
di Alessandro Roazzi
Questo Sinner mi sta simpatico ma non ne facciamo un mito di “buona vita”. Ha “sconfitto” l’onnipotenza di Sanremo ma perché tiene a stare in forma e puntare il primo posto della graduatoria dei migliori tennisti del mondo.
Vuol dire sacrificarsi e continuare ad incassare bei soldi. Essendo un ragazzo intelligente che ha lavorato sodo per arrivare dove e’ (temporaneamente) ha ragione lui.
Ma un esempio è altra cosa: offrire opportunità’ ai giovani per il momento è’ il contrario di quella che Sanremo gli offriva: consacrare il successo come una effimera vetrina.
Del resto in un mondo normale che guarda al futuro prima dovrebbe venire…la consacrazione della dignità’ delle persone che si dovrebbe ottenere con il sacrificio, la raggiunta competenza e conoscenza di quello che si fa e naturalmente porte aperte sul serio alla realizzazione dei propri obiettivi.
Altro che Sanremo per…pochi eletti. Questo semmai sarebbe un residuato di…berlusconismo accettato, acqua in bocca dalle sinistre sopravvissute al 1992 da superare per sempre.
Anche perché non puo’ non preoccupare il fatto che sempre più lavoratrici e lavoratori considerano la propria occupazione, senza slancio, un modo per campare senza soverchie illusioni.
Un simile atteggiamento incoraggia il declino altro che…ascolti.
Residenze fiscali a parte.





