
di Fabio Marco Fabbri
Molto si discute sulle forme di governo che si sviluppano in Africa: gli ordinari Colpi di Stato, le presidenze ereditarie, o meno, dalla durata pluridecennale, e le varie Costituzioni che permettono la permanenza degli “Eletti” anche a vita. Ora l’accanimento contro il golpe in Niger, verso il quale c’è una considerazione internazionale sproporzionata rispetto ai simili golpe del Burkina Faso, del Mali e della Guinea, compreso il semi dimenticato colpo di Stato del Sudan le cui “derive” stanno causando l’attuale tragedia umanitaria, una guerra civile drammatica, mostra quanto l’Occidente voglia influire spasmodicamente sulle dinamiche di potere in questa regione. L’Ecowas ha dichiarato di voler agire militarmente contro il Niger, membro dell’organizzazione, ma all’interno dei sedici stati che aderiscono alla Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentali (Ecowas), tre membri sono nazioni rette da golpisti e gli altri non hanno un “curriculum” democratico. Quindi a chi interessa attaccare il Niger? Quale nazione occidentale ha interessamento a rimettere a capo del Niger l’ex presidente Mohamed Bazoum? La risposta è generalmente semplice: il legame con il Niger è per la Francia imprescindibile, la pressione verso l’Ecowas dei transalpini insieme ad altri stati occidentali, per una azione armata che colpirebbe soprattutto i civili nigerini, sarebbe solo un tentativo di non far passare un altro Stato africano tra le braccia della Russia.
Ma oltre ai golpe esistono dinamiche tese ad instaurare governi forzatamente longevi, anche tramite modifiche costituzionali che danno solidità al leader di turno, ma soprattutto garanzia di cooperazione internazionale, particolarmente con la Russia. Questo è il caso della Repubblica Centrafricana che con la recente modifica costituzionale ha consacrato il Presidente in carica, Faustin-Archange Touadéra ed il suo sistema governativo, per il terzo mandato consecutivo.
Al fine di tratteggiare tali dinamiche “socio-politiche” rilevo che la Costituzione è stata modificata seguendo le “regole della democrazia”, cioè tramite un referendum costituzionale celebrato il 30 luglio. Tale evento è stato tuttavia boicottato e contestato dall’opposizione che denuncia il voto come una pagliacciata; anche se i risultati dello scrutinio hanno dato, senza stupore, la vittoria ad i “Si” con il “democratico” 95,27%, e con una percentuale di partecipazione del 61,10%. Una investitura per Touadéra che così potrà candidarsi alla presidenza finché vorrà.
Comunque l’assenza di osservatori internazionali non da garanzia di trasparenza, non potendo verificare le dinamiche né del voto né dello scrutinio.
Tuttavia il ministro centrafricano Fidèle Gouandjika esulta per questo dato sulla partecipazione, superiore a quello di ogni altro “richiamo elettorale”, sia per le presidenziali che per i referendum. Dichiarando che l’adozione del nuovo testo costituzionale segnerà la vera data dell’indipendenza della Repubblica Centrafricana.
Tuttavia è innegabile che questa nuova costituzione tratteggia chiaramente una nuova forma di “democrazia”, con caratteristiche cinesi e “legature sovietiche”.
Ma la nuova “Costituzione che bacia la Russia” mostra quanto Mosca pesi su questa Repubblica; infatti per la prima volta in un processo elettorale in Africa, i mercenari Wagner hanno dato supporto logistico e sicurezza durante le procedure elettorali. Non casualmente il voto ha assunto quel profilo plebiscitario a favore del presidente Touadéra, uomo passionalmente vicino a Mosca. Insomma una Costituzione che consolida il regime e annichilisce i suoi punti deboli. In pratica gli articoli modificati, oltre dare la possibilità di ricandidarsi al Presidente uscente, sanciscono l’stensione dei mandati presidenziali da cinque a sette anni; la Corte Costituzionale, che si era opposta al progetto referendario, viene trasformata in un Consiglio la cui maggioranza dei membri è nominata dal Capo del Governo. Inoltre l’Assemblea nazionale perde il diritto di controllare i contratti minerari. Infine, in un’ottica iper-presidenzialista, è stata creata la figura del vicepresidente ché sostituisce il presidente in caso di vacanza al potere, completando l’indebolimento delle altre istituzioni con l’azzeramento di ogni prerogativa delle opposizioni.
Touadéra ha quindi una strada in discesa da percorrere per il futuro, e nonostante i molti scandali e abusi notoriamente perpetrati dai mercenari contro i civili, la sua strategia di vicinanza a Mosca ha dato risultati importanti sia a livello nazionale che internazionale.
In pratica questa nuova costituzione bacia la Russia e schiaffeggia l’Occidente se consideriamo gli impegni economici dell’Fmi, Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale che hanno elargito immani fondi alla Repubblica Centrafricana per distoglierla dalla fascinazione russa, ma non ottenendo né i risultati sperati, né concrete garanzie.
Infatti il Gruppo Wagner, che pare conti oltre 1300 unità, è più che mai consolidato sia tra le fila dell’esercito regolare centrafricano, che in ambito di sicurezza pubblica. Si possono così incontrare i mercenari a Bangui, nei ristoranti, nei supermercati, nei negozi, e i loro pick-up muniti di mitragliatrice sono un corredo del paesaggio. Grandi cartelloni pubblicizzano una nuova marca di birra la “Or” prodotta localmente, è connessa ai Wagner; così il gruppo francese Castel, suo concorrente, a marzo ha subito un devastante incendio dello stabilimento della sua controllata locale Mocaf.
Anche l’aeroporto è sotto controllo Wagner, ed è diventato come un pozzo scuro dal quale le loro poliedriche attività si diffondono senza alcun controllo.
La Repubblica Centrafricana è ormai un hub per le operazioni africane dei Wagner, quindi russe, che hanno estromesso altri attori internazionali.
Mosca abbraccia Bangui, e consolida militarmente e strategicamente il loro legame proiettando la fascinazione russa sempre di più verso la regione sub sahariana.





