L’Europa decadente, invece, si illude di governarla
La dittatura comunista cinese chiude moschee, abbatte minareti.
La Cina sta chiudendo numerose moschee trasformandole in fienili per allevare galline come strumento per combattere il radicalismo.
La Cina considera ufficialmente l’Islam radicale una “malattia mentale”.
È una dittatura. E come tale va denunciata, senza ambiguità.
Ma c’è un paradosso geopolitico che merita una riflessione.
Persino Pechino considera l’estremismo islamista una questione strategica.
E l’Europa?
Una parte della sinistra europea continua a presentare il multiculturalismo come un successo inevitabile, l’immigrazione come una soluzione universale, il gender come una conquista e il Green Deal come la nuova frontiera della civiltà.
Balle. Siamo isolati dal resto del mondo. Rappresentiamo un modello di società fallimentare, vecchio, decadente. Il resto del mondo ci odia o ci deride per questa utopia fuori dalla realtà.
Chi ha deciso che il modello Europeo rappresenti la modernità e il progresso?
Essere moderni non significa rinunciare alle proprie radici.
Essere democratici non significa ignorare i problemi dell’integrazione.
Essere liberi non significa dover cancellare la propria identità, storia, cultura, religione, tradizione.
La Cina reprime.
L’Europa deve difendere la libertà.
Ma difendere la libertà non significa rinunciare a governare i propri confini, a contrastare l’estremismo e a tutelare la propria cultura.
Il progresso non si misura da quante tradizioni abbiamo demolito, ma da quanto futuro siamo capaci di costruire senza perdere noi stessi.
Un modello politico che si proclama avanguardia, ma non sa rispondere alle paure, ai bisogni e alle aspirazioni dei propri cittadini, rischia di diventare il passato che pretende di combattere.
Non vogliamo la dittatura cinese. Non vogliamo nemmeno un’Europa senza identità.
Vogliamo un’Europa libera, sovrana, coraggiosa, mediterranea, cristiana, mai musulmana.





