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SOLIDITA’ DELLE BANCHE E TEXAS RATIO

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SOLIDITA’ DELLE BANCHE E TEXAS RATIO

Di Raffaele Vairo 

 

Lo stock di crediti deteriorati nei bilanci delle banche Ue (il termine anglosassone è non-performing loans o in sigla NPL) anche se significativamente minore rispetto al recente passato, nel primo trimestre del 2023 è salito dell’1% in relazione all’ultimo trimestre 2022, passando da 355 miliardi a 357 miliardi di euro. Tuttavia, in base agli ultimi dati disponibili, pare che la tendenza all’aumento di questi “crediti marci” continui. Gli analisti al fine di circoscriverne e definirne l’impatto sul sistema bancario e finanziario ricorrono, sempre più spesso, a un indice statunitense: il Texas Ratio.

Il Texas Ratio è un indicatore elaborato negli anni 80 del secolo scorso dal banchiere Gerard Cassidy, per la valutazione delle banche dello Stato americano, dopo una catena di fallimenti che ne aveva mandato in default alcune centinaia a seguito di una grave crisi immobiliare. Trattasi un indice di natura patrimoniale che misura la solidità di una banca. È dato dal rapporto tra i  crediti deteriorati e il capitale netto tangibile (ovvero il capitale al netto delle immobilizzazioni immateriali) sommato alle riserve accantonate per fronteggiare le perdite sui crediti.

Al riguardo occorre ricordare l’uso diffuso, anche, del Texas Ratio “Modificato” che al numeratore mette gli NPL sottraendo da essi i prestiti garantiti dallo Stato e da enti pubblici e aggiungendo l’ammontare dei beni immobili posseduti. Al denominatore nell’indice modificato vanno invece il patrimonio netto tangibile più le riserve di bilancio per le perdite su crediti. Quando l’indice in argomento è inferiore all’unità, significa che il patrimonio tangibile supera i crediti a rischio e la banca è in grado di far fronte all’eventuale perdita di questi crediti.

Va precisato che i crediti deteriorati vanno considerati come crediti deteriorati netti, ossia al netto delle rettifiche di valore e degli accantonamenti di bilancio che, nel tempo, le banche hanno effettuato per tenere conto dei rischi connessi a eventuali insolvenze. Sul piano tecnico i crediti deteriorati vengono classificati  in ordine decrescente di “gravità”: sofferenze, partite incagliate, crediti scaduti e/o sconfinanti deteriorati e crediti ristrutturati.

Per quanto fornisca un’indicazione sulla solidità di una banca, il Texas Ratio va comunque letto e interpretato insieme ad altri importanti indici: il Common Equity Tier 1, il Leverage e il Total Capital Ratio. Ma questo ancora non basta! Per avere un quadro sufficientemente completo dello “stato di salute” dell’impresa bancaria occorre, inoltre, tener conto di altri importanti indicatori: la qualità dell’attivo, la redditività, la liquidità e l’efficienza direzionale della banca.

L’interpretazione dei risultati è la fase più complessa di tutta la procedura di analisi e deriva da una lettura degli indici composti a sistema, cioè considerati e identificati nelle loro mutue relazioni, nei vincoli logici e matematici che li legano, piuttosto che dall’esame di uno o pochi dati isolati.

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  • Redazione

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