
di Francesco Pontelli
La Forza anche in ambito istituzionale, purtroppo non di rado sfocia nell’esercizio anche arbitrario delle autorità politica nei confronti dei cittadini critici, ai quali si vorrebbe negare ogni confronto legittimo tra amministratori e amministrati.
All’interno di un possibile confronto democratico anche solo la minaccia dell’utilizzo della forza rappresenta semplicemente un esercizio di basso profilo culturale e politico del potere istituzionale.
L’intelligenza, viceversa, supporta qualsiasi persona, quindi anche un sindaco di una città, nella fattispecie di significativa importanza e peraltro sede universitaria, quando dovesse affrontare temi e vicende contrastate, in quanto per sua stessa definizione fornisce gli strumenti dialettici e tecnici per rispondere alle legittime critiche.
L’ intelligenza si dimostra, quindi, in antitesi rispetto all’esercizio della forza e ancor più rispetto alle esplicite minacce di utilizzo delle vie legali nei confronti di chi metta in dubbio l’operato di una qualsiasi carica istituzionale.
Quindi il sindaco di Padova,ben conscio della debolezza del singolo cittadino, qualora chiamato a rispondere delle proprie idee e dei propri interventi in tribunale, in quanto tutelato legalmente dallo stesso comune, utilizza nei fatti un esercizio di potere basato sulla posizione di privilegio del sindaco stesso.
Quando il Primo Cittadino, che rappresenta la figura istituzionale di riferimento di una città, rifiuta il confronto per di più minacciando di adire alle vie legali, dichiarandosi lui stesso l’unico responsabile e “comandante” autorizzato, allora il destino dell’intera comunità cittadina viene messo a repentaglio dal “bullismo” delle sue massime cariche istituzionali. Senza dimenticare l’offesa nei confronti dei “rival ” definiti pensionati con tempo da perdere.
Da sempre la massima espressione della forza coincide con la minima dimostrazione di intelligenza.
Esattamente questo è quanto avvenuto nella città del Santo, quando il sindaco in assoluto delirio ha minacciato i propri cittadini e contemporaneamente i giornalisti.





