I valori umani, bussola interiore per dare un senso alla vita e orientare la convivenza nella società
Flottiglia a parte, vorrei ricordare una cosa che in Occidente troppo spesso si finge di non vedere: le prime vittime dell’Islam politico e dell’islamismo sono le persone costrette a vivere dentro quelle società.
Sono le donne, schiacciate da sistemi misogini che controllano il corpo, la libertà, il modo di vestire, di amare, di vivere.
Sono gli omosessuali, perseguitati, incarcerati, umiliati, a volte uccisi.
Sono i dissidenti, gli intellettuali, i giornalisti, i laici, i giovani che vorrebbero semplicemente respirare un po’ di libertà senza dover abbassare la testa davanti a un potere religioso che pretende di governare ogni aspetto della vita.
L’Islam come fede è una cosa. L’Islam politico è un’altra. Ed è quest’ultimo che, quando prende il potere, troppo spesso costruisce società repressive, ossessionate dal controllo, dalla separazione, dalla punizione, dalla sottomissione.
Società in cui la libertà individuale non è un diritto ma una minaccia. In cui il pluralismo viene visto come decadenza. In cui la donna libera fa paura, l’omosessuale fa scandalo, il pensiero critico diventa eresia.
E il dramma è che le prime persone a pagare questo prezzo sono milioni di musulmani stessi, che vorrebbero semplicemente vivere una vita normale, moderna, libera, senza essere sequestrati da fanatici, milizie, polizie morali, teocrazie o ideologie che trasformano la religione in uno strumento di dominio politico.
Criticare l’Islam politico non significa odiare i musulmani. Significa difendere proprio quelle persone che di quell’oppressione sono vittime. Significa stare dalla parte delle donne iraniane che si tolgono il velo sfidando il carcere, dei ragazzi impiccati perché gay, dei giornalisti zittiti, delle minoranze perseguitate, di chi rischia la vita semplicemente per chiedere libertà.
Il relativismo culturale su queste cose non è tolleranza. È codardia. Perché la libertà umana, la dignità della persona, l’uguaglianza tra uomo e donna, il diritto di amare, di pensare, di dissentire, non sono valori occidentali: sono valori umani. E ogni ideologia politica che li calpesta va combattuta senza ambiguità.


Mark L. Pisoni, traduttore e interprete professionista con una lunga esperienza nei rapporti tra istituzioni europee e nordamericane. Ha collaborato con amministrazioni pubbliche e istituzioni diplomatiche negli Stati Uniti, in Canada e in Europa.

