
di Salvino Paternò
“Grande è la confusione sotto il cielo”, affermava Mao Zedong, “quindi la situazione è eccellente!”.
Da europei (nostro malgrado) percepiamo indistintamente la confusione, ne siamo pervasi e avviluppati.
Quel che non riusciamo a scorgere è la pur minima traccia di “eccellenza”.
Il nostro habitat è stato sconvolto in maniera così repentina da spiazzare finanche coloro che fino a ieri si opponevano alla narrativa propagandista e guerrafondaia del mainstream.
Ritengo che il primo errore nel quale tendiamo a cadere sia quello dell’anti-americanismo a prescindere. E’ fuorviante, infatti, ridurre l’intera questione Ucraina nell’espressione: “l’America prima ti usa e poi ti abbandona”. Se tale dogma è storicamente vero, in questo caso è riduttivo ed errato.
L’America di Trump non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere con quella di Biden. L’occidente che guidava Biden, l’ordine mondiale unipolare a cui mirava l’America Dem è agli antipodi di quello Trumpiano. Non si possono considerare due facce della stessa America. Al contrario sono due visioni del mondo completamente opposte.
L’Europa a guida “progressista” ha completamente sposato e assimilato la dottrina woke dell’America Dem. E così ha ritenuto di far parte di quella parte del globo moralmente superiore, elitaria, multietnica. Lì dove la cultura, sapientemente manipolata, strumentalizzata e se necessario cancellata, si uniformava a principi, valori e modelli del politicamente corretto. Modelli accuratamente selezionati che ignoravano sdegnosamente la disaffezione della propria gente, incapace di comprendere il solco tracciato per un futuro raggiante e radioso.
Parliamo dell’Occidente del pensiero unico, dell’informazione unica e finanche del partito unico. Un mondo che sognava un’umanità nomade, senza radici, senza proprietà privata, senza risparmi, senza identità, senza genere, senza fede in nulla se non nell’establishment illuminato.
Una società che cullava il cittadino nel mainstream monocorde, che eliminava dalla narrazione i “perché” e obbligava gli spettatori a schierarsi su posizioni puerili, indicandogli chi odiare e chi amare, a quale verità credere, chi erano i buoni e chi i cattivi. Una collettività infantilizzata senza più capacità critica, cresciuta a pane e slogan, in grado di articolare solo pensieri semplici. Un Occidente che: “volete la pace o i condizionatori?”, “c’è un aggredito e un aggressore”… e più non dimandare!
In tale contesto la guerra in Ucraina, oltre che una guerra commerciale (come lo è ogni guerra) era anche una “guerra santa”. L’occidente guidato da Biden combatteva Putin e la sua visione conservatrice, tradizionalista, multipolare e ovviamente… fascista e omofoba. Altro non poteva fare la parte giusta del globo, quella che aborre le autocrazie e le dittature dove a nessuno è permesso di pensare liberamente, ma si batte affinché ognuno possa pensare liberamente… ciò che si vuole che pensi. E se alla fine nessuno sarà più capace pensare, meglio! C’è chi lo farà per loro.
Oggi la sgraziata e sgradevole figura dispotica di Trump, altro non è che l’altra faccia del woke. Un woke mellifluo, falsamente cortese, subdolo, ma cento volte più autoritario. E anche la sua diversa visione planetaria, oltre alla egoistica e detestabile mentalità affaristica, è alla radice delle sue decisioni che hanno stravolto la politica di gestione della vicenda Ucraina.
L’altro errore è quello di ritenere che il mondo di pace e sicurezza, così come lo conoscevamo, sia sparito all’improvviso per colpa del “tradimento di Trump” e dell’allontanamento dell’America dall’Europa. Non è così.
Il mondo come lo conoscevamo è cambiato quando abbiamo scientemente deciso di far saltare gli equilibri mondiali, che fino ad allora avevano garantito la pace. E’ cambiato quando abbiamo deciso che gli “Stati cuscinetto”, posti da sempre a protezione delle grandi potenze, non servivano.
Quando l’Europa, garante degli accordi di Minsk, che prevedevano il riconoscimento delle repubbliche russofone come regioni a statuto speciale, non ne ha impedito la violazione.
Quando non ha voluto vedere quello che era palese sin dall’inizio: il conflitto in Ucraina era in realtà una guerra tra Russia e America-Dem per interposta nazione.
Quando non si è capito che in quel conflitto il nostro unico ruolo non doveva essere mai quello di co-belligeranti, bensì di diplomatici intermediari.
E ora? Ora che non sappiamo che ruolo abbiamo e neanche più chi sia il nostro nemico, cerchiamo di correre confusamente ai ripari accroccando in fretta e furia un esercito di Francischiello.
E dovremmo affidare la nostra difesa proprio a coloro che finora non ne hanno azzeccata una neanche per sbaglio? Delegare la soluzione del problema a chi l’ha causato?
Grande è la confusione sotto il cielo, ma l’unica situazione eccellente per le nostre élite europee sarebbe quella di prendere atto degli errori e sparire per sempre.
Perché sbagliare è umano. Perseverare è… europeo.





