Home Opinioni Trump parlerà alla nazione: l’indiscrezione

Trump parlerà alla nazione: l’indiscrezione

0
Casa Bianca, nazione USA

Trump annuncia la declassificazione di nuovi dossier d’intelligence sul 2020: implicazioni strategiche, istituzionali e di sicurezza nazionale

L’annuncio di un discorso alla nazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dedicato alla presentazione di nuovi rapporti d’intelligence declassificati riguardanti presunte interferenze straniere nelle elezioni presidenziali del 2020, rappresenta un passaggio che merita un’analisi prudente e tecnica.

Secondo quanto anticipato dal giornalista Jake Traylor di MS Now, citando fonti anonime della Casa Bianca, i documenti riguarderebbero piani elaborati da Stati stranieri per influenzare il processo elettorale americano.

Al momento, tuttavia, il contenuto dei dossier non è stato reso pubblico e non è quindi possibile verificarne portata, attendibilità e rilevanza.

Negli Stati Uniti la declassificazione di documenti d’intelligence è un potere previsto dall’ordinamento, ma il suo utilizzo comporta sempre un delicato equilibrio tra trasparenza, tutela delle fonti informative e sicurezza nazionale.

La pubblicazione di materiale precedentemente classificato può avere diversi obiettivi:

• rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica;
• supportare decisioni politiche;
• correggere ricostruzioni ritenute incomplete;
• modificare il quadro informativo disponibile agli organi istituzionali.

Proprio per questo motivo ogni documento declassificato richiede successive verifiche tecniche, analisi indipendenti e confronto con le valutazioni dell’intera Intelligence Community.

Dal punto di vista dell’intelligence moderna è importante distinguere due concetti spesso confusi nel dibattito pubblico.

Le operazioni di interferenza possono comprendere:

• campagne di disinformazione;
• propaganda sui social network;
• cyberattacchi;
• operazioni di influenza;
• finanziamenti occulti;
• attività diplomatiche clandestine.

Dimostrare, invece, che tali attività abbiano modificato concretamente il risultato elettorale richiede standard probatori molto più elevati e metodologie statistiche estremamente complesse.

Negli ultimi anni il concetto di “information warfare” è diventato centrale nelle strategie delle grandi potenze.

Russia, Cina, Iran, Corea del Nord e altri attori sono stati frequentemente indicati dai servizi occidentali come protagonisti di operazioni di influenza informativa.

L’obiettivo non è necessariamente alterare il conteggio dei voti, bensì aumentare polarizzazione politica, sfiducia istituzionale e conflittualità sociale, elementi che rappresentano oggi veri moltiplicatori strategici.

Per questo il discorso annunciato dalla Casa Bianca potrebbe assumere un rilievo significativo, ma il suo reale valore dipenderà esclusivamente dai contenuti che saranno effettivamente declassificati e dalla possibilità che essi siano sottoposti a un esame tecnico, indipendente e verificabile.

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui