Il desolante scenario della politica italiana
Riepiloghiamo. Meloni, forse utilizzando le ginocchiere donatele dai ragazzini di Conte, si è inginocchiata davanti a Trump per chiedergli una foto.
Eppure Trump le aveva detto di stare cheta, di averla già appagata dandole un saluto che non aveva nessun dovere di darle.
Ora è in atto una polemica perché Trump ‘sta cosa l’ha rivelata, anzi se ne è gloriato.
Strappo diplomatico: Tajani resta a casa offeso. E qui in casa da noi la conclusione è evidente: è stata offesa l’Italia e, dunque Meloni, deve dimettersi. Stavolta senza prima passare a riferire alle Camere.
Qualsiasi cosa ci sia dietro questo episodio, nei fatti, poi, la sua caratterizzazione in chiave politica e logica da taverna sovrasta tutto.
Mi sembrava un’occasione per riflettere sull’alternativa alle guerre. Va costruita ai tavoli di mediazione dove prima di ogni altra cosa bisogna capire cosa succede. E io guardo a cosa accade da noi.
Una riflessione sui rapporti con Trump, che è comunque “gli USA”, no?
Una riflessione che dopo Mattarella e Papa Leone ora tocca a Meloni, no?
Una comparazione tra gli attuali sorrisi dopo la “voce grossa” di alcuni leader europei, – tipo Starmer, Merz, Macron dei quali io ricordo perfettamente cosa ha detto Trump – e la pazienza di Zelensky che con Trump mantiene rapporti dopo essere stato “umiliato” e di contro la posizione di linearità tenuta da Meloni, no?
Una riflessione che forse era sbagliato pensare a Meloni succube di Trump e come questo abbia influenzato giudizi nazionali e internazionali sino a renderli sbagliati, no?
Un pensiero, anche solo accennato, vista la “pericolosità” del comportamento di quest’uomo che governerà l’America ancora per due anni, su come riparare ai danni fatti da Trump, non quelli diplomatici ma quelli concreti fatti con la sua visita in Cina, con l’accordo con l’Iran, con i penultimatum sull’Ucraina, con l’abbandono di Israele al suo destino, creando situazioni esplosive, quello no?
Un fiorire di polemiche, che chiamare pretestuose le nobiliterebbe. Si pongono allo stesso livello delle discussioni internazionali in corso, che vedono contrapporsi guerre vere e trattative farlocche, tutte “chiacchiare e distintivo”, tutta scena e niente costrutto, tenute da media-attori e non mediatori. In questo noi brilliamo.
No: non è “Questa sera si recita a soggetto”. È il mondo reale come abbiamo deciso di guardarlo e di giudicarlo. Di chiacchierarci su.
Di affrontarlo non se ne parla neppure.





