele per le forze dell’ordine in caso di violenza e condotte offensive, mirano a lusingare gli appartenenti alle diverse forze dell’ordine. Il contrasto alle occupazioni abusive e procedure più veloci, unitamente al nuovo reato con pene più severe per chi truffa gli anziani, sono aspetti che mirano a conquistare consensi in larghi strati della popolazione. Lo stesso obiettivo elettorale si consegue con le misure anti-borseggio e anti-accattonaggio dei minori. Come pure la stretta posta in essere per i blocchi stradali. Sono provvedimenti che, inefficaci sul piano concreto e operativo, comunicati e pubblicizzati sapientemente servono a portare acqua al mulino del centrodestra, perchè il tema sicurezza è molto sentito dai cittadini.
Mentre il centrodestra lavora per vincere le elezioni, a sinistra o nel campo largo dominano “le dinamiche personali, le liti, le divisioni, la pretesa di mettere donne o uomini di fiducia” e di accantonare le benedette primarie e imbarcarsi in laceranti trattative. E mentre il centrodestra punta a consolidarsi in ogni direzione e realtà, a sinistra o nel campo si rischia di polverizzarsi e frantumarsi tra accordi risicati e veti incrociati, come sta avvenendo nella regione Basilicata e nelle città che superano i centomila abitanti.   

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  • Redazione

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