Home Politica estera SPAGNA SINEDDOCHE D’EUROPA

SPAGNA SINEDDOCHE D’EUROPA

0

Prima di entrare nel merito della questione è necessaria una premessa.

Leggere sulla stampa italiana, con qualche rara eccezione, analisi su quanto avviene in Spagna è davvero come cercare un ago in un pagliaio. Gli analisti (si fa per dire) sono impegnatissimi a occuparsi del pollaio di casa nostra, traducendo quanto avviene in Spagna nella sconfitta di Giorgia Meloni, nella necessità di un governo Ursula anche dopo le elezioni europee, nel fatto, in buona sostanza, che la destra è sconfitta e che Pedro Sanchez è il portabandiera dell’inossidabilità al timone d’Europa dei Democratici & Socialisti, dei quali è parte il Pd. Per dirla in sintesi, in Spagna ha vinto il Pd, cosicché a Felipe VI non resta che convocare Elly Schlein per conferirle l’incarico di formare il nuovo governo.

Usciamo da Hollywood e approdiamo alla realtà. Comunque vada a finire in Spagna, il tema di fondo è che sia Sanchez, sia Fejòò devono fare i conti con i partiti indipendentisti, senza i voti dei quali non c’è alcun governo possibile.

In particolare, sia Sanchez, sia Fejòò devono fare i conti con Carles Puigdemont y Casamajó, politico e giornalista spagnolo, presidente della Generalitat de Catalunya dal 12 gennaio 2016 al 28 ottobre 2017, giorno del commissariamento regionale, il quale è attualmente in esilio e per il quale la Procura della Corte suprema spagnola ha chiesto il giorno dopo la proclamazione dei risultati elettorali nuovamente l’arresto.

A quanto pare le trattative sono in corso, ma un incarico per formare un nuovo governo potrebbe andare per le lunghe: sicuramente a dopo le ferie agostane e forse in autunno.

Nel frattempo l’esecutivo Sanchez starà in carica per curare gli affari correnti e potrà guidare la Presidenza di turno del Consiglio europeo e gestire i fondi europei.

La legge spagnola impedisce, infatti, a un governo chiamato a svolgere gli affari correnti, qual è ora quello di Sanchez, di legiferare ed emanare decreti, ma la stessa norma assicura ampi margini all’esecutivo per prendere decisioni, a patto di giustificare la loro urgenza e necessità, nel caso in cui ci siano “motivi di interesse generale”. E la materia europea rientra pienamente in questi margini.

Non è da escludere che tra un tira e un molla si arrivi, con gli affari correnti, a dicembre, consentendo così a Sanchez di stare alla presidenza del Consiglio europeo, cosa che interessa sommamente a Democratici & Socialisti e alla Commissione Ursula.

Fin qui lo stato dell’arte e le prospettive, ma le elezioni spagnole hanno posto in evidenza la questione che travaglia la Spagna e che è anche la questione di fondo dell’Unione Europea: il federalismo.

La Spagna ha in sé comunità che hanno lingue, storie, persino etnie diverse. Ci sono i baschi, che hanno anni addietro chiesto e in gran parte ottenuto una larga autonomia, dopo una lotta anche cruenta. Ci sono i catalani, che chiedono autonomia e, addirittura l’indipendenza. Ci sono poi le comunità valenziana, galiziana, canaria. Non dimentichiamo che l’Andalusia è stata per secoli araba e si è costituita in comunità autonoma in base alla Costituzione spagnola del 1978, che riconosce e garantisce il diritto all’autonomia delle nazionalità e delle regioni spagnole.

La regolamentazione delle Comunità autonome è stabilita dall’articolo III della Costituzione ma, con accenti diversi e con modalità diverse, le singole Comunità si rapportano allo Stato centrale con rivendicazioni a loro volta diverse.

Nel caso della Catalogna, negli scorsi anni, si è arrivati alla vera e propria richiesta di indipendenza dalla Spagna e qui, anche in considerazione del fatto che ora si chiede agli indipendentisti e ai catalani, in particolare, di votare un governo centrale, si pone la questione di fondo che fa della Spagna la sineddoche d’Europa.

Sanchez e Feijòò possono giocare a rimpiattino con il problema, ma la questione sul tappeto è quella di passare da uno Stato centrale ad uno Stato federale, probabilmente unico modo per contemperare le esigenze di mantenere unita la Spagna e di soddisfare le esigenze delle Comunità.

Il tema è (Spagna parte per il tutto), anche quello all’ordine del giorno dell’Unione Europea, la quale è nata al contrario, ossia senza una Costituzione, senza un vero governo, sulla base di accordi economici e monetari e, diventata, nel tempo, con Maastricht la proiezione del IV Reich economico e il giardino della finanza, anche grazie all’alleanza del Ppe con i Democratici & Socialisti. Alleanza che nel tempo si è dimostrata un disastro economico e politico.

Ora in Europa si tratta di passare dalla finanza alla politica, di riportare la palla al centro chiudendo la fase di Maastricht che ha reso l’Unione Europea prima la proiezione della Germania e ora il megafono della Nato, per riprendere il cammino federativo.

Sanchez e Feijòò possono attuare il gioco delle tre carte all’infinito, ma il nodo spagnolo rimarrà sul tavolo e la realtà, tutte le volte, come questa volta, busserà alla porta chiedendo di essere ascoltata e accolta. Oggi ha il volto di Carles Puigdemont y Casamajó, in altri tempi ha avuto quello dell’ETA, sigla di Euskadi Ta Askatasuna («Nazione basca e libertà»), domani potrà avere altri volti più o meno cruenti, ma i problemi non si risolvono nascondendoli sotto il tappeto.

Forse, anche in Italia, dovremmo discutere di questo, ossia di come potrebbe essere un’Europa federativa che, proprio perché tale, potrà stemperare anche le richieste di autonomia che si agitano all’interno degli Stati nazionali.

Avviso ai naviganti: il Pd non sarà convocato dal re di Spagna per le consultazioni. I giornaloni se ne facciano una ragione.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui