Meloni e Schlein evitano di prendere frontalmente posizione
Cattivo come sono voto, Sì al referendum ma mi auguro, sadicamente, che vinca il No. Le spiegazioni sono tante: ci sono un’infinità di persone che urlano il No soprattutto sui social e nelle TV, radio giornali e quant’altro.
Poi ci sono gli “ingenui” che voteranno No non tanto per il tema su cui decidere, bensì il loro No prevale, perché l’ha fatto un governo di estrema destra se non addirittura fascista.
In questo caso dovrebbe prevalere il motto “Non importa se il gatto è bianco o nero, purché acchiappi i topi” una bella metafora di Deng Xiaoping che, intelligentemente, guardava in modo concreto il contenuto e che con essa buttò le basi dell’esplosione industriale ed economica della Cina che oggi è la sola altra grande potenza mondiale.
Se Deng Xiaoping si fosse chiuso nella lotta marxista al capitalismo oggi la Cina non sarebbe diventata capitalisticamente e finanziariamente molto forte ed in grado di competere con gli Stati Uniti.
Il marxista capitalista cinese decise di innestare il capitalismo sul corpo del comunismo di Mao ed i risultati si sono visti.
Poi c’è da considerare, dati alla mano, cosa ti combinano le procure ed i procuratori: dal 1992 al 2022 ci sono stati oltre 32.000 casi di ingiusta detenzione, la media di 1.000 all’anno.
Ai contribuenti, cioè a noi tutti, sono costati quasi 1 miliardo di euro in risarcimenti nello stesso periodo. Le cause principali sono moltissime le più evidenti sono state gli errori giudiziari, le semplici omonimie, una consistente superficialità investigativa, scambi di persona ecc. Un quadro a dir poso devastante.
Per i votanti del NO mi auguro che non finiscano mai fra quei 32.000 casi altrimenti si pentiranno amaramente, anche se in ritardo. Per chi fra i No volesse approfondire vada sul sito dell’Associazione Nazionale Vittime Errori Giudiziari dove troverà non solo cifre, ma nomi con casi specifici esaminati e raccontati.
Poi ci sono la vittime della Malagiustizia che l’AIVM ha registrato solo per gli anni che vanno dal 2012 al 2021 che arrivano ad oltre 9.400 casi.
Nel frattempo, si nota il timore che pervade sia Meloni che Schlein per l’eventuale sconfitta. Evitano di prendere frontalmente posizione.





