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CONTE, IL BUE DICE CORNUTO ALL’ASINO

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di Gianvito Caldararo

Il continuo scontro tra Conte del M5S e le forze del centrodestra fa rivivere uno dei più diffusi proverbi italiani, che affonda le sue radici nella tradizione popolare e del mondo contadino, dalla quale deriva tanta autentica saggezza. Il bue che dice cornuto all’asino è colui che vede i difetti degli avversari, deridendoli e criticandoli, senza rendersi conto o facendo finta di avere gli stessi difetti, se non addirittura peggiori. In questo caso il bue dice cornuto all’asino non rendendosi conto che in realtà al contrario dell’asino, lui le corna le ha davvero, ma o non può vederle o fa finta di non vederle.

Questo vecchio proverbio è una splendida metafora di quello che da tempo avviene tra Conte del M5S e gli esponenti del centrodestra. L’on. Conte, noto come l’avvocato del popolo, con la schiera dei suoi fedelissimi, non perde occasione per mettere in ridicolo alcuni esponenti del centrodestra. Non manca di sottolineare l’intervento del ministro dell’istruzione, il docente universitario Valditara, il quale durante un incontro con le scuole, sostiene che l’umiliazione è un fattore educativo e di crescita.

Un intervento che fu anche aspramente criticato da psicologi e pedagogisti, al punto che il ministro fece marcia indietro, affermando che è stata una ” provocazione”. Un altro personaggio preso di mira dai pentastellati è il ministro alla cultura, Sangiuliano, quello che ci tiene a far sapere che è laureato in giurisprudenza, che durante una iniziativa del partito di Fratelli d’Italia, ha l’ardire di dire: Dante fondatore del pensiero di destra. Una colossale bugia tanto infondata quanto ridicola.

Ma la cosa più divertente del ministro Sangiuliano.  è stata quando partecipando al Premio Strega dichiara di aver votato per i libri finalisti ma facendo intendere di non averli letti. In questa carrellata di personaggi tanto strani e superficiali, non poteva mancare il ministro Lollobrigida, cognato di Giorgia Meloni, il quale intervenendo al congresso della Cisal, afferma: Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada, cioè della ” sostituzione etnica “.

E apriti cielo le pesanti critiche piovute addosso al ministro da ogni parte. A distanza di tempo si renderà protagonista di far fermare il treno sul quale viaggiava, perché in ritardo e con il rischio di giungere fuori orario ad un appuntamento istituzionale. In questa circostanza, alcuni esponenti della minoranza hanno chiesto le sue dimissioni. Naturalmente il centrodestra non resta con le mani in mano, e comincia a fare l’elenco dei tanti esponenti del M5S che hanno prodotto atti e dichiarazioni davvero divertenti e anche prova della loro inettitudine e incompetenza.

Al M5S gli ricordano la proposta di legge di ben 16 parlamentari pentastellati che chiedevano di fermare le importazioni di “grano saraceno “, convinti che si trattasse di grano straniero, nel mentre è uno dei principali grani italiani. Il centrodestra continua a picchiare e sottolinea la posizione assunta da un sottosegretario di stato del M5S, l’on. Sibilia, che afferma che lo sbarco sulla luna è “una farsa” e un  “episodio controverso “. Come pure un altro autorevole pentastellato, il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano, che dopo le forti esplosioni a Beirut, capitale del Libano, manda “un abbraccio agli amici libici”.

Non poteva mancare il leader del M5S, Luigi di Maio, che di gaffe ne ha compiute una bella nidiata, quali : a) Rivolto al governatore della Puglia, Michele Emiliano, esordisce chiedendogli ” che state facendo per Matera “, ignorando che Matera è una provincia della regione Basilicata e non della Puglia. Clamorosa fu anche quando chiamò il presidente della Cina, Xi Xinping, semplicemente “la presidente Ping”. Oppure quando confuse Pinochet in Venezuela e non del Cile.

Ma la cosa che resta appiccicata al personaggio Di Maio, che in pochi anni raggiunge incarichi prestigiosissimi (vice presidente del consiglio, ministro allo sviluppo economico e al lavoro ed infine alla poltrona di ministro degli esteri) è la frase detta dopo l’approvazione della legge sul reddito di cittadinanza: “Abbiamo abolito la la povertà”. Ma il centrodestra non poteva non mettere nel mirino il leader del M5S, Giuseppe Conte, quando pubblicò il suo curriculum vitae e inserì che dal 2008 al 2012 aveva soggiornato presso la New York University per perfezionare e aggiornare i suoi studi.

Jason Horowitz, giornalista del New York Times, ha contattato l’Università che ha risposto: “Una persona con questo nome non compare nei nostri archivi né come studente né come membro di facoltà”. Un duro colpo per l’avvocato del popolo, che per un politico americano scoperto di aver detto una bugia è la fine della sua carriera. Da noi in Italia, invece, uno diventa presidente del Consiglio e continua a fare il leader del M5S.

Questo è quanto si rinfacciano i vari leader politici, evidenziando il continuo degrado nel quale è caduta la politica italiana. Di come dei veri e propri sprovveduti e incompetenti raggiungono prestigiosi incarichi di governo e istituzionali. Un degrado che appare inarrestabile e sempre più grave. Di fronte a questi scontri e contestazioni, è proprio il caso di ricordare un altro proverbio italiano: “Da che pulpito viene la predica”. Ma questa è un’altra storia. Povera Italia.

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  • Redazione

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