di Giuseppe Augieri
Gli auguri alla nuova Presidente della Regione Sardegna vanno fatti con convinzione: che governi con tutta l’efficienza che le situazioni richiedono. Il popolo sardo merita di essere guidato e non di subire sbandamenti politici: e, credo, saprà controllare che il governo sia fatto bene. Il fatto che con Alessandra Todde anche in Sardegna, come lei stessa dice, si sia rotto il tetto di cristallo è una aggiunta positiva in più. Che questa elezione sia l’effetto di un assemblement quanto meno spurio è per me la nota negativa. Ma, non toglie niente agli auguri di buon lavoro. Ed è invece il centro di qualche riflessione.
Conte, vincitore e visibilmente soddisfatto, oppone all’idea del “campo largo” del Pd di Schlein l’idea del “campo giusto”. Non coalizioni preconfezionate, ma convergenze su programmi. Dal punto di vista politico mi sembra innegabile che questa prospettiva abbia il sapore di concretezza. Che sia anche possibile è tutto da verificare; ma – e lo dico io, che nei confronti dei 5Stelle confesso di avere più di un pregiudizio – è comunque un’indicazione migliore del “vogliamoci bene a prescindere” di Schlein. Che ancora oggi sorride e ripete: “E’ possibile battere la Meloni”. E dimostra così di non aver capito niente. Soprattutto in quali situazioni si andrà a cacciare.
A meno che…..
Da oggi si andrebbe al confronto sui programmi. Ad oggi, per quello che leggo, il programma dei 5Stelle, almeno quello conosciuto, è per me inaccettabile. Ma strizza l’occhio alle culture più radicali, compreso le neo radical-chic. Quanto di questo programma potrà diventare comune alle diverse istanze del PD non mi è dato sapere. Io temo in gran parte. Se – lo dice Bonaccina – il M5S deve riflettere che in Sardegna il PD, primo partito per voti, è stato indispensabile per vincere, la questione può essere ribaltata esattamente a 180 gradi. I voti M5S sono indispensabili per vincere. Se la voglia che prevale è “battere Meloni”, Parigi val bene una messa. Anche se RdC e 101% dicono di quanti effetti provocano per il futuro alcune decisioni care ai pentastellati. Bisogna insomma riflettere che Parigi non varrebbe una messa, ma una intera liturgia pluriennale. Questo, per Schlein, può essere un non problema. Anzi… E dunque giustificherebbe il suo sorriso e le sue dichiarazioni. Che sia Conte a fare da federatore di un’opposizione che si candida a governare neanche questo sarebbe un problema.
Contenta lei …….
Resta da capire, se esiste davvero un anima riformista nel PD, quanto di quei programmi che verranno proposti e che disegnerebbero un futuro di atti di solidarietà invece che programmi di sviluppo economico, di apertura ad un nuovo che è scommessa d’azzardo e non progetto, di stravolgimenti istituzionali (altro che premierato) e giustizialismo spicciolo, quanto di questi contenuti sarà possibile accettare.
Che siano anche populistici, nel senso di graditi alla pancia degli italiani, aggrava la situazione.
Vedremo, anzi ascolteremo, se qualcuno batterà un colpo.




