
Grazie alla follia dell’Unione Europea, guidata dalla tedesca Ursula von Leyen, sorretta dal Partito popolare, dai socialisti, dai liberali e dai verdi, il Vecchio Continente rischia di diventare terreno di conquista del Dragone.
La rigidità dei socialisti e dei verdi sulle norme previste per le emissioni per il 2025, infatti, fanno sì che le case automobilistiche europee, guidate dalla Volkswagen, rischino di dover sborsare centinaia di milioni di euro ai produttori cinesi di veicoli elettrici per l’acquisto di crediti di carbonio, nel tentativo di evitare le pesanti multe previste per quast’anno.
In base alla normativa europea – ricorda il Financial Time -, le case automobilistiche sono obbligate a ridurre le emissioni medie di CO2 delle loro flotte a 93,6 grammi per chilometro entro il 2025, e le aziende che supereranno questo limite saranno soggette a una multa di 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso, moltiplicata per ogni auto venduta. Secondo gli analisti – scrive il Financial Times -, molte case automobilistiche dell’Ue si trovano di fronte a una scelta: accelerare la vendita di veicoli elettrici abbassandone i prezzi (e che comunque nessuno compra), pagare miliardi di euro di sanzioni o acquistare crediti di carbonio da produttori meno inquinanti. Tra i principali beneficiari di questa strategia ci sono i produttori cinesi come Byd, che vantano una solida posizione nel mercato europeo dei veicoli elettrici e dispongono di ampi pool di crediti da vendere e, come al solito, la finanza, in quanto i certificati verdi si intermediano sul mercato di Londra.
Secondo quanto riferisce il “Financial Times”, una delle soluzioni che molti gruppi sta adottando è il cosiddetto “pooling”, che permette di calcolare la media delle emissioni tra flotte di diverse aziende operanti nell’Unione europea.
Gli analisti avvertono tuttavia che il costo dei crediti potrebbe ammontare a centinaia di milioni di euro per alcune case automobilistiche europee, in ritardo nella transizione verso la mobilità elettrica, e che l’accordo renderà meno competitiva l’industria europea, favorendo i rivali cinesi in un momento in cui Bruxelles ha imposto tariffe più alte sui veicoli elettrici cinesi per proteggere le case automobilistiche europee.
Jens Gieseke, un deputato di centro-destra del Parlamento europeo – riporta il “Financial Times” -, ha affermato che l’Ue ha commesso un “errore” nel consentire il pooling con le case automobilistiche statunitensi e cinesi, in quanto ciò potrebbe avvantaggiare i rivali delle case automobilistiche europee.
Per l’analista di Ubs Patrick Hummel, secondo quanto scrive il quotidiano britannico -, lo Stato tedesco della Bassa Sassonia detiene una partecipazione del 20 per cento in Vollkswagen, mentre Renault è per il 15 per cento di proprietà del governo, il che rende la condivisione dei gruppi con le case automobilistiche cinesi un argomento politicamente sensibile.
Tutto ciò avviene mentre, guarda caso, la Spagna accelera lo spegnimento delle centrali nucleari, in omaggio alle direttive ideologiche della socialista Teresa Ribera, ora commissario europeo.
Che le direttive della Ribera siano ideologiche lo dimostra il fatto che la Francia sta costruendo un altro reattore accanto ai 52 già attivi e che a livello globale sono in costruzione oltre 70 gigawatt di nuova capacità nucleare, uno dei livelli più alti degli ultimi 30 anni.
Sta di fatto che anche qui, dei 52 reattori nucleari in costruzione nel mondo dal 2017, 25 sono di progettazione cinese, fatto per il quale, se l’Europa continua a bloccare il nucleare, ancora una volta favorirà le aziende cinesi, comprese quelle che costruiscono le centrali, che si troveranno ad essere superate tecnologicamente da quelle del Dragone.
In Germania le centrali nucleari hanno chiuso i battenti il 15 aprile 2023, ovviamente sotto la guida all’estinzione del Governo Sholz, composto da verdi, socialisti e liberali.
Vivere sotto il ricatto ideologico di socialisti e verdi è un problema che ci riguarda, ma che non può noin riguardare il Partito popolare europeo, che li sostiene in Europa.
Considerando che, nonostante i tentativi di invalidare elezioni e di contrastare partiti, gli europei, stanchi di ideologie folli si spostano a destra, c’è da chiedersi per quale motivo il Partito popolare europeo non capisca che è ora di cambiare, di dare una svolta netta e decisa ad un’Europa in fase di estinzione economica, mandando a casa, una volta per tutte, verdi e socialisti e cespugli vari di similare linea politica ideologica.
Tutto questo, mentre a livello mondiale sta cambiando anche la manfrina del clima e della CO2.
Il senato dello Stato del Wyoming ha appena presentato un disegno di legge con lo scopo di dichiarare che l’anidride carbonica non è un inquinante ma una sostanza benefica.
La CO2, afferma il disegno di legge è un nutriente fondamentale per tutta la vita sulla terra.
Questo disegno di legge emerge in un contesto dove, a livello globale, si discute ampiamente sulla cattura e stoccaggio del carbonio come parte delle soluzioni per mitigare il cambiamento climatico.
Il Wyoming sostiene una verità che una volta si studiava alle elementari e cioè che la CO2 è fondamentale nel processo fotosintetico delle piante.
Il dibattito intorno a questa legislazione mette in luce le tensioni tra politiche ambientali, interessi economici locali e percezioni scientifiche sul ruolo dell’anidride carbonica.
È importante notare che questa legge proposta non è isolata ma riflette un più ampio spettro di opinioni politiche e scientifiche sul tema del cambiamento climatico e su come affrontarlo.
La proposta di legge del Senato del Wyoming sul biossido di carbonio, intitolata “Make Carbon Dioxide Great Again”, contiene diversi punti chiave:
Riclassificazione del biossido di carbonio:
La legge dichiara che “il biossido di carbonio non è un inquinante e che è una sostanza benefica”, stabilendo nella legge del Wyoming che il biossido di carbonio “non deve essere designato o trattato come inquinante o contaminante”.
Abrogazione dei mandati sulla cattura del carbonio:
La proposta abroga i mandati statali che obbligano le utilities a modificare le centrali elettriche a carbone obsolete con tecnologie di cattura, utilizzo e sequestro del carbonio (CCUS) invece di dismetterle. Questo annullerebbe gli sforzi legislativi precedenti volti a ridurre le emissioni di carbonio dalle centrali a carbone.
Affermazioni scientifiche e mbientali:
La legislazione afferma che il biossido di carbonio è “un nutriente fondamentale necessario per tutta la vita sulla Terra”, suggerendo che un aumento dei livelli di CO2 potrebbe portare a una maggiore prosperità della vita. Sostiene che le piante necessitano di biossido di carbonio per prosperare e che più CO2 è disponibile, meglio la vita può fiorire.
Implicazioni economiche e politiche:
La legge mira a proteggere i consumatori dal costo delle tecnologie di cattura del carbonio, che sono state criticate per il loro alto onere economico senza significativi benefici ambientali. Propone di spostare l’attenzione dalla riduzione delle emissioni di CO2 al riconoscimento e all’utilizzo del CO2 per scopi benefici come il recupero migliorato del petrolio.





