E sulla segnaletica della porta spiccano una sirena e un alieno
Sirene al gabinetto. Se dovete andare in bagno e siete convinti di essere Batman, Mazinga, un alieno o una sirena, sappiate che c’è un’assessora regionale del PD che ha pensato a voi.
Si chiama Alessandra Nardini, governa l’istruzione in Toscana e a Grosseto, presso l’ITS EAT, ha inaugurato i bagni “gender neutral” con cerimonia ufficiale, fascia della Provincia, foto di gruppo e sorrisi compiaciuti.
Come si fa quando si taglia il nastro a un ospedale o a un tratto autostradale. Solo che qui si trattava di un gabinetto.
Ma il capolavoro non è la cerimonia. È la porta. Chi si prenda la briga di osservare la segnaletica scoprirà che, tra le sagome ammesse al bagno, figurano una sirena e un alieno.
Non è satira. Non è il fotomontaggio che qualcuno ha opportunamente realizzato aggiungendo un tritone barbuto in reggiseno. È il cartello vero, appeso sulla porta vera, quella che l’assessora indica col dito nella foto vera.
Un ente di formazione pubblico ha comunicato ai propri studenti che l’identità di genere comprende creature mitologiche ed extraterrestri. E nessuno, nella catena decisionale che va dal grafico al dirigente al politico, ha alzato la mano per dire: forse stiamo esagerando.
Il precedente è fresco. A Pontedera, l’ITIS Marconi aveva percorso la stessa strada: bagno neutro inaugurato durante un evento scolastico.
Già nel 2023 era atterrata la bizzarra carriera Alias (cambi nome come ti percepisci, a piacere). Il dirigente scolastico ha rivendicato tutto come scelta “organizzativa”.
I Giovani Democratici avevano celebrato il gesto come “un nuovo modello di educazione emotiva e sociale”. Educazione emotiva. Per un bagno.
Nardini difende la linea con la formula ormai brevettata: “Ogni persona, ogni corpo e ogni identità deve essere riconosciuta”. Presa alla lettera, la frase non ha confini. Se ogni identità percepita merita riconoscimento istituzionale, il catalogo resta aperto per definizione.
E infatti sulla porta quel catalogo è già aperto: include specie che non esistono in natura. Chi obietta viene liquidato come portatore di “squallida propaganda”. L’assessora che inaugura un cesso con la fascia tricolore accusa gli altri di fare propaganda.
Il paradosso è geometrico. La sinistra italiana spende soldi pubblici, capitale politico, tempo amministrativo e risorse comunicative per rietichettare i bagni delle scuole.
Lo fa con la solennità delle grandi riforme. Lo fa mentre la dispersione scolastica in Toscana resta sopra la media nazionale, mentre gli edifici cadono a pezzi, mentre il personale manca. Ma i bagni hanno la segnaletica giusta. Con le sirene.
Chi ha citato per opporsi la normativa edilizia del 1974, che impone la separazione dei servizi per sesso, ha avuto ragione sul piano giuridico e torto su quello politico locale, perché è stato trascinato nel merito tecnico, che è esattamente dove la sinistra vuole portare il dibattito.
La questione non è se un bagno debba avere una o due porte. La questione è se un’istituzione pubblica possa validare con cerimonia ufficiale l’idea che il sesso biologico sia una variabile tra le tante, allo stesso livello di una coda di pesce o di un paio di antenne verdi.
Perché questo fanno sirene e alieni su quella porta. Non decorano: equiparano. Mettono sullo stesso piano la realtà anatomica di sette miliardi di esseri umani e un personaggio dell’Odissea. E pretendono che l’obiezione sia bigottismo.
Le donne dovrebbero avere qualcosa da dire. Sono loro che perdono lo spazio riservato, conquistato in decenni di battaglie reali per la sicurezza e la dignità.
Ma la sinistra che si dichiara femminista ha deciso che il femminismo si esercita cancellando la categoria “donna” dalla porta del bagno e sostituendola con un pittogramma che include chiunque, qualunque cosa, a qualsiasi ora. Comprese le sirene.
Il dirigente scolastico di Pontedera si è trincerato dietro i numeri: i bagni neutri rappresentano il dieci per cento del totale. Come se la percentuale attenuasse l’assurdità.
Il dieci per cento dei bagni di una scuola pubblica è stato sottratto alla distinzione biologica per essere consegnato a una teoria che mette alieni e donne sotto lo stesso simbolo. E qualcuno lo presenta come moderazione.
Resta un dettaglio che nessuno nel PD sembra ansioso di affrontare.
Lo stesso partito che a Sesto San Giovanni, a Bologna, a Reggio Emilia riempie le liste elettorali di candidati musulmani per intercettare il voto comunitario organizzato, in Toscana inaugura i bagni con le sirene.
Lo stesso partito che corteggia le reti di Davide Piccardo, coordinatore della Lega Musulmana di Milano e regista delle candidature islamiche nelle liste del centrosinistra, celebra con un evento ufficiale il gabinetto fluido.
In quale universo parallelo queste due strategie convivono?
Non certo in una tradizione dove la separazione dei sessi non è un’opzione ma un obbligo religioso, dove l’identità di genere fluida non è un dibattito aperto ma un’offesa alla legge divina, dove in diversi paesi d’origine l’omosessualità si paga con la vita.
Qualcuno ha provato a mostrare la foto della sirena sul cesso di Grosseto ai candidati musulmani delle liste PD di mezza Italia? La convivenza tra Nardini e Piccardo si regge su un unico pilastro: il silenzio.
Ideologia gender a Grosseto, comunitarismo islamico a Sesto. Due universi impermeabili dentro lo stesso simbolo elettorale. Il giorno in cui si incontreranno, uno dei due dovrà cedere. E non sarà la moschea.
La Toscana del Rinascimento, quella che insegnò al mondo il rapporto tra forma e sostanza, celebra oggi l’inaugurazione dei gabinetti fluidi.
Leonardo ha disegnato l’Uomo Vitruviano. Questi disegnano l’alieno sul cesso e lo chiamano progresso.





