Home Politica estera L’Arabia Saudita non difende il Mar Rosso, ridisegna equilibri del potere

L’Arabia Saudita non difende il Mar Rosso, ridisegna equilibri del potere

0
Arabia Saudita e Mar Rosso

Le rotte marittime principale terreno della competizione strategica

Per comprendere la portata di questa scelta bisogna partire da una domanda: perché proprio adesso Riad ha deciso di assumere un ruolo così diretto?

La risposta è che la crisi del Mar Rosso ha cessato di essere soltanto un problema del commercio internazionale per trasformarsi in una minaccia alla sicurezza nazionale saudita.

Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno progressivamente esteso le loro azioni contro la navigazione e contro gli interessi strategici del Regno, arrivando ad annunciare un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita.

In quel momento la tutela delle rotte marittime non è stata più soltanto una questione economica, ma una priorità strategica.

È questa la ragione che ha spinto Riad a passare da attore regionale a garante della sicurezza di uno dei principali snodi del commercio mondiale.

La decisione di Riad di guidare una coalizione militare composta da quattordici nazioni per garantire la sicurezza di Bab el-Mandeb rappresenta uno degli sviluppi strategici più rilevanti degli ultimi anni.

Bab el-Mandeb è la cerniera strategica tra Oceano Indiano, Mar Rosso e Mediterraneo. È uno dei pochi punti del pianeta in cui geografia, energia, commercio e sicurezza coincidono.

Quando questa rotta si interrompe, non si blocca soltanto il traffico navale: si alterano gli equilibri dell’economia mondiale.

La decisione saudita non costituisce una semplice risposta agli attacchi contro la navigazione commerciale.

È il segnale che la monarchia ha deciso di assumere direttamente la responsabilità della sicurezza di uno dei principale check point principali del pianeta, attraverso il quale transitano una parte essenziale del commercio mondiale, delle forniture energetiche dirette verso l’Europa e delle principali linee di comunicazione marittime.

In termini strategici significa esercitare il sea control, il controllo delle rotte dalle quali dipende il funzionamento dell’economia globale.

Questa scelta racconta molto più di una crisi regionale. Segna il passaggio da un Medio Oriente che per decenni ha vissuto sotto l’ombrello strategico degli Stati Uniti a una regione nella quale le potenze locali iniziano a costruire autonomamente la propria architettura di sicurezza, assumendo funzioni che fino a ieri appartenevano quasi esclusivamente alle grandi potenze navali.

La Saudi Vision 2030 assume un significato completamente diverso, non è soltanto un programma di modernizzazione economica, ma una dottrina geopolitica nella quale energia, sicurezza, infrastrutture, tecnologia e diplomazia vengono integrate in un’unica strategia di potenza.

Mentre l’Arabia Saudita accelera il gigantesco progetto energetico di Jafurah, investe nei porti del Mar Rosso, sviluppa corridoi logistici e costruisce una coalizione navale multinazionale.

Energia, infrastrutture, sicurezza e diplomazia non sono più politiche separate: costituiscono un’unica strategia nazionale finalizzata a trasformare il Regno nel principale hub energetico, logistico e strategico tra Asia, Africa ed Europa.

Osservata da questa prospettiva, anche la successione delle notizie degli ultimi giorni acquista una coerenza diversa.

Il Mar Nero, con la competizione tra Russia e NATO; il Mar Caspio, tornato centrale per le esportazioni del Kazakistan e per il Corridoio Medio; il Mar Rosso e Bab el-Mandeb, oggi al centro della sicurezza energetica globale.

Non sono crisi isolate. Sono segmenti della stessa competizione sistemica. Il XXI secolo non si sta giocando soltanto sul controllo dei territori, ma sul controllo delle connessioni.

Per questo motivo i mari sono tornati a essere il cuore della geopolitica. Chi controlla il Mar Nero influenza la sicurezza europea. Chi controlla il Mar Caspio condiziona i corridoi energetici euroasiatici. Chi controlla Bab el-Mandeb e il Mar Rosso può incidere direttamente sulla stabilità dell’economia.

Non stiamo assistendo soltanto alla competizione tra Stati, ma alla costruzione di una nuova geografia del potere. Le rotte marittime stanno sostituendo i confini come principale terreno della competizione strategica.

La geografia non è cambiata; è cambiata la funzione strategica dei mari, degli stretti e delle isole. Oggi il potere appartiene sempre meno a chi possiede le risorse e sempre più a chi controlla le infrastrutture che ne garantiscono il movimento.

Non è il possesso delle materie prime a determinare la gerarchia delle potenze, ma la capacità di assicurare continuità ai flussi energetici, commerciali e digitali.

Per questo la coalizione guidata dall’Arabia Saudita non rappresenta soltanto una risposta militare agli Houthi. Rappresenta il segnale che il controllo delle infrastrutture strategiche è ormai diventato il principale indicatore di potenza del XXI secolo.

Oggi gli Stati non competono soltanto per conquistare territori, ma per garantire la continuità dei flussi energetici, commerciali, logistici e digitali dai quali dipendono la crescita economica, la sicurezza nazionale e la stabilità internazionale.

È lungo queste rotte che si sta scrivendo il nuovo ordine mondiale. Questa non è soltanto la storia di una coalizione navale o di una crisi nel Mar Rosso.

È il racconto di un cambiamento d’epoca, nel quale il potere si misura sempre meno con l’estensione dei territori e sempre più con la capacità di garantire il funzionamento delle grandi infrastrutture globali.

È lì, tra stretti, porti, corridoi energetici e rotte marittime, che si stanno definendo i nuovi equilibri del XXI secolo.

Autore

  • Elena Tempestini

    Elena TempestiniElena Tempestini, giornalista, storica, speaker radiofonica, comunicazione, capo redattore di Idee di Governo.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui