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TONI NEGRI, UN CATTIVO MAESTRO

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di Alessandro Roazzi

Devo dare atto al ministro Sangiuliano di aver sostenuto a proposito della morte di Toni Negri non solo di essere stato quel Negri un cattivo maestro, osservazione per me senza compiacimenti indubitabile, ma di tener conto anche della sua complessita’.

Direi non solo di quel mondo intellettuale ma anche di una epoca tanto controversa. Ad esempio malgrado l’estremismo con la sua violenza, lavoratori e forze sociali hanno fatto compiere comunque un gigantesco passo in avanti, civile, sociale, sul piano dei diritti e delle riforme, oltre ad aver sconfitto il terrorismo.

Oggi servirebbe l’opposto della violenza antisistema: una vera rivoluzione pacifica ma radicale che ponga nuovamente il problema di un legame stretto fra i valori dello umanesimo e comportamenti culturali e politici.

Negri a suo modo, lontanissimo dal mio, e gli intellettuali che la pensavano come lui ha usato la ricerca e la esperienza passata da stagioni della vita molto diverse, dalla azione cattolica alla autonomia operaia, per costruire un pensiero politico.

Adesso manca proprio ricerca e pensiero politico, agli antipodi dal suo, ma con il quale confrontarsi. E va constatato che al di la’ di un mediocre e fallimentare consociativismo con aggiunta di odio politico non si va. Anzi si va: a fondo.

Cosa penso di Toni Negri? Rispetto per la morte e constatazione che ha vissuto fino a 90 anni…mica poco. Ma francamente non riesco a considerarlo un pensatore di sinistra. Almeno la sx che vorrei veder rinascere, non quella che Prodi vuole …federare, quella non esiste…

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