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Rifugiati: ecco perché non se ne andranno mai

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Il welfare europeo è stato costruito per una società che non esiste più

Un rifugiato siriano di fede islamica ha tre mogli, 32 figli, 25 nipoti, prende €100.000 l’anno di sussidi e quasi il 70% dei componenti della famiglia è pregiudicato

Succede in Germania, la patria delle regole. Chi ha detto che il modello tedesco non funziona? Funziona benissimo. Per lui.

Lo ha raccontato Bild il 23 agosto.

Siamo a Lipsia, in Sassonia, dove la polizia criminale del Land tiene d’occhio quattro grandi famiglie siriane.

Ricapitoliamo.

I centomila euro l’anno sono un calcolo dei giornali, non una ricevuta dell’ufficio che paga. Ma il resto è certificato dal Landeskriminalamt, l’ufficio statale di polizia criminale.

Tre mogli sposate con rito islamico, trentadue figli, venticinque nipoti e una gran parte della famiglia stretta con precedenti penali.

Uno dei figli, ventenne, senza patente, ha ammazzato quattro persone su una statale con una Mercedes. Tre anni e mezzo. Basta così, non serve una riga di più.

Un giudice di Lipsia ha messo agli atti la formula perfetta: “società parallela senza il minimo sforzo di integrazione”.

Il capo dell’antimafia sassone è stato più chiaro: non riconoscono la nostra giustizia, hanno i loro giudici di pace.

E qui bisogna fermarsi sul patriarca, perché il patriarca non è un furbo. È un uomo razionale.

Ha davanti uno Stato che paga a figlio, che non fa domande sulle mogli purché non risultino all’anagrafe, che protegge il minore e con il minore chiunque gli stia accanto.

Cosa dovrebbe fare, secondo voi? Rinunciare?

La poligamia in Germania è vietata. Sulla carta. Negli uffici che erogano gli assegni le tre mogli diventano tre madri sole. Tre pratiche perfette.

Poi c’è la psicologia di chi paga.

Il tedesco medio, come l’italiano medio, non si indigna: si vergogna. Si vergogna di aver pensato quello che ha pensato.

Sessant’anni di pedagogia del senso di colpa lo hanno addestrato a sospettare di sé prima che dell’altro. Meglio pagare che passare per razzista: costa meno, almeno in società.

La nota di costume sta tutta in una parola: Kindergeld. L’assegno mensile per i figli nasce per il tedesco che non li fa più.

Il trentenne di Amburgo rimanda il secondo figlio perché il mutuo non consente e, intanto, finanzia il ventisettesimo di Lipsia.

Nel salotto di Prenzlauer Berg, che sono i Parioli berlinesi, questa si chiama diversità. A Lipsia si chiama pianificazione.

Perché uno Stato così forte è così inerme? Perché il welfare europeo è stato costruito per una società che non esiste più.

Bismarck prima e la Repubblica federale poi disegnarono la previdenza per una comunità omogenea, dove chi chiedeva il sussidio abbassava gli occhi.

Il sistema non si reggeva sui controlli. Si reggeva sulla vergogna.

Tolta la vergogna, resta il modulo.

Il modulo non distingue tra la vedova di Dresda e la terza moglie di un clan. Paga entrambe, con la stessa puntualità.

Poi è arrivato il 2015. Un milione di ingressi in un anno, con la formula “ce la faremo” al posto di un programma di governo. Ce l’hanno fatta, infatti. Loro.

Il clan non è un incidente dell’immigrazione.

È una struttura alternativa allo Stato. Ha una gerarchia, una cassa, un tribunale interno e una politica demografica. Lo Stato tedesco, di fronte, ha una legge sulla famiglia.

Indovinate chi protegge la legge sulla famiglia? Il clan siriano. Quello di Lipsia.

Ed è questo il paradosso da fissare, la norma scritta per il bambino di Monaco è oggi l’armatura del clan di Lipsia.

Espellere il padre? Ci sono i minori. Espellere il figlio maggiorenne? Ha figli pure lui. Venticinque nipoti non li ha fatti il nonno da solo.

E da noi in Italia?

Noi ridiamo dei tedeschi come i tedeschi ridevano di noi.

Il ricongiungimento familiare in Italia funziona con la stessa logica. L’assegno unico si calcola per figlio, i matrimoni celebrati all’estero entrano nei nostri registri.

Ad Ancona è riuscito a entrarci perfino un divorzio per ripudio islamico, finché una Corte d’Appello non lo ha fatto cancellare.

Quante Lipsia stiamo costruendo tra Roma e Milano, senza che nessuno abbia ancora fatto i conti?

Il salotto dei Parioli risponderà che sono casi isolati. La polizia sassone risponde che tra Lipsia e dintorni il giro arriva a mille persone. Isolati come un quartiere.

La domanda non è come sia potuto accadere.

È perché dovrebbe smettere.

Nessuna legge lo impedisce, nessun funzionario lo vuole, nessun elettore lo pretende con la forza necessaria.

Il patriarca di Lipsia non ha violato il sistema. Lo ha letto fino in fondo, cosa che nessuno di noi ha mai fatto. E ha deciso che gli piaceva.

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