
di Paolo Raffone
Al vertice NATO di Vilnius si è deciso il nulla. Il fallimento conclamato dell’ampiamente preannunciata controffensiva ucraina è un macigno sulla testa della NATO e dell’UE. Così, preso anche atto che il presidente Biden e il capo della CIA Burns hanno dichiarato l’indisponibilità degli USA sia di accettare l’Ucraina come membro dell’alleanza sia di avere una guerra direttamente con la Russia, Jens Stoltenberg e Ursula von der Leyen hanno fatto dichiarazioni a parti invertite provando a mettere delle pezze a colori sull’indicibile doppia domanda: a che serve la NATO? A che serve l’UE?
Ursula dichiara “tappa storica a Vilnius per OK Turchia all’adesione Svezia alla NATO”, e Stoltenberg dichiara che la “Turchia è più vicina all’UE”. Oltre alle parti invertite c’è da chiedersi se i due ruoli siano intercambiali. C’è da temere che Ursula sia convinta che i due ruoli, NATO e UE, debbano essere addirittura combinati in una nuova architettura europea di cui lei sarebbe il capo indiscusso.
La nota acrimonia tra il presidente del Consiglio dell’UE, Charles Michel, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è il vero motivo della “tappa storica” dichiarata da quest’ultima. Infatti, in un incontro “sconcertante” con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il capo del Consiglio europeo Charles Michel ha promesso di “rivitalizzare” il futuro della Turchia nell’UE, anche se un paio d’ore prima, la Commissione europea a Bruxelles ha respinto la richiesta di Ankara di sbloccare i colloqui di adesione all’UE per dare il via libera all’adesione della Svezia alla NATO.
L’Unione europea è più unita che mai! Ma i francesi tacciono mentre i tedeschi fumano di rabbia: “Erdogan sa che la base per i negoziati di adesione della Turchia sono i criteri di Copenaghen [dell’UE] e non i colloqui sull’adesione della Svezia alla NATO”, ha sottolineato Max Lucks, uno specialista di politica estera dei Verdi; né la NATO né l’UE “dovrebbero essere influenzate dal tentativo di ricatto di Erdoğan”, ha insistito Florian Hahn, portavoce della politica di sicurezza della conservatrice CSU; “La richiesta di Erdoğan è un insulto a viso aperto”, ha detto il deputato liberale dell’FDP Thomas Hacker. Italia non pervenuta.
La NATO ha coperto la propria inutilità con le pezze a colori su Svezia e Ucraina, cioè con vuote dichiarazioni senza un calendario. D’altra parte, Stoltenberg è stato costretto ad un’ulteriore proroga di un anno raggiungendo così i 20 anni di servizio come Segretario generale della NATO. Un ventennio a dir poco disastroso che è iniziato con la manipolazione delle giuste proteste ucraine per la “dignità” facendole diventare “Euro Maidan”, cioè una rivoluzione colorata che ha portato al cambio di regime e all’inizio della guerra, fino all’intervento militare della Russia in Ucraina. Per un’organizzazione di “difesa” che ha come mandato “mantenere la stabilità e la sicurezza” il ventennio di Stoltenberg è un vero successone.
Invece, Ursula usa l’UE come sua proprietà privata e con scopi parecchio personali. Ursula, con il solito paravento della decisione collegiale dei Commissari, ha fatto entrare in vigore il 10 luglio il famigerato EU-US Data Privacy Framework, cioè l’atto legislativo europeo che infischiandosi delle sentenze della Corte di Giustizia rende possibile il libero movimento dei dati personali attraverso l’Atlantico. Una pessima decisione (una evidente forzatura, dopo quella pandemica) che favorisce gli apparati di intelligence e le corporation americane ai danni dei cittadini e dei governi europei. Secondo Ursula, i dati personali degli europei saranno garantiti da un etereo Privacy and Civil Liberties Oversight Board che (udite, udite!) avrà accesso a tutti i documenti pertinenti, comprese le informazioni classificate, imponendo ai servizi di intelligence di definire il periodo di conservazione specifico e la logica, ad esempio il tipo di informazioni detenute o se sono necessarie per proteggere una persona. Se non fosse drammatico ciò provocherebbe grasse risate!
La chiave di Vilnius è tutta qui: Ursula porta in dono a Biden i dati personali degli europei in cambio del sostegno americano alla sua doppia autocandidatura sia a capo della Commissione europea sia della NATO. Visto che la dirigenza politica italiana è raccapricciante nel suo supino allineamento atlantico, l’ultima speranza è che qualcosa avvenga in Francia perché il presidente dei Rotschild sia costretto a prendere posizioni chiare.
Le pezze a colori di Vilnius eccole qui. Erdogan toglie il veto alla Svezia ma la ratifica passa al parlamento controllato da Erdogan che ha detto che la Svezia può entrare nella Nato dopo che la Turchia entrerà nell’UE. La Nato e l’UE strombazzano uno “storico” accordo al quale però non è attaccato alcun calendario per renderlo operativo. Biden ha detto che l’Ucraina non è matura per diventare membro della Nato, così a Vilnius si è prodotto un “Consiglio Nato-Ucraina” che è spazio onirico (come fu quello con la Russia). L’Italia sciolina la solita retorica pro-Ucraina e del rilancio del Mediterraneo ma ottiene assolutamente nulla, anzi nel Mediterraneo dovrà vedersela con la sdoganata Turchia. Si annuncia un accordo di “cooperazione” con la Corea del Sud dove chi decide sono gli americani con le loro basi, e si prospetta l’apertura di un ufficio Nato in Giappone (che più che altro serve a tenere d’occhio gli obiettivi del riarmo nipponico). In Germania sale il nervosismo e dalla Francia non mi sembra siano arrivati commenti di rilievo. Dopo Vilnius resta aperta la doppia domanda: A che serve la Nato? A che serve l’UE?





