
All’inizio di un anno in cui dovrà affrontare il suo primo vero test dell’opinione popolare alle elezioni del Parlamento europeo di giugno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni spera in un andamento positivo dei dati sulla crescita che verranno pubblicati la prossima settimana.
Come evidenzia il settimanale britannico “The Economist”, la premier ha assunto il suo mandato in una fase in cui la ripresa dell’economia, duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, era destinata a esaurirsi e ha dovuto affrontare nuovi venti contrari, in particolare la crisi energetica causata dall’invasione russa dell’Ucraina. Per la premier, poi, c’è da affrontare il dossier migratorio: il dato degli sbarchi dalla rotta del Mediterraneo è salito a 157.652 l’anno scorso, un aumento del 50 per cento rispetto al 2022, e il governo ha quindi deciso di affrontare “di petto” il dossier, riportando la questione anche al centro del dibattito europeo.
Per il resto Meloni è solidamente al comando e la sua coalizione ha un’ampia maggioranza e rimane unita, nonostante alcune divergenze, le ultime incentrate sulle candidature in vista delle imminenti elezioni regionali.
Meloni, peraltro, può contare anche sui rapporti positivi con gli alleati della Nato.
“L’Italia – si legge sul settimanale britannico – ha garantito un sostegno caloroso, e armi, all’Ucraina, e un appoggio piuttosto moderato a Israele. Ha anche reso Bruxelles abbastanza felice da consentire alla Commissione europea di continuare a erogare regolarmente le tranche dei 194 miliardi di euro (211 miliardi di dollari) assegnati all’Italia dal Fondi di ripresa post Covid-19 dell’Ue, di gran lunga la cifra più alta destinata a qualsiasi Stato membro”.
Fra i dubbi rilevati dalla testata c’è la capacità di spendere correttamente questi fondi, un obiettivo che dovrebbe essere accompagnato da una serie di riforme strutturali. Non a caso, ricorda “The Economist”, “uno dei maggiori ostacoli all’attività produttiva – e agli investimenti diretti esteri – è il ritardo che le imprese incontrano nella risoluzione delle controversie e nel recupero dei crediti”.
Il settimanale britannico ricorda come il governo sia “ripetutamente intervenuto” nel tentativo di “limitare l’impennata dei prezzi su alcune rotte aeree e di imporre una tassa sugli extra profitti delle banche derivanti dall’inflazione”, così come è in programma un intervento volto a “diminuire l’influenza degli investitori diretti esteri” nelle aziende italiane.
Tutto sommato, secondo l’analisi del “The Economist”, “fra tutti i Paesi europei, l’Italia è per una volta tra quelli che destano meno preoccupazione. Ma le maggiori sfide del suo governo risiedono soprattutto nel futuro. Deve trovare un modo per frenare l’immigrazione illegale se vuole tranquillizzare i suoi elettori, e spendere i soldi per la ripresa più velocemente se vuole compiacere Bruxelles”. Soprattutto, conclude il giornale britannico, il governo ha bisogno di adottare una strategia per la crescita che vada oltre il semplice apporto di denaro proveniente da Bruxelles.





