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Referendum, sondaggi e propaganda

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Cari esperti, analisti improvvisati, commentatori a corrente alternata e responsabili dei sondaggi che vincono solo nelle sedi dei comitati, calma.

 

Respirate. Mancano ancora dei mesi al voto, non serve urlare.
Secondo Alessandra Ghisleri, secondo Only Numbers, secondo quasi tutte le rilevazioni pubbliche, il Sì al referendum sulla Giustizia è avanti.
Dieci punti. Non dieci decimali. Dieci punti pieni. 38,9 contro 28,9.
Numeri, non opinioni. Eppure succede il miracolo:
ogni volta che esce un sondaggio con il Sì in vantaggio, spuntano come funghi i sondaggi del No, misteriosi, riservati, non pubblicati, non verificabili, ma sempre stranamente rassicuranti.
Secondo quei numeri:
– il No rimonta,
– il No sorpassa,
– il No stravince,
– il No è già maggioranza morale, culturale, cosmica.
Peccato che nessuno li veda mai, ma bisogna fidarsi, no?
“Ce l’abbiamo noi, ma non possiamo mostrarvelo”.
È la nuova scienza politica:
la demoscopia fiduciaria.
Nel frattempo il copione è sempre lo stesso:
– se il Sì è avanti → “sono sondaggi manipolati”;
– se il No è avanti (solo nei vostri) → “il Paese ha capito”.
Avete già deciso che:
– se vince il Sì, è colpa della disinformazione;
– se vince il No, è merito della maturità democratica.
Comodo. Molto.
Ma sapete qual è il problema vero?
Che questo referendum non si vota nei talk show, non si vota nei comunicati stampa, non si vota nei salotti dove vi date ragione da soli.
Si vota nelle urne. Con la matita. In silenzio.
E lì non contano:
– i sondaggi “amici”;
– i professori indignati a giorni alterni;
– i giuristi che parlano solo tra loro,
– né il terrore seminato su “la fine della ;emocrazia” ogni tre per due.
Contano i cittadini, quelli che da anni vedono una giustizia lenta, politicizzata, opaca, e che non sono fenomeni, ma ne hanno abbastanza.
Quindi fate pure:
– altri sondaggi segreti;
– altre profezie autoreferenziali;
– altre certezze urlate prima del voto.
Noi facciamo una cosa semplice:
teniamo conto di tutto.
E poi, con molta calma, tiriamo le somme dopo il voto. A urne chiuse. Con i numeri veri.
Senza fenomeni.
Ora aspettiamo i risultati e non non le scuse.

Autore

  • Redazione

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