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Trump, se gli Houthi attaccheranno l’Iran pagherà

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USA - Iran

Rubio: “L’Iran non è pronto a concludere un accordo, pagherà un prezzo molto alto”

A cura di Agenzia Nova

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato a minacciare l’Iran, affermando che se i ribelli sciiti yemeniti Houthi continueranno ad attaccare le navi che transitano nello Stretto di Hormuz, Teheran ne pagherà direttamente le conseguenze.

“Un anno fa gli Stati Uniti d’America hanno attaccato con grande forza gli Houthi per la loro interferenza con il commercio, sparando contro le navi. Da allora, e durante il nostro conflitto con l’Iran, si sono comportati in modo molto responsabile”, ha scritto Trump su Truth.

“Purtroppo, ora hanno ricominciato, sparando contro due navi saudite la scorsa notte. Vi prego di considerare questa verità come un monito: se lo faranno di nuovo, gli Stati Uniti riterranno l’Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un rappresentante dell’Iran, e verranno inflitte gravi punizioni militari all’Iran e, naturalmente, agli stessi Houthi, dei quali sono molto deluso perché, fino ad ora, si sono comportati in modo molto professionale e intelligente”, ha aggiunto.

Rubio: “L’Iran non è pronto a concludere un accordo, pagherà un prezzo molto alto”

L’Iran “non è al momento pronto a concludere un accordo” con gli Stati Uniti e, se l’attuale situazione dovesse proseguire, “pagherà un prezzo molto alto”.

Lo ha dichiarato il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, parlando con i giornalisti a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) a Manila.

“Il prezzo che l’Iran dovrà pagare aumenterà ogni notte, finché non tornerà alla ragione”, ha affermato Rubio. Secondo il capo della diplomazia statunitense, Teheran “probabilmente non è ancora pronta” a raggiungere un’intesa, ma “potrebbe esserlo presto”.

La politica del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran, ha aggiunto, si fonda sul principio dell'”occhio per occhio” e, nonostante la retorica delle autorità iraniane, il Paese “sta soffrendo”.

Rubio ha inoltre accusato l’Iran di aver trascinato gli Houthi yemeniti nel conflitto.

“Vedremo che cosa accadrà”, ha detto il segretario di Stato, esprimendo l’auspicio che il movimento filo-iraniano interrompa gli attacchi.

Escalation in Medio Oriente: nuovi raid del Centcom sull’Iran, Houthi rivendicano attacchi nel Mar Rosso

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver completato la dodicesima ondata consecutiva di attacchi notturni contro obiettivi militari sul territorio dell’Iran, con l’obiettivo dichiarato di ridurre ulteriormente la capacità di Teheran di minacciare la navigazione commerciale.

Secondo il Centcom, i raid hanno colpito capacità navali, depositi di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea. Dall’inizio del mese, le forze statunitensi hanno preso di mira decine di installazioni militari iraniane nell’ambito della campagna in corso.

Il comando ha inoltre riferito di proseguire il blocco marittimo nei confronti dell’Iran, precisando di aver finora dirottato nove navi mercantili e impedito a un’altra imbarcazione di entrare o uscire da porti iraniani. Oltre 50.000 militari americani sono attualmente dispiegati in Medio Oriente e restano in stato di massima allerta.

I nuovi attacchi contro obiettivi militari iraniani sono stati lanciati su ordine del Comandante in capo, il presidente Donald Trump.

Il Comando Centrale USA (Centcom) scrive su X: “La missione proseguirà con l’obiettivo di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare i marinai civili e le navi commerciali in transito nelle acque della regione”.

Secondo l’emittente “Sky News Arabia”, citando media iraniani, alcune esplosioni sono state segnalate nel porto di Mahshahr e nella città di Sirik, nel sud del Paese, oltre che ad Ahvaz, nell’Iran sud-occidentale. Una serie di infrastrutture iraniane sarebbero state prese di mira da un attacco missilistico statunitense.

Le milizie sciite Houthi dello Yemen, sostenute dall’Iran, hanno rivendicato attacchi contro due petroliere saudite in navigazione nel Mar Rosso, sostenendo di aver colpito le navi Layla ed Encelia con droni e missili perché avrebbero violato il blocco navale dichiarato dal gruppo.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale saudita, la petroliera Encelia è stata colpita durante la navigazione, provocando un incendio a prua. Tutti i membri dell’equipaggio sono rimasti illesi. Le autorità di Riad non hanno invece commentato la sorte della Layla.

Anche l’Ufficio britannico per le operazioni commerciali marittime (UKMTO) ha confermato un incidente nel Mar Rosso, riferendo che una petroliera è stata colpita da un “proiettile di origine sconosciuta” circa 70 miglia nautiche a sud-ovest della città saudita di Al Shuqaiq.

L’impatto ha causato un incendio, senza provocare vittime né sversamenti in mare. Le autorità stanno indagando sull’accaduto. Lunedì gli Houthi avevano annunciato un blocco navale contro le navi saudite in transito nel Mar Rosso in risposta agli attacchi subiti da Riad.

Attacchi alle basi USA in Kuwait

Le forze armate iraniane hanno annunciato di aver condotto attacchi con droni contro tre basi in Kuwait che ospitano assetti militari statunitensi. In una nota diffusa dai media di Stato, l’esercito iraniano ha affermato di aver colpito depositi, autocisterne di carburante e un deposito di munizioni nelle basi di Camp Doha, Ali al Salem e Camp Arifjan.

Intanto, secondo i media statali iraniani, due missili statunitensi avrebbero colpito durante la notte Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare civile del’Iran. Gli Stati Uniti avrebbero inoltre attaccato Shalamcheh, al confine con l’Iraq, provocando la morte di due persone.

Sempre in Kuwait i Guardiani della Rivoluzione iraniana (Pasdaran) hanno rivendicato nuovi attacchi contro installazioni militari statunitensi, affermando che le operazioni rappresentano una rappresaglia contro i raid subiti dagli Stati Uniti e non sono dirette contro il popolo kuwaitiano.

In una nota, i Pasdaran hanno affermato di aver colpito la base aerea di Ali al Salem, distruggendo un grande deposito di equipaggiamenti militari, un sistema di difesa missilistica Patriot e un hangar che ospitava droni statunitensi MQ-9.

Hanno inoltre sostenuto di aver attaccato alloggi per militari e due hangar per elicotteri nella caserma di Al Adiri, provocando vittime e ingenti danni a elicotteri e droni. Le rivendicazioni non sono al momento verificabili in modo indipendente.

Nel comunicato, i Pasdaran hanno anche sostenuto di aver preso di mira una torre per le telecomunicazioni in risposta ai raid statunitensi contro analoghe infrastrutture in Iran. Rivolgendosi direttamente alla popolazione del Kuwait, i Guardiani della Rivoluzione ha sostenuto che a violare la sovranità del Paese sarebbero “gli Stati Uniti, non l’Iran”, e che gli attacchi sono diretti esclusivamente contro basi controllate dalle forze statunitensi, e definendo tali installazioni “territori occupati” dagli USA.

I pasdaran colpiscono basi USA anche in Giordania

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato attacchi contro installazioni militari statunitensi in Giordania, affermando di aver distrutto un radar collegato al sistema di difesa antimissile Thaad.

Secondo l’emittente statale iraniana “Irib”, in una delle basi sarebbero stati colpiti e distrutti anche un sistema di difesa aerea Patriot, un altro radar e alcuni serbatoi di carburante. Teheran non ha precisato quali installazioni siano state attaccate né ha fornito elementi a sostegno delle proprie affermazioni.

I Pasdaran hanno inoltre dichiarato di rispettare “l’indipendenza, l’integrità territoriale e la sovranità della Giordania”, sostenendo che le operazioni sarebbero dirette esclusivamente contro le strutture militari degli Stati Uniti.

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