Proclamata la fine di globalismo
Girano come trottole impazzite, cercando di capire quanto gli USA saranno vicini a mamma Europa e quanto invece la abbandoneranno all’ospizio o la campo santo.
Un giorno dicono che gli USA sono necessari e fondamentali. Poi, attratti dalla grandeur di Macron, la fuffa all’ennesima potenza, dicono che la mamma farà da sola.
Poi arriva Kaja Kallas, ossia il vuoto assoluto, che risponde a Rubio dicendo che l’Europa la sua civiltà la sa difendere. Il tedesco Merz fa sapere che dagli States non accetta lezioni, poi il suo ministro dice che bisogna stare con gli States.
Sulla sinistra italiana meglio lasciar perdere, perché qui siamo all’avanspettacolo perenne. La differenza è che Macario era divertente.
Il tema vero che ha proposto Rubio all’Occidente riguarda la fine del globalismo e dell’illusione che la storia fosse finita con la fine dell’Unione sovietica e che l’Occidente, ovviamente guidato dall’eccezionalismo americano in veste globalista, potesse fare tutto, ma proprio tutto. Ye, we can.
E qui cade l’asino.
Rubio non ha detto quanti valzer potrà ballare mamma Europa con il suo figliolo americano, ma ha detto che in America hanno voltato pagina, hanno chiuso un’epoca, quella del globalismo, con tutti si suoi corollari e che mamma Europa deve fare altrettanto, altrimenti non si balla, nemmeno il lento.
In questo senso il discorso di Rubio è stato, come qualcuno ha asserito, epocale. Lo è stato perché ha dichiarato finita l’epoca del globalismo e con essa di tutto il ciarpame che il globalismo ha prodotto in chiave ideologica (ammesso che il pattume possa definirsi ideologia).
Nel 1991 finisce l’Unione Sovietica. I neocon e i globalisti pensano di fare della Cina la fabbrica dell’Occidente e della Russia, possibilmente spezzettata, la miniera dell’Occidente.
Del resto è persino inutile preoccuparsi, in quanto il resto del mondo è terreno di caccia.
La storia è finita, dice l’infermiere del manicomio. Tu sei Dio, dice l’altro infermiere. E così i matti pensano di essere sani.
Poi il globalismo, in un delirio di onnipotenza, pensa di governare la Terra e lo fa inventandosi il green e il climate change. Nulla sfugge al potere della tecnologia guidata dalla finanza dei potenti del globalismo, ossia dall’alleanza tra i vecchi colonialisti monarchici e le famiglie ebraiche della finanza, figlie della deviazione frankista e sabatista.
Harari si inventa che possiamo diventare eterni su questo pianeta e con questa carne grazie ai soldi e alla tecnologia. I matti esultano. Il manicomio è in festa. A Davos si fanno fuochi d’artificio.
Si erigono cattedrali alla nuova religione del globalismo. A Davos, uno strano personaggio che sembra Stranamore, si inventa il World economic forum e i lemmi (piccoli roditori artici) del capitalismo, affascinati dal flauto magico dell’incantatore, salgono sulla Montagna Incantata per elaborare la nuova religione che, tradotta in moneta è: devono esserci una classe di ricchi che comanda e una vasta massa di poveri che obbediscono.
Poi vengono erette altre cattedrali del pensiero unico politicamente corretto: la Trilateral, il Gruppo dei Trenta, Bildeberg. Si allevano nei seminari della nuova religione i sacerdoti, chiamati ottimati o consulenti.
Si ripete lo schema feudale medievale. I ricchi assiepati nei castelli (centri città), i poveri nelle periferie, (extra moenia), gli scherani entro le mura, dormienti ai piedi del letto del signore (in funzione di scalda sonno animale).
Scherani, consulenti, ottimati, in parte soldati di ventura, in parte frati erranti, in parte profeti, tentano di convincerci che il bene si chiama woke, termine che, nell’inversione satanica del significato, da risveglio diventa rimbambimento.
Il nuovo catechismo, elaborato per indottrinare le masse, si chiama green, gender, transumanesimo. Il pensiero deve essere unico e politicamente corretto e le masse devono essere anonime e ottuse.
Si predicano l’eugenetica e il malthusianesimo. La procreazione diventa il business dell’utero in affitto, primo passo verso la clonazione. Tutte idee naziste, riciclate ad uso e consumo del globalismo.
L’OMS, nelle mani di privati del sistema globalista, si impossessa dei nostri corpi, mentre la propaganda e la psycological operation si impossessa delle nostre menti. Nazismo in purezza.
L’anima è sparita e se ne è dimenticata persino la Chiesa, che elegge un Papa passato dalle benedizioni alla Guardia de Hierro al fevrerismo, per poi essere al servizio di Videla.
Un Papa che diventa il riferimento dei Guardiani del capitalismo etico, ossia di una presa per i fondelli colossale guidata da una Rothschild.
Un Papa che è andato a trovare la radicale Emma Bonino, dichiarata amica di George Soros, per dirle di portare avanti la comuni idee. Quali?
Cosa c’è di diverso nel globalismo dal colonialismo delle famiglie regnanti europee e cosa c’è di diverso dalle teorie naziste di quanto predicano i cantori del wokismo? Niente. Il nazismo non è mai morto. La storia è sempre quella.
Rubio è venuto a dire agli europei che il Nuovo Mondo ha girato pagina e che se l’Europa vuole procedere assieme agli States deve chiudere il Medio evo moderno, incarnatosi nel globalismo neo coloniale e nazista.
È chiaro che quanto è venuto a dire Rubio a nome degli States sta facendo impazzire gli adepti del globalismo, del neo colonialismo e i fedeli della nuova religione del pattume woke.
È chiaro che i leader fingono di non aver capito.
Il fatto è che la ricreazione dei matti è finita e si torna ai sani di mente.
Il manicomio, in Europa, è iniziato dopo la caduta del muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica.
In Italia nel 1992 dal Britannia, guarda caso, è partita la svendita del Paese alla finanza e Mani Pulite, sempre nel 1992, ha fatto piazza pulita della vecchia leadership politica per fare spazio a quella funzionale alla nuova stagione che si stava affermando.
Al posto dei partiti delle Prima Repubblica è arrivato l’Ulivo, ossia l’alleanza tra la sinistra Dc e quel che restava dei comunisti. Si sono messi assieme gli adepti di due ideologie per farne una sola, quella del globalismo. Al carrozzone ulivista (poi PD e cespugli vari) si sono aggregati, come nel Medio Evo durante i viaggi penitenziali, tutti coloro che erano in cerca di un posto da mantenere o da conquistare.
La sinistra, quella storica, è sparita per dare spazio al progressismo, che è nazismo travestito funzionale alla finanza che guida la danza.
In questo sistema, che abbiamo sperimentato tutti sulla nostra pelle, compresa la carcerazione da Covid, come esperimento sociale di dominio delle masse (eccoci arrivati ad una puntata interessante), ci sono Epstein e la sua rete di ricatti.
Il sistema globalista neo coloniale, che vuole non solo comandare, ma anche introdurre nuovi parametri di vita, fino ad arrivare ad una vera e propria ideologia giustificativa, necessita di una rete multifunzione capace anche di costruire strette maglie di ricatto che arrivano fino al crimine di omicidio, di abuso di minori, di cannibalismo.
Più sali in alto nel sistema di potere e più devi essere ricattabile e così, chi sa come fare, mette in campo la vasta ed elaborata macchina del ricatto, basata su gradini successivi.
Il sistema Epstein, che non è solo sesso estremo, ma anche affari, intelligence, attivazione di esperimenti eugenetici ed epidemiologici, così come sta emergendo dalla desecretazione dei file, è lo strumento diabolico con il quale il sistema di potere viene tenuto sotto controllo.
Rubio a Monaco, nella città che è stata la culla del nazismo, è venuto a dire che l’epoca del globalismo, del neo colonialismo e del progressismo neo nazista è finita. Si cambia radicalmente registro ed è per questo che qualcuno finge di non capire, qualcun altro si rifugia nella deterrenza atomica e qualcun altro ancora, molto più semplicemente, sbarella e dà di matto.
Ritrovarsi improvvisamente a dover fare i conti con la realtà per chi ha vissuto pensando di essere la nuova razza eletta del globalismo è terribile, destrutturante e, infatti, molti degli adepti vaneggiano.





