Violenze, mobilitazione e rivendicazioni ma la stampa minimizza ed esalta il ritorno degli studenti francesi alla partecipazione politica
Come prevedibile, data la prevalenza della cultura progressista da cui nasce, è partito il rito collettivo della beatificazione dei giovani.
Sull’onda delle proteste in Francia molti commentatori minimizzano il ruolo di chi ha aizzato i giovani e di chi ha organizzato la guerriglia con la polizia, esaltando, con enfasi, il ritorno dei giovani alla partecipazione politica.
Cioè, nessuno si era accorto, tranne gli studenti, che la situazione delle scuole francesi era talmente esplosiva da suscitare il caos e l’insurrezione in atto.
Ma veramente?
E i teppisti arrivati dalle periferie?
E gli specialisti della guerriglia con le loro attrezzature e le loro tattiche?
E quello – si dice quindicenne – che ha spruzzato gas infiammato su una donna?
E gli incendi che hanno punteggiato le manifestazioni?
E i 600 agenti feriti (ce ne vuole per ferire un poliziotto con quelle armature)?
Gli attempati giovanilisti lo sanno che quell’organizzazione di tipo militare va pensata e preparata prima?
Per loro conta che gli adolescenti improvvisamente si sono accorti che le aule sono piccole e si sono ribellati perché vogliono studiare moltissimo. E gli adulti dietro a scodinzolare eccitati.
Demenziale.
L’Occidente è malato.
In Asia cioè Cina, Giappone, Corea i giorni cruciali per gli studenti sono avvolti da un’aura di sacralità. Ci si prepara con accanimento per mesi e mesi per essere ammessi all’università o per affrontare gli esami nelle scuole superiori. I giovani sanno che il loro compito è studiare.
Da noi no, i quindicenni salgono in cattedra furibondi, perché manca un docente e, non sapendo come esprimere la loro frustrazione, si sfogano nel modo che vediamo in Francia.
In questo modo sta passando il tempo che la storia ci ha concesso per andare avanti. Andremo indietro, ormai è certo.
Una società che adora i suoi cuccioli che sfasciano tutto senza nemmeno avere una personalità formata è giusto che finisca.
Chi ci sostituirà si è già capito. Saranno persone con quattro idee in testa prese dal testo sacro, persone che sanno chi sono e cosa vogliono.
Vedo tempi duri per le nostre complessità, incluso il mondo LGBTQIK+, e vedo tanti adolescenti che prenderanno tanti schiaffi dai genitori senza nessun Telefono Azzurro da chiamare e senza più giornalisti in TV ad amplificarne le gesta.





