
Dopo aver consolidato i suoi rapporti con la Cina e con l’India, determinando un equilibrio significativo nell’area asiatica e anche una palpabile situazione di non isolamento di Mosca, Putin apre alla possibilità di un vertice con Zelensky, in un gioco che tende a mettere nell’angolo il leader di Kiev, il quale, se rifiutasse, come è probabile, si metterebbe in una situazione di svantaggio e diventerebbe in modo sempre più evidente la pedina manovrata dagli inglesi e dai francesi che, anche a detta dei funzionari della Casa Bianca, giocano a tenere in essere il conflitto fino all’ultimo ucraino.
Guarda caso, alla viglia dell’incontro dei Volonterosi e mentre ieri Zelensky era a colloquio in Danimarca con i leader dei Paesi baltici, a Kiev è approdato il ministro della Difesa inglese.
Come riferisce il Kyiv Indipendent e come annunciato dal ministro della Difesa ucraino Denys Shmyhal su Telegram, il segretario alla Difesa britannico John Healey è arrivato in Ucraina ieri.
“Stiamo preparando – ha detto Denys Shmyhal- importanti decisioni bilaterali che rafforzeranno le capacità di difesa dei nostri Paesi”. Secondo il capo della difesa ucraina, il viaggio di Healey è incentrato sul coordinamento delle priorità per la prossima riunione dell’Ukraine Defense Contact Group (UDCG) nel formato Ramstein, prevista per il 9 settembre a Londra, e sul progresso dei progetti di difesa congiunti.
Il vertice di Ramstein riunirà gli alleati dell’Ucraina per discutere di ulteriore supporto militare, sebbene l’ordine del giorno non sia ancora stato reso noto. Il formato, precedentemente presieduto dagli Stati Uniti, è ora guidato congiuntamente da Regno Unito e Germania dopo l’insediamento del presidente statunitense Donald Trump.
“Londra – scrive Kyiv Indipendent – è stata tra i più convinti sostenitori di Kiev fin dall’inizio dell’invasione su vasta scala nel 2022, fornendo armi, addestramento e intelligence. Si prevede che il Regno Unito svolgerà un ruolo chiave nel definire nuove garanzie di sicurezza per l’Ucraina, mentre i leader occidentali valutano i quadri per un potenziale cessate il fuoco e gli impegni di difesa a lungo termine”.
In questo quadro di attivismo inglese, durante una conferenza stampa al termine della sua visita in Cina, Putin ha detto che è pronto a incontrare il leader dell’Ucraina Volodymyr Zelensky a Mosca. Mossa astuta.
“Se Zelensky è pronto, che venga a Mosca, l’incontro avrà luogo”, ha affermato il leader russo.
L’affermazione di Putin di ieri, segue quella di martedi, quando il presidente russo, durante un incontro con il premier slovacco Robert Fico a Pechino, aveva detto: “Esistono opzioni per garantire la sicurezza dell’Ucraina in caso di fine del conflitto” e “mi sembra che ci sia la possibilità di trovare un consenso su questo punto”.
In merito alla minaccia che la Russia rappresenterebbe per l’Europa, con i timori che l’esercito di Mosca possa attaccare Paesi europei, Putin ha detto: ”La Russia non vuole attaccare nessuno” e ha aggiunto che le affermazioni secondo cui la Russia avrebbe intenzione di attaccare altri Paesi europei sono “una provocazione o un segno di incompetenza”.
Il presidente russo ha poi ribadito che ritiene ”inaccettabile” l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, mentre non si è mai opposto alla potenziale adesione di Kiev nell’Unione europea. Ed ha messo in chiaro che qualsiasi accordo per risolvere il conflitto in Ucraina non deve compromettere la sicurezza della Russia.
“Naturalmente, spetta all’Ucraina decidere come garantire la propria sicurezza. Ma questa sicurezza non può essere garantita a scapito della sicurezza di altri Paesi, in particolare della Federazione Russa”, ha detto Putin.
La condizione posta da Putin è che il vertice sia “ben preparato”; una espressione ripetuta regolarmente da diversi funzionari del Cremlino nelle ultime settimane dopo il vertice in Alaska.
Il leader russo ha poi riferito di aver detto a Donald Trump di essere felice di incontrare Zelensky, ma in Russia. “Non mi sono mai rifiutato di farlo, se porta a risultati positivi”, ha affermato. “E a proposito, Donald mi ha chiesto se fosse possibile e ho detto di sì. Gli ho detto di farlo venire a Mosca”, ha aggiunto Putin.
Putin, come riporta Ria Novosti, ha anche detto di aver informato Donald Trump della possibilità di incontrare Zelensky. “Mosca vede il sincero desiderio dell’amministrazione Trump di trovare una soluzione”, ha aggiunto Putin parlando del ruolo del presidente statunitense.
Il leader del Cremlino ha ribadito che la sicurezza dell’Ucraina non può essere garantita a scapito di quella della Russia. “Sono d’accordo – ha detto Putin – con chi crede che ogni Paese abbia il diritto di scegliere il proprio sistema per garantire la propria sicurezza. Questo vale per tutti i Paesi, compresa l’Ucraina. Ma questo significa anche che la sicurezza di un Paese non può essere garantita a scapito della sicurezza di un altro Paese, in questo caso la Federazione Russa”.
Se è impossibile risolvere pacificamente la questione ucraina, “la Russia dovrà risolvere i compiti assegnati con mezzi armati”, ha ancora aggiunto Putin, che poi ha specificato che, mentre le armate russe starebbero “avanzando in tutte le direzioni”, quelle ucraine starebbero cercando di “tappare i buchi sul fronte”.
Il fronte non è certamente forieri di notizie positive. Nonostante qualche riconquista di villaggi da parte Ucraina, la pressione russa rimane forte e presente su tutta la linea di contatto. Nei giorni scorsi i russi hanno effettuato una rotazione delle truppe impegnate, la qual cosa, come sempre accade, ah consentito agli ucraini di conseguire qualche piccola vittoria, ma non è difficile arguire che a rotazione finita la situazione ritornerà disparata per un esercito provato e ormai a corto di uomini.
Fra non molto inizierà la rasputiza e l’Ucraina diventerà un pantano ostativo a qualsiasi manovra, rinviando al gelo la possibilità di determinare nuovi scenari.
Aprire ora una trattativa potrebbe determinare un cessate il fuoco, primo passo verso la pace, ma a quanto pare Zelensky continua a giocare le sue carte con i Volonterosi, che oggi si riuniscono a Parigi per continuare a costruire il loro castello di chiacchiere.
Ieri, durante una conferenza stampa con il primo ministro danese Mette Frederiksen a Copenaghen il presidente ucraino ha detto che “la Russia non vuole porre fine alla guerra e intende proseguire le operazioni belliche. Attacchi come quello della notte scorsa “sono diventati regolari e questo è un segnale chiaro che la Russia rifiuta qualsiasi tentativo di porre fine alla guerra e vuole continuare i combattimenti. Dobbiamo partire dal presupposto che questo è ora lo scenario principale per la Russia”.
“Insieme ai partner dei Paesi nordici e baltici – ha aggiunto Zelensky – , dobbiamo garantire sistemi e protezione aggiuntivi in vista dell’inverno”, ha detto Zelensky, sottolineando che l’Ucraina deve avere capacità sufficienti per proteggersi dagli attacchi russi.
La mossa di Putin, come era da prevedere, scopre le carte e, mentre mantiene aperto il dialogo con Washington, mette alle corde i Paesi europei che oggi, chi in presenza, chi in remoto, chiamati alle armi dai Volonterosi, dovranno pigolare la loro impotenza reale senza il supporto dell’alleato Usa, che rimane comunque, nonostante l’agitarsi di Londra e di Parigi, il dominus occidentale della situazione e il reale interlocutore del Cremlino.





