Home Politica Meloni: longeva e necessaria

Meloni: longeva e necessaria

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Governo Meloni

Alcuni dei principali motivi per cui deve continuare a governare il Paese

La dico dritta, Giorgia Meloni la ritenevo un problema 4 anni fa, oggi la ritengo il principale ostacolo, argine, a problemi ben più seri di 4 anni fa.

Fra i più gravi di sempre. Forse.
Senza giri di parole.

Metto in ordine le cose.

Primo.

L’avanzata delle Autocrazie, che usano la Russia, che volentieri si fa usare, verso l’Europa. Verso le democrazie. La più grande tragedia dal dopo guerra.

Meloni, per maggiore capacità di resistenza, maggiore lucidità sull’Ucraina (il nostro argine prima dell’abisso) mi dà più fiducia di Conte, Fratoianni, Schlein e company. Molta di più.

Certo c’è Salvini. Ma ormai è residuale.

Quando dico Meloni dico anche pezzi importanti della sua coalizione. Forza Italia in particolare.

Secondo.

L’avanzata dei populismi in Europa, di sinistra e di destra, alle elezioni europee, è stata frenata dal PPE. E, in parte, dai socialisti europei. E dalle forze liberali. Ma è più viva e pericolosa che mai.
AfD primo partito in Germania. Le Pen in Francia.

In questi anni, la Meloni, chi non lo vede è cieco o in malafede, salvo alcuni svarioni non comprensibili, in Ungheria e in Spagna, non è stata parte di questa avanzata. È stata ed è a distanza. È stata più destra europea che dialoga col PPE. E questo ha un valore enorme. Enorme.

Dall’altra parte, invece, a sinistra, da noi, c’è stato un processo inverso. L’avvicinamento ai populismi di sinistra, fenomeni di putinismo, antisionismo e antisemitismo compresi. Problema enorme.

Terzo.

Ha dimostrato statura internazionale. Chi gira il mondo lo sa. Ha saputo costruire uno standing internazionale. Non banale. E ha saputo prendere le distanze da Trump dopo aver cercato, anche con molte, forse troppe, titubanze, di contenerlo.

Sino alla rottura che conosciamo.
Che non è rottura caratteriale. Non solo.
È consapevolezza dell’antioccidentalismo e antieuropeismo di Trump.

Inoltre. Dopo una certa ambiguità con i tecno imperialisti americani alla Musk o alla Thiel, che pensano di sostituire la politica con la tecnologia e le piattaforme digitali, e per questo considerano obsoleta l’Europa dei partiti e dei parlamenti, Meloni dimostra di voler stare con l’Europa dei partiti e dei parlamenti. Cosa importantissima.

Certo, deve abbandonare la resistenza sul voto all’unanimità in Europa. Confido ci arrivi.

Quarto.

Non ha fatto grandi riforme. Ma non ha fatto in economia i danni di Conte e company.

Quinto.

Ha provato a fare la riforma della giustizia. Almeno ci ha provato.

Sesto.

Senza la Meloni, o con la Meloni in crisi, avremmo Vannacci o in alternativa Conte e Schlein e Fratoianni. Lei è l’argine più consistente a
Vannacci e al vannaccismo.
E solo questo mi sembra sufficiente per apprezzarne la longevità.

Naturalmente, ho tante cose che non mi piacciono, tante cose non fatte, tanti ministri totalmente inadeguati, politiche industriali insufficienti o inesistenti… che volete, lo so.

Ma quel che ho scritto sopra è importante.
Per me.

Spero possa succedere qualcosa di serio dall’altra parte. Ci sarebbero anche le persone giuste. Ma non vedo niente.

Intanto, auguri a Giorgia Meloni.

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