Pur di condannare “senza se e senza ma” Trump e Netaniahu
La sinistra italiana, mostrando una pelosa equidistanza “pacifista” tra le parti in conflitto, accompagnata da una condanna soprattutto dell’attacco americano-israeliano come violazione del diritto internazionale, non solo contraddice molti dei suoi conclamati “valori”, ma appare oggi completamente isolata in Europa.
I suoi leader, con il loro estremismo del “no” a qualsiasi partecipazione anche indiretta, logistica e di difesa di paesi del Golfo attaccati dall’Iran, si sono differenziati e distaccati per la prima volta dalle posizioni della Francia di Macron, dalla Germania di Merz e dalla Gran Bretagna di Starmer, finora considerate (sulla questione ucraina) i suoi “fari” e “stelle polari”.
È il prezzo che i leader della sinistra sembrano disposti a pagare pur di perseguire il loro solo e vero obbiettivo: il ritorno al potere, celato dietro i retorici appelli all’ordine delle regole internazionali.
Preferiscono mettere in secondo piano sullo sfondo i diritti umani degli iraniani e delle iraniane nonché la minaccia iraniana alla sicurezza dell’Europa e dell’Italia, pur di condannare “senza se e senza ma” Trump e Netanyahu per poter “attaccare” la loro presunta sodale Meloni.
È lei il vero bersaglio. Diritti umani, europeismo possono aspettare. Lo stesso diritto internazionale sembra solo un feticcio strumentale. Quel che conta è tornare al potere. Lo stesso prezzo dell’isolamento in Europa appare loro, in confronto, trascurabile.
Il loro beniamino di ieri, Macron, li ha delusi. Il presidente francese dopo avere definito l’attacco all’Iran “una pericolosa escalation e un errore strategico”, oltre che “una violazione del diritto internazionale”, ha, tuttavia, affermato (proprio come fa il governo italiano) di voler rispettare gli “accordi di difesa con il Qatar, il Kuwait, gli Emirati arabi”, tanto da avere già inviato jet “Rafale” negli Emirati Arabi Uniti.
Inoltre, lo stesso Macron ha inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale e, alla luce dell’attacco iraniano alla base britannica di Akrotiri, ha deciso di inviare a Cipro una fregata oltre a sistemi antimissili e anti-droni. Macron sembra dunque troppo collaborativo agli occhi della sinistra italiana!
Una rottura completa c’è stata tra la sinistra italiana ed il cancelliere tedesco Merz. Questi ha nientemeno assicurato il suo “sostegno” agli Stati Uniti e a Israele “nella rimozione di questo terribile regime terroristico dei mullah” che “da decenni” attua una “brutale oppressione della sua stessa popolazione” e che “con il suo programma nucleare e missilistico militare ha minacciato l’esistenza di Israele, la pace e la sicurezza in tutta la regione, diffondendo terrore e mettendo “in pericolo i nostri partner e tutti noi”. Su di Merz c’è da attendersi ora l’anatema della sinistra italiana!
Anche il premier britannico Starmer è su una linea diversa dalla sinistra italiana. “Non voglio coinvolgere Il Regno nella guerra senza basi legali e obiettivi certi”- ha detto Starmer. Ma ha tuttavia inviato nei paesi del golfo aerei e navi militari “per proteggere cittadini e interessi britannici” in loco.
Insomma, come ha dichiarato ieri Giorgia Meloni ad una radio, “l’Italia, come il Regno Unito, come la Francia, come la Germania intende inviare aiuti di difesa ai paesi del Golfo”.
Meloni ha ricordato tra l’altro che il Golfo è vitale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa”. Solo Schlein, Conte e compagnia sinistreggiante non si accorgono o fingono di non accorgersi di queste ovvietà.
La posizione della sinistra italiana è più estremista persino di quella della Spagna di Pedro Sanchez, da essi assunto come il nuovo faro di riferimento non solo della sinistra, ma anche della civiltà e della democrazia europea. Sanchez! Sanchez! – mugolano dagli schermi delle Tv.
Ma non si avvedono che il premier spagnolo, pur condannando l’attacco americano-israeliano all’Iran con un plateale “no a la guerra”, ma ha anche fatto dire alla sua portavoce che per quanto riguarda l’uso eventuale delle basi Nato in Spagna, “rispetterà il trattato bilaterale in vigore”: proprio come ha dichiarato la Meloni ieri, mentre in Parlamento i leader della sinistra chiedevano un “no” all’uso delle basi.
In sostanza, i leader della sinistra stavano invitando il governo italiano italiano a violare l’analogo trattato italo-americano del 1954, oltre che gli accordi che legano l’Italia ai paesi arabi del Golfo dei quali l’Italia ha un vitale bisogno. Un delirio!
La sinistra italiana, condannando salomonicamente entrambe le parti in causa nella guerra all’Iran, ma cercando di ostacolare particolare solo quella occidentale (americana e israeliana), sta giocando non solo contro il popolo iraniano, ma anche contro la gran parte del mondo ormai schierato contro il regime terroristico e sanguinario dei mullah iraniani.
Sta giocando contro il mondo occidentale (in particolare contro gli USA e Israele), ma anche contro il mondo arabo; e persino contro la stessa Europa (e quindi l’Italia) ed i suoi interessi di sicurezza.
I leader della sinistra italiana sembrano farlo per perseguire, attraverso una opportunistica e irresponsabile propaganda, agitata persino in una situazione di guerra che potrebbe estendersi fino all’Europa, solo il suo interesse politico particolare: quello di tornare al potere in Italia. È questa la sinistra che ci tocca.






