Se vincono i No lo Stato a trazione magistrocratica si completerà
Ci riprovano. Ha già funzionato una volta. Squadra, pardon, strategia che vince non si cambia.
Inizia Mani Pulite. C’è un solo Partito onesto: gli altri sono bande di cialtroni.
“Non esistono politici onesti ma colpevoli non ancora scoperti” dice Davigo.
In tutti tranne che in uno. Sarebbe una dichiarazione da messa in stato di accusa per vilipendio delle istituzioni. Se si considerano il gruppo di magistrati sulla stessa linea e con la stessa radice e con lo stesso obiettivo – “volontà di disprezzo nei confronti del soggetto istituzionale offeso” – forse anche qualcosa in più.
Sino ad attentato alla Costituzione. Modificata non per legge, ma nelle aule di tribunale.
Progetto riuscito. Nel tripudio generale e qualche monetina lanciata su un leader.
Muore una Repubblica e ne nasce una diversa, dove l’equilibrio dei poteri è profondamente mutato; con uno di essi, il potere legislativo, messo nell’angolo.
E tenuto lì con una azione distruttiva continua: dal referendum sul no al finanziamento pubblico ai Partiti e sino alla modifica costituzionale che riduce il numero di Parlamentari.
E migliaia di accuse, cause, detenzioni preventive che poi si dimostrano sbagliate nel 42% dei casi. Ma con l’immagine di un tasso di sporcizia nella politica che sale del 200%.
Intanto, nell’immediato, vi furono Partiti scomparsi, i rimanenti politici allo sbando, una “gioiosa macchina da guerra”, resa possibile perché diretta e gestita da soggetti che furono volontariamente ed aprioristicamente esclusi dalla “pulizia”.
Poi qualcosa si è inceppato. Il risultato “esterno” è stato Berlusconi, ma quello “interno” al golpe procedette bene. Nel drammaticamente colpevole silenzio generale. È ancora in corso.
Oggi il repetita. Regia diversa, copione e dialoghi gli stessi. Un solo schieramento vuole difendere la Costituzione: tutti gli altri sono fascisti, delinquenti, revanscisti, piduisti, mafiosi, attigui alla camorra, venduti.
E questi sciagurati vorrebbero mettere il potere giudiziario al loro servizio. Questo, infatti, è l’obiettivo di una Presidente del Consiglio (meglio personalizzare: fa più audience) che va abbattuta perché porta il popolo allo sbaraglio, l’Italia allo sbando economico, il nostro Paese all’isolamento internazionale ed alla vergogna di essere succubo di qualcuno potente.
Una donna che è non solo, ovviamente, una fascista, ma anche una pesciaiola, cortigiana, peracottara, cheerleader… ed anche un po’ stronza.
Ancora una volta il bene contro il male. Sparando nel mucchio: chi vota Sì alla riforma dice un No non solo ad un progetto eversivo, ma anche a Meloni, al Governo, alla politica sin qui seguita, a Trump, alle spese militari ed al riarmo, al genocidio di Gaza…
Mettici quello che vuoi, anche il disservizio ferroviario. Fa brodo.
Non ho espresso alcun parere. Ho citato solo fatti. Basta leggere.
Il mio parere, perché non taccio, è questo. Se vincono i No lo Stato a trazione magistrocratica si completerà. Non so quale futuro si prospetta: ma non mi piace perché la similitudine che si può immaginare non è con la democrazia ma con la teocrazia.
Per Mani Pulite i ripensamenti, i pentimenti, le rivelazioni di Di Pietro, Parenti, Davigo e poi Palamara – e Violante prima di una serie di altri – sono stati annacquati e sepolti da una cenere che gli interessati hanno avuto vita facile a spargere.
Le bugie che si dicono sulla riforma che va a referendum, dicono che la strada resta confermata: quella del populismo più sfrenato.
E con la facilità ad occultare tutto sarà ancora maggiore.





