Meloni: “La sospensione di Schengen per tutelare la sicurezza nazionale”
Saggia decisione. L’Italia blocca le frontiere con la Spagna chiudendo i confini marittimi e aerei e rafforzando i controlli in prossimità della Francia.
La scelta piace alla Finlandia e alla Danimarca, mentre Londra offre aiuto a Madrid e il Dipartimento di Stato USA attacca la politica di Sanchez che ha «incoraggiato l’immigrazione illegale».
La presidente della Commissione UE Von der Leyen Da Ceuta parla di «immagini inaccettabili», mentre da Bruxelles assicurano che «tutti i controlli Schengen sono operativi».
“Il Governo – ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione”.
“Difendere i confini – ha sottolineato Giorgia Meloni – significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.
La misura della sospensione di Schengen con la Spagna, prosegue la premier, “sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”.
Parallelamente alla decisione di sospendere Schengen con la Spagna, “l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso”.
Commenti positivi alla decisione di Giorgia Meloni arrivano dal leader di Forza Italia Antonio Tajani e dal leader della Lega Matteo Salvini.
“La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna – ha detto Tajani – è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile. La crisi dei migranti a Ceuta ci ricorda che la gestione dei confini dell’Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l’uno verso l’altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell’UE, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze”.
“Bene così. Passa la linea Lega”, ha commentato Matteo Salvini.
I giornali spagnoli hanno commentato in modo polarizzato la crisi migratoria a Ceuta, che ha visto di decine di migliaia di persone (stime intorno ai 49.000 – 60.000) arrivate da Marocco a nuoto e a piedi a Ceuta, causando decine di morti.
Le testate di centrodestra (ABC, El Mundo, Okdiario e simili) usano spesso termini come «invasión», «asalto» o «avalancha». Criticano duramente il governo Sánchez per la risposta lenta (ore di “paralisi” prima del dispiegamento militare), accusano il Marocco di permissività o di aver consentito l’ingresso (paragonato alla crisi del 2021) e sottolineano la prevalenza di giovani uomini, il caos in città (negozi chiusi, risorse al collasso) e la minaccia alla sovranità.
Chiedono emergenza nazionale, chiusura frontiere e interventi più decisi. Politici di opposizione (PP, Vox) e commentatori riprendono queste tesi, parlando di crisi di sovranità ed “effetto richiamo” delle politiche migratorie.
El País (più progressista) predilige un linguaggio di «avalancha de inmigrantes», «entrada masiva» o «crisis migratoria». Si concentra sugli aspetti umanitari (morti, centri saturi, emergenza dichiarata a livello locale), sulle conseguenze diplomatiche e sulle azioni del governo.
ABC titola e descrive scene di “Ceuta invadida por miles de magrebíes”, con giovani (soprattutto maschi) che entrano in massa e la città “presa” da loro. El Mundo parla della “maggiore crisi alle frontiere” legata alla “permisividad de Marruecos” e alla lentezza del governo, con dettagli su migliaia di ingressi, cadaveri e ritardo nel rafforzamento delle forze.
Okdiario e media affini usano sistematicamente “invasión migratoria”, collegandola a critiche a Sánchez e a possibili pressioni marocchine. El País segue in diretta le entrate, i decessi (decine), le tensioni con l’Italia e il rischio per le relazioni con Rabat, ricordando precedenti e accordi migratori.
Ceuta è allo stremo: 60 mila migranti in 24 ore hanno raggiunto l’enclave iberica in Marocco, molti via mare dove almeno 57 persone hanno trovato la morte. Oltre 48mila sono già stati rimpatriati.
Sanchez punta il dito contro «mafie e trafficanti», ma dovrebbe guardarsi allo specchio, visto che non più tardi di qualche giorno fa ha avviato una regolarizzazione straordinaria che concede permessi di soggiorno e lavoro (residenza legale).
500.000 immigrati irregolari già presenti in Spagna. La misura offre un permesso di residenza e lavoro rinnovabile (inizialmente di un anno), a chi dimostri di aver vissuto in Spagna per un periodo minimo (circa 5 mesi alla data di riferimento di fine 2025), non abbia precedenti penali e presenti domanda entro i termini (apertura ad aprile 2026, chiusura fine giugno).
Le stime ufficiali parlavano di circa 500.000 beneficiari potenziali; le domande hanno superato il milione (con dibattiti su possibili irregolarità o arrivi successivi alla data di cutoff).
È ovvio, lo capiscono anche i bambini, che il provvedimento di regolarizzazione crea un’aspettativa ed è usato politicamente.
Non a caso l’argomento dell'”effetto chiamata” (pull factor) è al centro del dibattito politico su quanto sta succedendo a Ceuta in questi giorni.
L’opposizione spagnola (PP, Vox), esponenti del PPE europeo e diversi leader conservatori europei collegano esplicitamente la crisi all’«effetto chiamata» creato dalla regolarizzazione straordinaria di circa 500.000 irregolari.
Secondo loro, misure di amnistia e regolarizzazione di massa inviano il segnale che entrare illegalmente può portare a un permesso, incentivando tentativi anche rischiosi e attirando trafficanti.
Il primo ministro britannico Andy Burnham (Labour, in carica da pochi giorni, dal 20 luglio 2026) ha annunciato che la Gran Bretagna ha offerto aiuto alla Spagna per gestire l’emergenza a Ceuta. La Francia ha fatto un’offerta simile. Quali interessi ha Londra? Anzitutto le relazioni bilaterali recentemente migliorate.
A metà luglio 2026 è entrato in vigore l’accordo post-Brexit su Gibilterra ed è stato abbattuto il confine fisico, con controlli Schengen gestiti in modo congiunto.
È un accordo delicato e importante per entrambi. Burnham guida un governo laburista e Sánchez guida un governo socialista. C’è una vicinanza di campo politico.
Sanchez ha detto che “la solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no” e ha elencato il “numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex”, a cominciare da quelli con il nostro Paese, ma le reazioni dei Paesi europei è tutta dalla parte dell’Italia.
Diversi governi, infatti, si sono allineati o hanno espresso posizioni simili a quella di Roma.
In Finlandia il ministro dell’Interno Mari Rantanen ha dichiarato che la Spagna ha fallito nel proteggere il confine esterno di Schengen e che «i Paesi che non adempiono al loro obbligo di proteggere il confine esterno non possono essere membri di Schengen».
In Danimarca la premier Mette Frederiksen ha detto che l’UE deve valutare tutte le opzioni, inclusa la sospensione di Schengen con la Spagna. In Svezia il premier Ulf Kristersson ha chiesto alla Spagna di agire con urgenza ed è pronto a misure se la situazione impatta sulla sicurezza svedese.
In Repubblica Ceca il premier Andrej Babiš ha chiesto di chiudere immediatamente Schengen alla Spagna.
In Austria il cancelliere Christian Stocker ha detto di essere pronto a chiudere temporaneamente i confini Schengen se la situazione pressasse quelli austriaci.
In Polonia il premier Donald Tusk ha invitato la Spagna a seguire l’esempio polacco (barriere, leggi più severe sull’asilo) «se vogliamo che Schengen possa sopravvivere». Anche i Paesi Bassi sono citati tra i Paesi vicini alla posizione italiana.
Partiti di destra europei (Rassemblement National, AfD, Reform UK) hanno espresso plauso alla decisione italiana.
Gli Stati Uniti hanno accusato la Spagna di “sforzi deliberati” che hanno incoraggiato l’immigrazione illegale in Europa. “Questo incidente inaccettabile è la conseguenza diretta degli sforzi deliberati del governo spagnolo volti a consentire e facilitare l’immigrazione illegale di massa in Europa”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato su X commentando la crisi a Ceuta.
Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sono “a fianco degli spagnoli e degli europei contro questa violazione della sovranità e dei diritti umani”.
La “terribile” crisi migratoria in Spagna deve essere un avvertimento per gli Stati Uniti. “È terribile. Ricordatevi questa immagine. Tra tre anni saremo noi così, se dovesse andare al potere la parte sbagliata”, ha detto anche il presidente Donald Trump a Fox.
“Se vincono i Democratici, non farete una bella vita”, ha aggiunto. Quella in Spagna è una “catastrofe”, sembra un'”invasione e lo stesso accadrà a noi se i repubblicani non vincono – ha insistito il Trump – È il risultato di leggi deboli, cattiva gestione e norme molto liberal”.
In Italia, come al solito, l’opposizione (PD, M5S, Azione) ha criticato la mossa come propagandistica o geograficamente imprecisa (Ceuta ha un regime speciale e non permette libera circolazione automatica verso il resto di Schengen).





