Home Politica estera POLONIA, COME IN ITALIA IL GOVERNO LO DECIDE LA PARTITOCRAZIA

POLONIA, COME IN ITALIA IL GOVERNO LO DECIDE LA PARTITOCRAZIA

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di Ugo Busatti

Il commento che segue, tengo a precisarlo, non é “politico”, ovvero non é espressione di valutazione di un programma che non conosco.
É solo riferito ad un fatto strutturale.
“La Polonia ha vinto, la democrazia ha vinto, li abbiamo cacciati dal potere, è la fine di questo brutto periodo, è la fine del governo del PiS”, ha detto Tusk pochi minuti dopo la chiusura delle urne in Polonia. “Creeremo un governo nuovo, buono e democratico con i nostri partner nel prossimo futuro. La Polonia ha vinto”.
La democrazia avrebbe vinto in Polonia, non perché il primo partito che ha realmente vinto le elezioni, ovvero Diritto e Giustizia che ha ottenuto il 36,8% dei voti, é stato chiamato a formare un governo, come dovrebbe essere. Ma il secondo arrivato, Piattaforma Civica, con il 31,6%, grazie ad un inciucio post elettorale, annuncia trionfante che guiderá il Paese.
Con il conteggio dei seggi attribuibili in parlamento in base ai voti ricevuti, pur di arrivare al potere si mettono tutti insieme per non far governare chi ha vinto le elezioni.
Questo é un esempio lampante di quello che ritengo essere un esproprio della volontá popolare.
Il punto di partenza di SEI, é che i cittadini dovrebbero votare su un programma. Con consapevolezza. Se io voto A, con il programma di A, non voto perché poi A, che non vince le elezioni, faccia un programma con B e con C, diverso dal programma A per il quale ho votato, pur di governare.
Ecco perché nella proposta elettorale di SEI si chiederebbe agli elettori di ritornare alle urne dopo un paio di mesi, per consentire ai primi due partiti usciti dalle urne di elaborare con possibili alleati un nuovo programma da sottoporre ai cittadini, i quali voterebbero con consapevolezza. Chi vince, prenderebbe il premio di maggioranza per garantire stabilitá al governo.
In questo modo invece, la maggioranza degli elettori in Polonia verrá sopraffatta da tante minoranze che si mettono insieme con un programma votato da nessuno. Frutto di inciuci politici post elettorali.
Questa, a mio avviso, non é democrazia. E la politica lo sa bene. Del resto la qualitá piú importante di un politico, ai tempi nostri, non é il bene ed il rispetto della popolazione, ma l’ipocrisia. La opacitá degli interventi che caratterizza la politica dei giorni nostri, puó essere giustificata solo dalla opacitá delle procedure per arrivare al potere.

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  • Redazione

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